crocetta borsellino tutino

METTICI UN CROCETTA SOPRA - IL GOVERNATORE NON MOLLA MA IL PD LO SCARICA: “SITUAZIONE INSOSTENIBILE, POSSIBILE SFIDUCIA” - PER IL DOPO CROCETTA RENZI PENSA A LUCIA BORSELLINO - LO SCONTRO TRA I FEDELISSIMI DEL PREMIER FERRANDELLI E FARAONE

Rosario CrocettaRosario Crocetta

Giuseppe Alberto Falci per “il Giornale”

 

Riuscirà Orfini laddove ha fallito Renzi? Ieri sera, da Napoli, Matteo Orfini ha dichiarato: «Possibile sfiducia a Crocetta». Ma è un copione già visto. Già collaudato con Ignazio Marino. Matteo Renzi aveva dato un diktat: «Deve andarsene». E, invece, niente: il sindaco è rimasto. Succederà la stessa cosa con Rosario Crocetta? Il governatore di Sicilia è stato delegittimato da un abbraccio.

 

Quello di Sergio Mattarella con Manfredi Borsellino, il figlio del magistrato martire, arrivato alla commemorazione del padre non per la cerimonia ma per denunciare il clima di veleni, il «martirio», cui è stata sottoposta la sorella Lucia in due anni e mezzo dal governo Crocetta a trazione Pd.

MATTARELLA MANFREDI BORSELLINOMATTARELLA MANFREDI BORSELLINO

 

Come Maria Elena Boschi aveva dato il ben servito al sindaco della Capitale, così ieri dalle colonne di Repubblica Debora Serracchiani ha invocato il passo indietro del rivoluzionario governatore: «Dopo le parole di Manfredi la situazione è insostenibile. Una agonia politica - ha continuato il vice segretario democrat - il Pd non può permettersela». Un copione su cui può innestarsi una novità. È presto detta: «Non si esclude - dicono al Nazareno - che Renzi si faccia venire un'idea brillante».

BORSELLINO - TUTINO - CROCETTABORSELLINO - TUTINO - CROCETTA

 

Il premier vuole trascinare nell'agone elettorale, con tanto di marchio Pd, Lucia Borsellino. Un'ipotesi considerata «volgare» a Palermo. Irricevibile dopo i lunghi mesi di veleno trascorsi dalla stessa Borsellino a causa anche di esponenti del partito di Renzi.

 

Le distanze fra la Capitale e Palermo tendono comunque a ridursi. Proprio ieri il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, ha dato seguito alle parole di Debora Serracchiani: «Il problema non sono più le intercettazioni false su cui ci siamo già espressi - ha spiegato -, ma il fatto che riemerga il passato su nomine di manager e sulle modalità di gestione del potere». Crocetta, insomma, è ormai «delegittimato». E si parla già di un ritorno al voto nel giro di pochi mesi. Anche se il diretto interessato non demorde: «mi sfiducino se vogliono».

borsellino e crocettaborsellino e crocetta

 

A Palazzo dei Normanni, sede del parlamentino, qualcosa si muove. Un inedito si è già consumato nella storia della Regione siciliana. Fabrizio Ferrandelli, deputato eletto all'Ars per la prima volta nel 2012 e di rito renziano, ha rassegnato le dimissioni, che saranno probabilmente votate nella giornata di oggi quando tornerà a riunirsi l'Assemblea regionale. Dimissioni che mettono a segno due risultati. Uno è interno al mondo renziano: Ferrandelli sbaraglia Davide Faraone, fedelissimo del premier e già pronto a scendere in campo.

FABRIZIO FERRANDELLI FABRIZIO FERRANDELLI

 

L'altro invece è un risultato esterno che toglie acqua al mulino dei cinque stelle.

davide faraonedavide faraone

Neppure i grillini, infatti, hanno avuto il coraggio di un gesto inedito e inaudito per i deputati siciliani: rinunciare a più di 15 mila euro al mese. E già il cellulare di Ferrandelli riceve le chiamate dai più importanti talk della già calda stagione politica. Insomma, il renziano Ferrandelli è già il dopo Crocetta.

CROCETTA LUCIA BORSELLINOCROCETTA LUCIA BORSELLINO

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?