1. D’ALEMA INSISTE: ‘’MONTI HA SOSTANZIALMENTE PRESO UN IMPEGNO, NON GIURIDICO, MA MORALE, A COLLOCARSI AL DI SOPRA DELLE PARTI E FUORI DALLA COMPETIZIONE POLITICA” 2. “ANCHE NAPOLITANO ALCUNI GIORNI FA HA RICORDATO CHE EGLI È NON CANDIDABILE” 3. ‘’IL PRESIDENTE MONTI PERCHÉ NON HA ANCORA REPLICATO A BERLUSCONI CHE, DOPO AVERLO SFIDUCIATO, LO CHIAMA A GUIDARE UNO SCHIERAMENTO “CONTRO LA SINISTRA”?’’ 4. “COME NON CAPIRE CHE QUESTE AMBIGUITÀ RISCHIANO DI ALIMENTARE CONFUSIONE E QUALUNQUISMO E DI LOGORARE L'IMMAGINE STESSA DEL PRESIDENTE MONTI?” (CIAO COLLE) 5. E MONTIMER RINVIA LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO E ABUSA DI PALAZZO CHIGI PER LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE: INCONTRA MONTEZEMOLO, CASINI E CESA, RICCARDI

Lettera di Massimo D'Alema al "Corriere della Sera"

Caro Direttore,
approfitto della sua cortesia per tornare sui temi sollevati nella mia intervista a Roberto Zuccolini del 14 dicembre e sulle polemiche che ha suscitato. D'altro canto, il presidente Monti non ha ancora sciolto le sue riserve e mi pare, quindi, non inutile ritornare ad argomentare le ragioni per le quali appare gravemente inopportuno che egli finisca per capeggiare una lista o uno schieramento di parte. Sono sinceramente rammaricato per le critiche così aspre e così poco pertinenti che mi ha rivolto Pierluigi Battista.

La sensazione è che l'impegno militante anticomunista sopravviva alla fine della Guerra Fredda e del comunismo stesso. Cosa c'entra la pretesa superiorità morale dei comunisti (che fra l'altro non ci sono più)? Qui si tratta di capire quale impressione potrebbe fare ai cittadini italiani il fatto che il capo del governo si candidi contro la principale forza che lo sostiene. Qui si tratta di spiegare perché egli non abbia ancora replicato a chi, dopo averlo sfiduciato, lo chiama a guidare uno schieramento «contro la sinistra».

Come non capire che queste ambiguità rischiano di alimentare confusione e qualunquismo e di logorare l'immagine stessa del presidente Monti? I riferimenti a Carlo Azeglio Ciampi e a Lamberto Dini sono, com'è evidente, totalmente inappropriati. Ciampi, infatti, da presidente del Consiglio non si candidò e gestì in modo imparziale la campagna elettorale del '94.

Dini presentò una sua lista a sostegno di Romano Prodi dopo che il centrosinistra aveva sostenuto il suo governo e le sue riforme. Nessuno dei due inoltre era stato nominato senatore a vita. Vorrei che si riflettesse su questo aspetto, perché è evidente che accettando questa nomina alla vigilia dell'incarico per il governo, il presidente Monti ha sostanzialmente preso un impegno - non giuridico, ma appunto morale - a collocarsi al di sopra delle parti e fuori dalla competizione politica.

D'altro canto, il capo dello Stato alcuni giorni fa ha ricordato che egli è appunto non candidabile. Chi scrive nutre da molti anni stima e considerazione verso il professor Monti. Credo di averlo dimostrato fin da quando decisi di confermare Monti come commissario europeo con una scelta non facile, perché il suo nome era in alternativa alla validissima candidatura di Emma Bonino.

Certo, non è un mistero che io sia stato fra quanti lo hanno sollecitato a rendersi disponibile per guidare il governo in un momento così difficile. Proprio per questo, sono preoccupato che una sua candidatura possa radicalizzare il confronto elettorale e possa finire per dare argomenti, nella sinistra, assai più alle componenti radicali che lo hanno contrastato, che non a quella grande maggioranza riformista che lo ha sostenuto in questi mesi difficili.

Torno quindi a ripetere ciò che ho detto qualche giorno fa, forse con parole un po' brusche ma chiare (e mi rivolgo anche a quanti lo sollecitano e lo vogliono in campo): Mario Monti è una risorsa per il Paese, non la si sprechi in una operazione elettorale che rischia di dividere e che, ne sono convinto, apparirebbe difficilmente comprensibile per una larga maggioranza degli italiani.

2. RINVIATA CONFERENZA STAMPA FINE ANNO DI MONTI
(ANSA) - La conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Monti, prevista per venerdì 21 dicembre alle 12, "é stata rinviata ad una data che sarà tempestivamente comunicata". Lo annuncia l'Ordine dei giornalisti.

MONTI INCONTRA MONTEZEMOLO A PALAZZO CHIGI
(AGI) - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi il patron Ferrari, nonche' promotore del movimento Verso la terza Repubblica, Luca Cordero di Montezemolo.

INCONTRO MONTI-MONTEZEMOLO ANCHE CON CASINI E RICCARDI
(ANSA) - Vertice dei rappresentanti delle liste moderate di centro oggi a Palazzo Chigi. Oltre a Luca Cordero di Montezemolo hanno infatti incontrato il premier Mario Monti anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi

3. MONTI: CATANIA; PROF. IN CAMPO, LA SPINTA E' FORTE
(ANSA) - Il premier Mario Monti "sta riflettendo, sta maturando un orientamento e questo è già un elemento, nel senso che non esclude di partecipare in modo più diretto alle dinamiche politiche delle prossime settimane. Pochi giorni ancora e sapremo". Lo dice al Mattino il ministro per le Politiche agricole Mario Catania. "Riccardi - dice a proposito del ministro per la Cooperazione - è un estroverso, portato naturalmente a impegnarsi anche attraverso la formazione di una lista a sostegno del presidente Monti. Io preferisco continuare a fare il mio lavoro di ministro".

"Nel momento in cui il premier dovesse decidere per la candidatura a primo ministro, poi diventa una sfumatura se e come rapportarsi alla campagna elettorale. Lui in ogni caso non ha bisogno di candidarsi al Parlamento - osserva Catania - perché è senatore a vita, ma se decidesse di accettare la candidatura proposta da alcune forze politiche, a quel punto la maggiore o minore esposizione sarebbe legata solo alla sua sensibilità". "Molti - aggiunge Catania - continuano a sottovalutare quanto il presidente abbia a cuore il lavoro che è stato cominciato dal suo governo e che dev'essere ancora continuato. E' una grandissima operazione di risanamento che lui sente ancora come impegno fortissimo: questo, forse, può dargli la spinta per assumere il rischio di misurarsi con gli elettori".

 

 

MASSIMO D'ALEMA E MARIO MONTIMARIO MONTI E GIORGIO NAPOLITANONAPOLITANO SULLE SPALLE DI MONTIBERSANI, BERLUSCONIberlusconi bersani ALFANO MONTI RICCARDI Luca Cordero di Montezemolo chi03 lorenzo cesa casini

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…