philippe donnet meloni giorgetti caltagirone lovaglio giuseppe castagna generali

CHE FINE HA FATTO IL SOVRANISMO BANCARIO DEL GOVERNO MELONI? AVETE NOTIZIE DEL FAMOSO TERZO POLO BANCARIO AUSPICATO DA PALAZZO CHIGI METTENDO INSIEME MPS-BPM-MEDIOBANCA? E SAPETE COME È FINITA LA GLORIOSA CAMPAGNA DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI, CON LA REGIA DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA DI GIORGETTI, PER “METTERE IN SICUREZZA IL RISPARMIO ITALIANO” (MELONI DIXIT), ESPUGNANDO IL FORZIERE DI 800 MILIARDI DI ASSICURAZIONI GENERALI? - È FINITA CON UNA TOTALE DISFATTA DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, CON I NOSTRI EROI TERRORIZZATI E PARALIZZATI DALL’INCHIESTA PER PRESUNTO CONCERTO DELLA PROCURA DI MILANO, MENTRE IL LEONE DI TRIESTE GUIDATO DA DONNET SE LA RIDE SOTTO I BAFFI – PEGGIO È FINITA L’OPERAZIONE BPM: DOPO CHE SI SONO INVENTATI UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA”, SABOTANDOLA A COLPI DI GOLDEN POWER, L’ISTITUTO MAL-GUIDATO DA GIUSEPPE CASTAGNA ORA È FINITO NELLE MANI DELLA FRANCESISSIMA CREDIT AGRICOLE - CHISSÀ SE IL MAL-GOVERNO MELONI È RIUSCITO A CAPIRE CHE I POTERI FORTI NON SCHERZANO QUANDO VAI A TOCCARE I LORO INTERESSI E QUINDI, PRIMA DI METTERSI IN TESTA STRANE IDEE DI EGEMONIA FINANZIARIA, FORSE SAREBBE MEGLIO CONSIDERARE LE POSSIBILI REAZIONI DI LOR SIGNORI, TIPINI FINI CHE I GIORGETTI E I CALTAGIRONE SE LI MANGIANO A COLAZIONE….

DAGOREPORT

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Che fine ha fatto il sovranismo bancario del governo Meloni? Avete notizie del famoso terzo polo bancario auspicato da Palazzo Chigi mettendo insieme Mps-Bpm-Mediobanca?

 

E sapete come è finita la gloriosa campagna di Mps-Caltagirone-Milleri, con la regia del Mef di Giorgetti, per “mettere in sicurezza il risparmio italiano” (Meloni dixit), espugnando il forziere di 800 miliardi di Assicurazioni Generali?

 

È finita con una totale disfatta dell’Armata Branca-Meloni, con i nostri eroi terrorizzati e paralizzati dall’inchiesta per presunto concerto della Procura di Milano, mentre il Leone di Trieste guidato da Donnet se la ride sotto i baffi per altri due anni del mandato. Ora quel 13% di Generali intascato con la scalata di Mediobanca Calta-Lovaglio-Milleri se lo mettono in quel posto non battuto dal sole.

 

francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni

Altro totale fallimento dei “geni” dell’armata Branca-Meloni è l’operazione Bpm: dopo che si sono inventati Unicredit come “banca straniera”, sabotandola a colpi di golden power, come mai l’istituto mal-guidato da Giuseppe Castagna ora è finito nelle mani della francesissima Credit Agricole?

 

Chissà se il mal-governo Meloni è riuscito a capire che i poteri forti della finanza globale non scherzano quando vai a toccare i loro interessi e quindi, prima di mettersi in testa strane idee di egemonia finanziaria, forse sarebbe meglio considerare le possibili reazioni di Lor Signori, tipini fini che i Giorgetti e i Fazzolari d’Italia se li mangiano a colazione….

 

PROVE D’INTESA SU GENERALI E SU DONNET

Estratto dell'articolo di Daniela Polizzi per il “Corriere della Sera”

 

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

Primo consiglio di amministrazione dell’anno per Generali il cui board ieri si è riunito in modalità ordinaria, anche in vista della presentazione dei risultati annuali fissata per il 12 marzo. Conti che [...] potrebbero anche battere le stime 2025 del piano al 2027 presentato un anno fa dal ceo Philippe Donnet.

 

[...] L’ipotesi di mettere mano alla governance sarebbe stata tolta dal tavolo. Le voci su possibili avvicendamenti al vertice del Leone si sono fermate e molti sul mercato ritengono che Donnet possa arrivare a concludere il mandato, che scade ad aprile 2028.

 

philippe donnet

Una prospettiva che rinvierebbe quindi il riassetto della governance alla scadenza naturale del consiglio. Una nuova fase che gli analisti dopo gli incontri con i manager del Leone sembrano confermare.

