cottarelli salvini di maio

CANCELLA IL DEBITO! – COTTARELLI E GALLI RANDELLANO I SOVRANISTI: “ABBIAMO UN DEBITO PUBBLICO AL 132% E DOBBIAMO CONVINCERE I MERCATI. IL MONDO IDEALE NON È MAI ESISTITO. IN QUALSIASI EPOCA UNO STATO TROPPO INDEBITATO È FINITO IN CRISI” – VOLETE RIPRISTINARE LA SOVRANITÀ NAZIONALE? C’È UN SOLO MODO

Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli per ''La Stampa''

 

SCAZZO A IN ONDA TRA CLAUDIO BORGHI E CARLO COTTARELLI

Agli allarmi degli economisti sui rischi di crisi finanziaria che incombono sull' Italia se si abbandonasse una linea di fermezza circa l' appartenenza all' euro e di prudenza in materia di conti pubblici, alcuni esponenti dell' attuale maggioranza rispondono che la volontà del popolo è sovrana e non può accettare di essere subordinata a volontà terze, men che meno alla volontà dei mercati finanziari.

 

Dunque può anche darsi che ci siano dei rischi, ma se il popolo sovrano ritiene che sia giusto, ad esempio, aumentare la spesa per il reddito di cittadinanza, questa cosa deve essere fatta. Sulla base di questo argomento vengono censurati i governi degli anni scorsi, in quanto rei di aver ceduto alle pressioni dei mercati e dunque, in qualche modo, di aver svenduto la democrazia italiana, se addirittura l' Italia stessa, a una élite finanziaria che, secondo alcuni, dominerebbe il mondo.

GIAMPAOLO GALLI

 

Questi argomenti connotano in modo molto netto, le posizioni che generalmente vengono definite sovraniste e che sono largamente trasversali fra destra e sinistra.

 

Occorre riconoscere che una riflessione sui limiti della globalizzazione è del tutto legittima e si può forse accettare il ragionamento di Dani Rodrik, dell' Università di Harvard, secondo cui la globalizzazione, spinta oltre certi limiti, rischia di entrare in conflitto con la sovranità nazionale, specie quando questa si esprima in forme democratiche.

DEBITO PUBBLICO

 

Ma ci sono due obiezioni che anche i sovranisti più convinti dovrebbero prendere in considerazione.

 

La prima attiene al principio di realtà. Può darsi che il mondo ideale sia diverso da quello reale, ma noi abbiamo a che fare con il mondo reale. E in questo mondo, noi abbiamo un debito pubblico al 132% del Pil e dobbiamo convincere i mercati a comprare ogni anno circa 400 miliardi di titoli del debito pubblico italiano.

 

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini

Se venisse meno la fiducia dei mercati, le aste dei titoli di Stato andrebbero deserte e lo Stato non avrebbe più i mezzi per pagare gli stipendi, le pensioni e i fornitori della pubblica amministrazione. Si materializzerebbe quel baratro spesso evocato in passato, ma sempre sin qui evitato, grazie proprio alle politiche di quei governi che i sovranisti mettono sotto accusa.

 

La seconda obiezione è che il mondo ideale vagheggiato dai sovranisti non è mai esistito.

CARLO COTTARELLI

Sempre, in qualunque epoca e in qualunque regime economico, uno Stato troppo indebitato è finito in crisi.

 

Nella seconda metà del terzo secolo D.C., gli imperatori romani, a corto di denari per pagare le milizie, ricorsero all' ingegneria monetaria riducendo progressivamente la quantità di argento contenuto nel conio imperiale, il che provocò iperinflazione, impoverì i detentori del conio, portò alla diffusione del baratto e al caos economico, di cui è testimonianza il famoso editto di Diocleziano del 301 D.C. con cui si tentò, senza successo, di fissare un prezzo massimo per una gran quantità di beni.

 

Nella Francia ante rivoluzione, la monarchia affrontò più volte il problema dei debiti ricorrendo all' esecuzione fisica dei creditori della corona, operazioni che meritarono l' appellativo di «saignée», dissanguamenti.

spread

 

Venendo ai tempi nostri, gli attacchi speculativi avvenivano anche nei primi decenni del dopoguerra, malgrado che il regime di Bretton Woods prevedesse controlli sui movimenti di capitali e una apertura assai limitata al commercio internazionale.

 

françois mitterrand

Il Regno Unito fu costretto fin dal 1949 ad accettare svariate e rilevanti svalutazioni della sterlina, cosa che era assolutamente contraria alla politica scelta dal popolo sovrano. In Italia, nel gennaio del 1976, in presenza di controlli ferrei sui movimenti di capitali e di vincoli sulle banche italiane, la perdita di fiducia nel paese portò ad azzerare le riserve valutarie del paese nel giro di pochi giorni e obbligò le autorità a chiedere aiuto per l' ennesima volta al Fmi e alla Comunità Europea.

 

Ancora, nei primi Anni Ottanta i mercati piegarono la Francia di Mitterrand che cercava di perseguire politiche di espansione del deficit pubblico. Nel 1987, piegarono persino gli Stati Uniti dei mega deficit reaganiani tanto che le autorità americane furono costrette, nel G-7 del Louvre, a chiedere aiuto agli altri grandi paesi per evitare una caduta eccessiva del dollaro.

luigi di maio matteo salvini

 

La conclusione è che i controlli sui movimenti di capitali, che alcuni sovranisti sembrano rimpiangere, forse servivano a rallentare la speculazione in tempi normali, ma non servivano quasi a nulla quando i risparmiatori avevano ragione di temere per la sorte dei loro soldi.

 

luigi di maio matteo salvini 2

C' è un solo modo per ripristinare la sovranità nazionale rispetto ai mercati: evitare di far debiti e ridurre quelli esistenti, almeno rispetto alla dimensione dell' economia. Göran Persson, ex primo ministro di un paese, la Svezia, che ha sempre avuto una moneta indipendente, ha dichiarato che negli Anni 90 il governo si decise a ridurre drasticamente il debito attraverso politiche di bilancio restrittive anche perché era umiliante per la nazione dover «mendicare» a Londra o New York per convincere gli investitori esteri a comprare titoli di stato.

 

Se invece si fa di tutto per aumentare il deficit, non si fa altro che stringersi il cappio attorno al collo. Anche perché i creditori di oggi sono in gran parte cittadini italiani che detengono titoli del debito pubblico, direttamente o attraverso i fondi. E la soluzione francese di dissanguarli difficilmente troverebbe il consenso del popolo sovrano.

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