draghi gianni enrico letta

DAGOREPORT - COME HA PRESO DRAGHI IL VAFFA DEL BERLUSCA? MALISSIMO! IN PRIMIS, SI È INCAZZATO CON GIANNI LETTA, POI HA CHIAMATO IL NIPOTINO DELL’EMINENZA AZZURRINA - LA TROPPA SMANIA PER IL COLLE STA TRASFORMANDO DRAGHI DA MITO A MITOMANE. IN QUESTI ULTIMI GIORNI HA FATTO E STA FACENDO LA QUALUNQUE. OGGI UN CIOCCOLATINO L’HA RICEVUTO DA BLOOMBERG, DOVE FERDINANDO GIUGLIANO, IL SUO CONSIGLIERE AI MEDIA INTERNAZIONALI, HA LAVORATO 4 ANNI. SENTITE UN PO’ CHE TITOLO: “IL RITIRO DI BERLUSCONI RAFFORZA LA PROSPETTIVA CHE IL PRIMO MINISTRO MARIO DRAGHI POSSA ESSERE ELETTO CAPO DI STATO”! -  SE ALLA QUARTA VOTAZIONE MATTARELLA NON RACIMOLA ALMENO IL 70% DEI VOTI, NON CI STA A DISIMBALLARE GLI SCATOLONI. DAL NO DELLA MUMMIA SICULA, POTREBBERO USCIRE PIERFURBY CASINI (MA NON È GRANCHE' NEL CUORE DI SALVINI) O L’ETERNO GIULIANO AMATO

BERLUSCONI DRAGHI

DAGOREPORT

Come ha preso Mario Draghi la dichiarazione del Banana, secca come un cassetto chiuso con una ginocchiata: ‘’No a Draghi al Quirinale, perché il governo deve andare avanti’’? L’ex Bce l’ha presa malissimo. In primis, si è incazzato con Gianni Letta che aveva il ruolo di bombardare ogni giorno i neuroni del patriarca di Arcore sulla bontà della candidatura Draghi.

 

Quindi Mariopio ha chiamato il nipotino dell’Eminenza Azzurrina per capire se il Pd tiene o meno la barra dritta sul suo nome. Tra i dem, infatti, i maldipancia si sprecano. Certo, non come nei 5Stelle dove sono tantissimi i grillini contrari al ‘’Draghi Presidente’’, mentre il pio Conte appoggia il nome del parroco del Santo Egidio Andrea  Riccardi, lanciato da Letta, e Di Maio promette i suoi voti a tutti (e Sibilia l’ha mollato).

draghi enrico gianni letta

 

Un fatto per tutti. Quando Patuanelli si è recato da Draghi e gli ha espresso che avrebbe potuto convincere Conte a dare la disponibilità sul suo nome, chiedendo però assicurazioni sul dopo (chi farà il premier? Ci sarà un rimpasto?), il premier gli ha risposto col solito ghigno: “Io non faccio patti”.

gianni enrico letta 3

 

Ma se, putacaso, SuperMario la sfanga con 550 voti sui 505 necessari, sarebbe una figuraccia per una istituzione bipede, celebrata in mezzo mondo (uno come lui dovrebbe essere eletto alla Ciampi, al primo turno).

LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI

 

Purtroppo, la troppa smania per il Colle sta trasformando Draghi da mito a mitomane. In questi ultimi giorni ha fatto e sta facendo la qualunque. Mentre il suo capo di gabinetto Funiculì Funiciello si agita in casa, tra giornali e politici, Ferdinando Giugliano, consigliere della comunicazione, si applica ai media internazionali.

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

 

Ed oggi, leggendo l’agenzia economica Bloomberg, dove Giugliano ha lavorato non a caso 4 anni, Draghi ha riacquistato il sorriso. Sentite un po’ che titolo: “Il magnate dei media Silvio Berlusconi si è ritirato dalla corsa alla presidenza italiana poco prima dell'inizio delle votazioni, rafforzando la prospettiva che il primo ministro Mario Draghi possa essere eletto capo di stato”.

funiciello

 

Ancora un cioccolatino: “Draghi, che guida una coalizione ad ampio raggio, beneficia della mossa di Berlusconi come figura di più alto profilo per succedere al presidente Sergio Mattarella. Diventare capo di stato darebbe al 74enne Draghi un ruolo ai vertici della politica italiana per i prossimi sette anni, anche se significherebbe fare un passo indietro dalla gestione quotidiana del paese”.

 

ferdinando giugliano 4

Gran finale allo zabaione: “La stabilità dell'Italia non è a rischio e Draghi manterrà un ruolo chiave sia che venga eletto presidente sia che rimanga primo ministro, ha detto in un'intervista l'ex premier Matteo Renzi venerdì con Francine Lacqua su Bloomberg TV. Renzi ha escluso un voto rapido quest'anno, dicendo di essere fiducioso che le elezioni si terranno alla fine del mandato del parlamento nel 2023”.

matteo salvini silvio berlusconi giorgia meloni quirinale by macondo

 

Lo spappolamento del cosiddetto centro sinistra è lampante, quello del centrodestra è galoppante. Gigiona Meloni quando ha visto su Zoom che Berlusconi ha fatto leggere il comunicato mica al vicepresidente Tajani ma a Licia Ronzulli, che lei disistima (eufemismo) in quanto vicina a Salvini, ha messo una pietra sopra alla coalizione.

 

A questo punto, si aspetta la riunione che farà domani Enrico Letta con i leader dei partiti del governo per trovare il bandolo della matassa. La strada più priva di ostacoli e veti è il leggendario Mattarella bis: ma se alla quarta votazione la Mummia Sicula non racimola almeno il 70 per cento dei voti, non ci sta a disimballare gli scatoloni. Dal no di Mattarella, potrebbero uscire Pierfurby Casini (ma non è particolarmente nel cuore di Salvini) o l’eterno Giuliano Amato.

RONZULLI SALVINI

giuliano amatoIL SALUTO TRA GIANNI LETTA E PIER FERDINANDO CASINI FOTO ANDREA ARRIGA

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...