IL PASSO CARRAI SULLA STRADA RENZIANA - NON SOLO DE BENEDETTI E BERNABÈ: LA FINANZA AMERICANA HA PUNTATO SU RENZI (VIA MARCO CARRAI) E ORA VUOLE INCASSARE

Franco Bechis per "Libero quotidiano"

Un nome, un padrino. Non c'è uno solo dei candidati nelle caselle più importanti del prossimo governo di Matteo Renzi che non arrivi dai consigli più o meno interessati di chi ha grande influenza sul premier incaricato. E le mire sono soprattutto sulle due poltrone decisive dell'esecutivo: quella del ministero dell'Economia e quella dello Sviluppo Economico. È diventata pubblica grazie allo scherzo telefonico de La Zanzara la zampata di Carlo De Benedetti su Fabrizio Barca.

Ma l'Ingegnere mica si è arreso per il gran clamore: un prezzo deve pure avere la lunga e amorevole compagnia alla scalata al potere del sindaco di Firenze fatta dall'armata editoriale Espresso- Repubblica. C'è chi vede quella manina infatti nell'improvvisa emersione nel toto-ministri del nome del professore di Economia ed ex Rettore dell'Università Bocconi, Guido Tabellini.

La sua candidatura non è nuovissima nella vigilia della formazione dei governi. Era già emersa perfino nel 2008, per la squadra di Silvio Berlusconi, come alternativa a Giulio Tremonti. Tabellini ha due estimatori influenti: Sergio Marchionne (che aveva influenza sul cavaliere, ma ne ha pure su Renzi) e appunto De Benedetti. Entrambi lo hanno voluto cooptare in azienda. E infatti Tabellini siede nel consiglio di amministrazione di Fiat Industrial e in quello di Cir, la holding operativa del gruppo De Benedetti.

Una candidatura con padrinato evidente. Caratteristica che ha anche un altro nome spuntato negli ultimi due giorni, sia per il ministero dell'Economia che per quello dello Sviluppo Economico: Franco Bernabè, ex presidente del gruppo Telecom Italia. In questo caso il padrino ha una influenza doppia, perché è il vero fabbro della crescita del potere di Renzi ed è anche suo amico quasi di infanzia: Marco Carrai, imprenditore e finanziere, crocevia di tutte le strade che partono e portano al premier incaricato. Un suo consiglio difficilmente può essere accantonato da Renzi, sia per riconoscenza che per amicizia. Ma la scelta di Bernabè è densa di conflitti di interesse.

Il longevo manager che ha attraversato industria pubblica e privata nella sua straordinaria carriera (dall'Eni a Telecom), muore dalla voglia di darsi una seconda vita politica. E lo ha confidato a Carrai, di cui però è anche socio attraverso la holding (FB group) che Bernabè controlla a maggioranza con la Bera srl dei due figli Marco Norberto e Lucia.

I Bernabè e Carrai sono soci nella Cambridge Management consulting Labs srl e nella Yourfuture srl. Carrai per altro è socio anche di un altro nome ben noto della politica e dell'imprenditoria: Chicco Testa, anche lui assai legato a Bernabè. Testa, che fu deputato dei Ds e poi presidente dell'Enel, si è incontrato con Carrai nella C&T crossmedia, di cui entrambi sono soci (Testa personalmente, Carrai attraverso la holding D&C).

Probabile che Testa sia nome che prima o poi emerga a palazzo Chigi e dintorni. Ed è comunque da Carrai che passa tutta la rete dei rapporti che contano del premier incaricato. È stato lui a mettere la prima volta in contatto Renzi con Oscar Farinetti, e perfino con Alessandro Baricco, incontrato in un'altra società: la Holden srl. E sempre da Carrai passano molti personaggi che in queste ore sembrano decisivi a muovere le colonnine del toto-ministri.

Come Fabrizio Palenzona, banchiere cresciuto in Unicredit (di cui è ancora vicepresidente) e approdato alla guida di Aeroporti di Roma, e dell'Aiscat, l'associazione delle autostrade italiane. Sembra provenisse da lui il suggerimento iniziale di Lucrezia Reichlin per il ministero dell'Economia. La Reichlin era infatti consigliere di amministrazione indipendente di Unicredit, la sola che all'epoca difese Alessandro Profumo dal ricchissimo licenziamento.

Ma c'è sempre Palenzona, sia pure a braccetto con Paolo Fresco (altro rapporto di Renzi ricevuto in dote da Carrai) dietro l'emergere e il solidificarsi della candidatura a ministro di Mauro Moretti, il manager che da una vita guida le Ferrovie italiane. Fra i padrinati dell'ultima ora ne è emerso uno istituzionale e in qualche modo naturale: l'appoggio - assolutamente solitario e perdente - dato dal Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, alla riconferma del suo ex direttore generale, Fabrizio Saccomanni, all'Economia.

Ma a suggerire le mosse di Renzi ci sono molti altri "influencer" che vengono da impresa e finanza e i cui consigli potrebbero essere decisivi anche dopo la formazione dell'esecutivo. Nomi in qualche caso ben noti, come il finanziere David Serra (anche lui inventato da Carrai) e del patron di Tod's e Fiorentina, Diego Della Valle. Ma anche qualcuno emerso meno dalle cronache fiorentine: come l'ex banchiere che guidò Lazard in Italia (e fondò Euromobiliare), Guido Roberto Vitale, o il finanziere Francesco Micheli (in coppia con il figlio Carlo).

Enorme il peso su Renzi di Vincenzo Manes, presidente dell'Intek group e finanziatore generoso delle fondazioni con cui il sindaco di Firenze ha scalato la grande politica. Contano - e non poco -anche due personaggi che vengono dalla diplomazia e dalle reti di lobbing americane, come John Phillips - ex found raiser di Barack Obama, ora ambasciatore Usa in Italia. O il più oscuro Michael Ledeen, repubblicano assai conservatore, uomo simbolo dell'American Enterprise Institute...

 

marco carrai MATTEO RENZI E CARLO DE BENEDETTI A LA REPUBBLICA DELLE IDEE A firenze Franco Bernabe ALBERTO BRANDANI E FABRIZIO PALENZONA Chicco Testa Linda e John Phillips Michael Ledeen PAOLO FRESCO

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…