ignazio marino marziano

MARINO, LA COZZA DEL CAMPIDOGLIO – ORFINI RIUNISCE I CONSIGLIERI PD PER ORGANIZZARE LE DIMISSIONI DI MASSA – IL PROBLEMA È CHE MANCANO ALMENO 6 VOTI E ALLORA PER LIBERARSI DI “IGNARO” SERVIRANNO I VOTI DELL’OPPOSIZIONE - L'INDAGINE SULLA ONLUS DI MARZIANO

1.ORFINI RIUNISCE I CONSIGLIERI PD PER DIMISSIONI DI MASSA

MARINO ORFINIMARINO ORFINI

Ansa.it

 

Il commissario del Pd Roma Matteo Orfini ha convocato alle 14 i consiglieri comunali dem al Nazareno. Una riunione in cui si potrebbe discutere dell'ipotesi di dimissioni di massa dei consiglieri. Il Pd dunque tenta il contropiede per neutralizzare la possibile revoca delle dimissioni da parte di Ignazio Marino. 

 

Per staccare la spina al governo del chirurgo dem servono le dimissioni contestuali di 25 consiglieri comunali. Nelle fila del Pd ce ne sono 19. A loro potrebbero aggiungersi l'esponente di Centro Democratico e qualcuno della Lista civica Marino. Per raggiungere quota 25 serviranno i voti dell'opposizione.

 

Un'ipotesi mal digerita in casa dem visto che alcuni consiglieri hanno detto di essere indisponibili a votare con la destra. Più probabile che chiederà una mano ai due consiglieri della Lista Marchini o al Movimento 5 Stelle.

 

marino orfinimarino orfini

E intanto il sindaco di Roma dimissionario, Ignazio Marino, rispondendo a chi gli chiedeva se avrebbe ritirato le proprie dimissioni, ha detto: "Sto riflettendo. Comunicherò presto le mie decisioni alla figura istituzionale che è la presidente dell'assemblea capitolina Valeria Baglio". E ancora: "Qui la questione non è Ignazio Marino ma Roma: Ignazio Marino non ha assolutamente nulla né da chiedere né da negoziare con nessuno", ha risposto a chi gli chiedeva se avesse anticipazioni da dare sulle proprie scelte future e suoi rapporti col Pd.

 

 

2. MARINO ALL'ULTIMA SPIAGGIA E RISCHIA PURE NUOVI GUAI

ONLUS

Massimo Malpica per “il Giornale

 

IGNAZIO MARINO ALLA PRIMA DI SUBURRAIGNAZIO MARINO ALLA PRIMA DI SUBURRA

Altro giro, altro rebus, altri veleni. Per spingere Marino a non rimangiarsi le dimissioni e liquidare la pratica, il Pd si sarebbe ritrovato tra le mani una pistola fumante. L' indagine per truffa che la procura di Roma - pm Pantaleo Polifemo - ha avviato sui contratti fantasma della onlus Imagine, creata nel 2005 dall' attuale sindaco dimissionario di Roma. Oltre al consulente informatico assunto da Marino, lo stesso primo cittadino - che si è sempre dichiarato parte lesa nella vicenda - sarebbe coinvolto nell'indagine.


Tra rumors e odore di nuove magagne quello che sembrava essere il giorno del dietrofront, con le voci di un imminente ritiro delle dimissioni e l' inizio di un nuovo braccio di ferro dai tempi incerti tra sindaco e Pd, termina con un esito a sorpresa. L' ultimo capitolo della guerra di nervi tra dem e primo cittadino «dimissionario» (virgolette d' obbligo) è il meeting ristretto nell' appartamento del vicesindaco Marco Causi convocato in serata.

IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO    IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

 

Intorno al tavolo, oltre al padrone di casa, lo stesso Marino, la sua fedelissima assessora Alessandra Cattoi, il presidente Pd e commissario romano del partito Matteo Orfini e gli assessori a trasporti e legalità Stefano Esposito e Alfonso Sabella. Scopo dell' incontro, trovare una soluzione che eviti spargimenti di sangue (e fango). Ma a fine cena le posizioni non cambiano. Marino va via continuando a «riflettere» sul ritiro delle dimissioni. Causi sospira che «l' importante è che si sia aperto un confronto».


Certo l' incontro tradisce la delicatezza del momento. L' urgenza e la riservatezza con cui è stato convocato confermano i timori del Pd sulle intenzioni di Marino. L' annuncio del ritiro delle dimissioni, atteso ieri, sarebbe stato rimandato in attesa del rientro di Renzi dal Sudamerica che in serata ha specificato «il totale sostegno al commissario Orfini». Il sindaco si aspettava l' apertura di un canale di trattativa con il premier, una volta dimessosi, e non ha preso bene il generale sospiro di sollievo che s' è levato dai dem, lestissimi a considerare l' esperienza del «marziano» un capitolo chiuso. Tanto che Renzi, alla richiesta di un faccia a faccia, avrebbe dato la sua disponibilità solo a dimissioni ormai efficaci.

ALFONSO SABELLAALFONSO SABELLA


Così Ignazio si è messo l' elmetto. Sapendo bene che per quanto possa «guardare avanti», come ripete tra tagli di nastri e riunioni di giunta, la sua avventura sul colle capitolino non ha sbocchi. I suoi assessori sono pronti quasi all' unanimità a voltargli le spalle nel momento in cui dovesse davvero decidere di continuare. E a quel punto la sua «resistenza» - senza più squadra e senza uno straccio di maggioranza - finirebbe per apparire priva di senso persino ai suoi sostenitori.


Finora il carburante che lo ha spinto alla guerra col Pd è stato l'orgoglio. Costretto a dimettersi sull' onda delle polemiche per gli scontrini del cena-gate, Marino vorrebbe dal suo partito, e dal premier in particolare, almeno l' onore delle armi, se non addirittura una tregua per restare in sella ancora un po'.

Marco Causi Marco Causi

 

Una soluzione per «cadere in piedi», che magari gli permetta di essere ancora in carica quando, il 5 novembre, inizierà il processo per Mafia Capitale. Rimarcando, nel solco della narrazione del sindaco-chirurgo, il suo autoassegnato ruolo di argine agli interessi criminali emersi con Mondo di Mezzo.


Ma proprio l' aver esacerbato lo scontro con il «suo» partito rende questa via difficile da praticare. Il premier, Orfini e i renziani sono tutti irritati dal prolungato stallo messicano, e determinati a chiudere in fretta la questione. Con le buone o con le cattive. E, nel caso, anche con qualche venticello giudiziario.

stefano espositostefano esposito

 

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…