 

Uno dei principali elementi penalizzanti per gli investitori negli ultimi 12–18 mesi è stato il tema della governance. Tuttavia, scrive Morgan Stanley, con la joint venture con Natixis ormai ufficialmente accantonata e con un piano di successione manageriale più chiaro — dopo la nomina di Giulio Terzariol come General Manager/Deputy Ceo— riteniamo che molte di queste preoccupazioni dovrebbero allentarsi, soprattutto considerando l’ottima performance operativa sottostante».

 

giuseppe castagna - banco bpm

BANCO BPM, PROFUMO FRANCESE. È ARRIVATO IL TEMPO DELLE SCELTE PER CASTAGNA, TONONI E L’EX POPOLARE

Estratto dell'articolo di Stefano Righi per www.corriere.it

 

Sarà un aprile memorabile. Tra il giorno 15 e il 16 si terranno le assemblee del Monte dei Paschi di Siena e del Banco Bpm, che rappresenteranno il momento conclusivo delle grandi battaglie combattute in Borsa un anno fa, a suon di concambi e di rilanci.

 

Le assemblee di primavera sono destinate a delineare la strada futura di due delle prime quattro banche italiane, protagoniste del ridisegno della geografia finanziaria nazionale.

 

BANCO BPM - CREDIT AGRICOLE

[...] I percorsi che attendono il Banco Bpm, dal 4 aprile 2020 presieduto da Massimo Tononi e Mps sono simili. Oltre agli appuntamenti di routine, come le riunioni del consiglio di amministrazione che dovranno, la prossima settimana, approvare i risultati al 31 dicembre 2025, per entrambe all’orizzonte c’è una assemblea straordinaria (convocata il 23 febbraio dal Banco Bpm), che modificherà lo statuto sociale consentendo la presentazione della cosiddetta lista del cda uscente [...]

 

giampiero maioli credit agricole

Nel caso del Banco Bpm, la maggior parte dell’attenzione, nella fase preparativa, è catturata dai francesi del Crédit Agricole. Il gruppo parigino che già oggi è, se consideriamo la presenza in Italia e la potenza esprimibile dalle retrovie dalla casa madre francese, il terzo gruppo bancario operativo nella Penisola, sta giocando la partita più importante da quando, erano gli anni Ottanta, scese a Milano per dare un futuro a quella che sarebbe diventata Banca Intesa.

 

[...] Nel 2025 i francesi, forse per perspicacia, forse perché sollecitati, hanno moltiplicato la loro presenza all’interno del capitale del Banco Bpm, salendo fino all’attuale 19,8 per cento.

 

andrea orcel

Fu una manovra ben accolta dal management del Banco Bpm, che all’epoca voleva soprattutto divincolarsi dalla morsa dell’offerta pubblica di scambio lanciata dall’Unicredit di Andrea Orcel alla fine del 2024. Il tutto avvenne con la benedizione del governo di Roma, che si concretizzò nell’utilizzo delle norme sul Golden power: il Mef cassò l’operazione Unicredit – che vedeva protagoniste due banche italiane – e avvallò la crescita dei francesi dell’Agricole, con una originale lettura del concetto di interesse nazionale. Ai francesi non parve vero.

 

MPS MEDIOBANCA

E oggi, passato il momento della battaglia più dura, presentano il conto. Intanto, hanno ottenuto dalla Banca centrale europea l’autorizzazione a crescere fino al 29,9 per cento del capitale del Banco Bpm, opzione che probabilmente eserciteranno a breve, poi guardano con attenzione all’assemblea di aprile, in vista della quale chiedono giustamente di veder rappresentati i loro interessi.

 

Con un terzo della banca in portafoglio e il secondo azionista al 5 per cento e per di più non interessato alla gestione, visto che si tratta dei fondi di BlackRock, chi può dire loro di no?

 

Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024

[...]   Alle minoranze dovrebbero andare almeno sei posti, ma quante saranno le liste? I rappresentanti di Assogestioni si presenteranno al voto?

 

E lo stesso Agricole, cosa farà? Correrà da solo [...] o piazzerà i propri rappresentanti nella lista del cda uscente, manovra questa che sottolineerebbe una volontà di co-gestione della nuova realtà che smusserebbe, anche formalmente, le possibili contrapposizioni? Le trattative sono in corso. Al Banco Bpm sanno vendere cara la pelle, ma la diplomazia francese ha fatto scuola nei secoli.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Lunedì prossimo, 2 febbraio, verranno depositate le relazioni tecniche, che preludono all’avvallo della Banca centrale europea al progetto di modifiche statutarie. Giovedì 5 il cda licenzierà i conti dell’ultimo trimestre dello scorso anno che completeranno il bilancio 2025.

 

Poi, dopo l’assemblea straordinaria, verrà messa a punto la lista dei candidati promossa dal cda uscente. Andrà presentata entro sabato 7 marzo, quaranta giorni da oggi. Poco più di un mese per decidere il futuro di una parte importante della finanza italiana.

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