CROLLA LA BARACK - LA CORTE SUPREMA ESPRIME PARERE FAVOREVOLE SULLA LEGGE SULL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA IN ARIZONA, CONTRASTATA DA OBAMA (PER INGRAZIARSI LE COMUNITÀ LATINE) - NON SOLO: IL SENATO BLOCCA LA LEGGE SULLA TASSA DEI RICCHI, GLI SCANDALI INVESTONO I SERVIZI SEGRETI E PURE I PRETI SI ARRABBIANO - TUTTO QUESTO DURANTE IL TRIONFO DEL REPUBBLICANO ROMNEY, SUO SFIDANTE ALLE PROSSIME ELEZIONI…

Glauco Maggi per "Libero"

Si chiude male un aprile che è stato politicamente terribile per Obama. Come nel caso della costituzionalità della sua riforma sanitaria, i giudici della Corte Suprema hanno preannunciato di fatto ieri un altro schiaffo al governo per giugno, quando dovranno decidere sulla legge S.B. 1070 dell'Arizona contro l'immigrazione clandestina.

Nel mese maledetto ci sono stati altri fiaschi che hanno abbassato il rating del presidente al 42%-45%: lo stop del Senato alla legge Buffett Tax, che doveva imporre il 30% di tasse a chi ha un reddito oltre il milione; l'attacco del neocardinale Tim Dolan e dell'intera Conferenza del vescovi Usa all'obbligo di copertura della contraccezione nelle polizze ObamaCare; gli scandali gemelli del servizio segreto che va a prostitute aspettando Obama in Colombia, e della GSA, agenzia governativa i cui dirigenti hanno dissipato 800mila dollari dei contribuenti pagandosi lussuosi viaggi a Las Vegas. Non bastasse, è stato il mese del trionfo di Romney, da maggio Obama avrà un avversario tosto che penserà solo a come batterlo.

Ma è stata la Corte a «infierire» su Barack. Mentre per la legge di riforma sanitaria che impone agli americani di comprarsi una polizza i nove magistrati supremi avevano fatto capire che il Congresso, con i soli voti democratici e la spinta del presidente, era andato al di là dei limiti costituzionali e con altissima probabilità arriverà un verdetto di bocciatura, per la norma approvata dal parlamento locale dello Stato del MidWest a maggioranza repubblicana il futuro appare più roseo, a dispetto di Obama.

Sul punto centrale della S.B. 1070, che prevede che la polizia statale possa verificare se un individuo fermato abbia lo status legale per essere in America, persino la giudice liberal nominata dal presidente, Sonia Sotomayor, la prima ispanica a far parte della Corte suprema, è stata sferzante con l'avvocato del governo Donald Verrilli.

«Mi pare che il concetto non si vende bene», ha detto commentando la posizione del legale, secondo il quale è accettabile per gli agenti locali controllare lo status dei fermati caso per caso, ma non lo è l'adozione di una normativa che richiede queste stesse verifiche. Sia la Sotomayor sia gli altri hanno insistito che non potevano capire la differenza legale tra queste due situazioni.

L'avvocato dell'Arizona Paul Clementi, per sostenere la costituzionalità della misura, ha spiegato che aggiunge semplicemente forza, ma non stravolge, leggi federali già in essere che, ovviamente, considerano fuori legge gli illegali. È già anche previsto che le forze dell'ordine locali abbiano il compito, quando vengono a conoscenza di un crimine federale qual è la immigrazione clandestina durante la loro attività di repressione e vigilanza, di riportarlo agli agenti federali che hanno poi il potere di decidere che cosa fare del soggetto identificato.

Obama, che è stato professore di diritto a Chicago, non esce bene, come luminare di diritto, per il fatto di aver dato la sua benedizione al ministro della Giustizia Eric Hold quando sono partite le denunce. Ma il suo calcolo è sempre stato politico: essendo gli irregolari quasi al 100% ispanici, il presidente pensa di guadagnare punti nelle comunità di latinos anche difendendo i clandestini.

Il suo argomento «giuridico», che è quello degli attivisti di sinistra, è che la S.B. 1070 dà il via libera al cosiddetto «racial profiling» («discriminazione sui base razziale»): gli agenti, insomma, finirebbero per Obama con il fermare solo gli ispanici, regolari o irregolari, è ciò sarebbe politicamente scorretto.

Ma il capo dei giudici John Roberts ha chiarito che la Corte valuterà la costituzionalità sulla base del rapporto dei poteri tra Stati e Governo federale. «Questo non è un caso di racial profiling», ha detto. La difesa contro la criminalità degli irregolari ha prodotto altre norme con vari gradi di intransigenza in Alabama, Georgia, Indiana, Carolina del Sud e Utah, tutti Stati in attesa del verdetto della Corte.

 

BARACK OBAMA CON IL BINOCOLOBARACK OBAMAROMNEY E NETANYAHUMITT ROMNEY

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