DE BENEDETTI: “IL FRATELLO DI DALLA CHIESA MI PROPOSE L’ISCRIZIONE ALLA P2” – “OGGI CON IL CAV E CICCHITTO VIVIAMO NELLA NORMALITA’ PIDUISTA” (L’ING. DIMENTICA CHE FU A UN PASSO DAL FARE UNA SOCIETA’ CON IL CAV. PIDUISTA)

Ste.Fel. per "Il Fatto Quotidiano"

‘'Viviamo nella normalità piduista" rappresentata dalle dichiarazioni di due "piduisti al potere, Silvio Berlusconi e Fabrizio Cicchitto, che infatti dicono che nulla è cambiato". Carlo De Benedetti ha parlato poco in queste settimane, dopo l'ultima sentenza che ha stabilito il risarcimento di 541 milioni di euro per la corruzione giudiziaria con cui la Fininvest scippò la Mondadori alla Cir nel 1991. De Benedetti ha preferito tenere un profilo discreto, lasciando ai suoi giornali, Repubblica e L'Espresso, il compito di raccontare e chiosare. Nessun attacco diretto a Berlusconi. Fino a ieri.

A Roma, l'Ingegnere presentava in una libreria Ibs il saggio della ex giornalista di Repubblica , Sandra Bonsanti, "Il gioco grande del potere" (Chiarelettere), ora presidente dell'associazione Libertà e Giustizia fondata proprio da De Benedetti. L'editore di Repubblica non parla d'impulso, si è preparato un intervento meditato, breve e durissimo, una sintesi di quarant'anni di storia italiana e sua personale, "mi sono sempre trovato dall'altra parte, allora come oggi".

Dall'altra parte rispetto al "permanente attivismo del malaffare". Negli stessi minuti in cui Giorgio Napolitano dal Quirinale predica concordia contro "il clima avvelenato", De Benedetti risale dai guai di oggi fino alla Repubblica di Salò, con la Loggia P2 come snodo centrale. "La politica teme e disprezza la giustizia, con i socialisti e gli ex socialisti in testa", dice, questa volta senza nominare l'ex socialista con cui ha duellato per vent'anni, Silvio Berlusconi.

Ma è della P2 e di quella rete di poteri occulti e illegali che striscia nella storia ufficiale, che a De Benedetti interessa parlare, con lo spunto del libro di Sandra Bonsanti che, da cronista, ha raccontato per anni i misteri italiani e la loggia massonica segreta creata da Licio Gelli: "Una volta si parlava di doppio Stato, oggi è considerata una lettura da complottisti", dice il giurista Stefano Rodotà, a fianco di De Benedetti a presentare il libro.

A quasi 80 anni, De Benedetti ha passato la proprietà delle sue aziende ai figli, Rodolfo De Benedetti guida la holding Cir. L'Ingegnere conserva soltanto la presidenza del Gruppo Espresso, pur avendo una posizione più netta della linea di Repubblica, rassegnata alle grandi intese e quindi all'alleanza del Pd con Berlusconi (il fondatore del giornale, Eugenio Scalfari , è il più esplicito sostenitore della concordia nazionale voluta da Napolitano).

De Benedetti ricorda gli anni Ottanta, quando lui stesso si trovò a sfiorare il sistema piduista: prima con un fugace passaggio nel Banco Ambrosiano del massone Roberto Calvi, poi addirittura con una richiesta esplicita di affiliazione: "Romolo dalla Chiesa, fratello del mio amico Carlo Alberto, il generale, un giorno venne nei miei uffici dell'Olivetti per propormi l'iscrizione alla loggia Montecarlo, interna alla P2. Chiesi perché dovessi diventarne membro, lui mi rispose: Quando ci sarà entrato lo capirà".

Con Licio Gelli, il gran maestro venerabile che oggi, a 94 anni, sconta una vecchiaia serena ad Arezzo dopo una condanna per depistaggio nella strage di Bologna, De Benedetti non ha mai avuto rapporti diretti, "si vede che non ero abbastanza importante".

L'ingegnere sembra vedere nel Quirinale il punto focale da cui osservare la qualità della democrazia italiana: dopo il settennato di Sandro Pertini arriva Francesco Cossiga nel 1985 "e il piduismo rinasce, diventa uno stile politico".

L'altro momento chiave è l'arrivo di Enrico Manca alla presidenza della Rai, la televisione pubblica rinuncia a sfidare l'arrembante Mediaset in nome della pax televisiva: "Con Manca, tessera P2 2148, torna la normalità piduista, la stessa che ancora oggi, continuiamo a vivere, a distanza di trent'anni, forse non avendo più abbastanza memoria storica", dice l'Ingegnere.

La dimostrazione è nell'eterno ritorno degli stessi protagonisti: "Come Flavio Carboni che accompagnò, nella migliore delle ipotesi, Calvi in occasione del cosiddetto suicidio a Londra nel 1982. Lo stesso Carboni che oggi frequenta Marcello Dell'Utri e fa affari con Denis Verdini, dalla P2 alla P3".

Combattere la "normalità piduista", spiegano Sandra Bonsanti e Stefano Rodotà, significa proteggere la Costituzione da modifiche come quella dell'articolo 138, ora in discussione in Parlamento, e difendere l'attività dei magistrati. "Per questo gli amici di Berlusconi ci odiano", dice la Bonsanti. E De Benedetti: "Solo gli amici?". Si capisce che ha una lista lunga di nomi in testa. E che queste larghe intese con il piduista di Arcore proprio non gli piacciono.

 

CARLO DE BENEDETTI DA FABIO FAZIOCARLO DEBENEDETTI CARLO DE BENEDETTI SILVIO BERLUSCONI CARLO DE BENEDETTIberlusconi silvio debenedetti carlo imagoLICIO GELLI cicchitto foto mezzelani gmt Stefano Rodota

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)