IL DERBY DEL FEMMINISMO SENZA IDEE: IN FRANCIA LE CATTOLICHE “ANTIGONI” SFIDANO LE POPPUTISSIME FEMEN

Anais Ginori per "la Repubblica"

Vestite interamente di bianco, con i capelli sciolti e l'aria da antiche vestali, leggono in coro un comunicato stampa. «La donna - spiegano - possiede una dignità che non si esprime con l'esibizionismo né con l'isteria». E per chi non avesse capito, il riferimento successivo è più esplicito.

«Le Femen ci spingono nella trincea dell'oscenità e dell'odio, mentre noi preferiamo la saggezza, l'amore e il sorriso». Ecco dunque che va in scena la contrapposizione tra le femministe caste e quelle discinte, tra le nuove "Antigones", così si chiamano le autrici del video postato in Rete, e le ribelli venute dall'Est, le ormai famose Femen che hanno fatto del topless la loro divisa. Le prime predicano la "complementarità" della donna all'uomo, le seconde invece chiedono la "parità". Ma non è tanto questione di parole, quanto di simboli, immagine, corpi. Eva contro Eva.

Giovani ragazze così appassionate nel difendere i loro diritti che finiscono per accapigliarsi, fortunatamente a distanza. Le nuove Antigoni hanno tentato qualche settimana fa di andare a manifestare davanti alla sede delle Femen a Parigi, nel diciottesimo arrondissement. La polizia, allertata, ha deciso di presidiare il Lavoir Moderne Parisien, dove le militanti ucraine hanno stabilito nel settembre scorso il loro quartier generale, reclutando decine di adepte locali.

Così la rissa è stata per ora evitata dallo sbarramento di forzuti agenti. Le nuove e immacolate militanti se la sono presa con il ministro dell'Interno, Manuel Valls, accusato di proteggere le «sextremiste» che godrebbero di una «ingiustificata immunità» sebbene conducano da tempo attacchi a seno nudo contro campioni del maschilismo, da Vladimir Putin a Silvio Berlusconi, e pure in luoghi religiosi: negli ultimi mesi le Femen si sono denudate sia in piazza San Pietro che nella cattedrale di Notre-Dame.

Ed è infatti la critica alla religione il punto sensibile che ha fatto scattare la reazione delle Antigoni, nelle quali militano molte giovani cattoliche. Il movimento si presenta ufficialmente «senza appartenenza politica o di fede». Eppure, secondo molti esperti, sarebbe nato dentro al cosiddetto "Printemps français", la galassia di associazioni conservatrici che ha organizzato i cortei contro il matrimonio gay. Nel manifesto che le Antigoni hanno pubblicato sul loro sito viene evocata la supremazia delle donne in quanto «figlie, madri, mogli».

La citazione dell'eroina di Sofocle non è casuale: viene scelta per il suo coraggio e perché è morta nel difendere le "leggi naturali". Insomma, anche se le accuse alle Femen sono condivise da altre femministe francesi - l'idea di doversi togliere la maglietta per farsi sentire può sembrare avvilente - in questo caso c'è il sospetto che le bianche vestali siano lo strumento di una manipolazione politica. Lo studioso dell'estrema destra, Jean-Yves Camus, ha fatto notare che i loro comunicati e video sono ripresi da molti gruppi reazionari.

Alcune richieste delle giovani militanti, come quella di espellere dalla Francia la leader di Femen, Inna Schevchenko, confermerebbero i sospetti. La rivalità tra i due gruppi ha assunto anche i connotati di una spy story. Un'affiliata alle Antigoni, con nome di battaglia Iseul, ha raccontato di essersi "infiltrata" nelle Femen per due mesi. Ha posato a seno nudo per difendere la tunisina Amina, perseguitata nel suo paese, e partecipato a diverse azioni in piazza.

Alla fine, però, si è ricoperta e ha raccontato - sempre attraverso un video postato sul web - la sua "indagine" all'interno del movimento contestato. Secondo Iseul, 21 anni, studentessa in giurisprudenza, le Femen sono un'associazione «autoritaria, individualista, che irregimenta come pedine le donne francesi per imporre dei valori che non sono naturali alla nostra società».

Gli "addestramenti" che le Femen hanno tanto pubblicizzato con i giornalisti sarebbero in realtà poco più che sedute di ginnastica in cui si urlano slogan come «Topless Jihad» piuttosto che «Pope No More». La replica di Inna Schevchenko è stata poco più che divertita: «Siamo un gruppo aperto, non abbiamo niente da nascondere ». Le due fazioni ovviamente continueranno a rinfacciarsi colpe reciproche. Intanto, però, era da tempo che le giovani parigine non dibattevano così tanto di femminismo, o come diavolo si vuole chiamare.

 

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