CASTA CANTA! - QUANDO FINALMENTE A MONTECITORIO SI COMINCIA A PARLARE “DELL’EPOCALE RIFORMA”, CIOÈ DEL TAGLIO DEI RIMBORSI ELETTORALI AI PARTITI, IN AULA SI PRESENTANO IN 15 - LA PERCENTUALE DEGLI ONOREVOLI PRESENTI ANDAVA DALL’1,5 AL 2,3 DEGLI ELETTI, CHE AVANTI DI QUESTO PASSO SARÀ ANCHE LA PERCENTUALE DEI LORO PARTITI ALLE PROSSIME ELEZIONI - E GRILLO GODE…

Mattia Feltri per "la Stampa"

Il momento più suggestivo è arrivato intorno alle 18.30 quando il sole calante ha proiettato i suoi raggi, attraverso la preziose vetrate del soffitto, sui banchi del centrodestra colorandoli di luce crepuscolare. Quasi una predizione e offerta con un tratto poetico persino nobilitante. Non c'era nessuno, lì, a prendersi in volto il bacio del sole.

L'unico deputato del Pdl a cui pareva interessare qualche cosa della revisione del rimborso elettorale (misura di nessun impatto macroeconomico, ma di semplice dimostrazione di buona volontà) era infatti Beatrice Lorenzin, ora raggiunta ora abbandonata dal collega Simone Baldelli, che forse per l'istinto umano del branco era andata ad accamparsi sugli scranni centrali e in basso, quelli occupati dai relatori della legge.

Non è che gli altri gruppi parlamentari avessero riversato truppe e riservisti nell'emiciclo. Due o tre o massimo quattro della Lega (a rotazione), altrettanti del Pd, compreso il granitico Ugo Sposetti, uno che di soldi ai partiti ci capisce e vuole continuare a capirci, e poi Mario Tassone dell'Udc, Benedetto Della Vedova del Fli.

Insomma, senza farla tanto lunga, il numero dei deputati accorsi alla discussione generale attorno alla storica e rivoluzionaria norma che ridimensionerà i foraggiamenti ai partiti, restituendo loro l'applauso e la fiducia dell'elettorato, diciamo così, variava da un minimo di dieci a un massimo di quindici, escluso il presidente di turno Maurizio Lupi. Cioè, nell'ora topica della contrizione, del ravvedimento e del riscatto, la percentuale degli onorevoli sul pezzo andava dall'1,5 al 2,3 degli eletti, che avanti di questo passo sarà anche la percentuale dei loro partiti alle prossime elezioni.

Insomma, un altro pomeriggio volenterosamente dedicato dalla politica al nutrimento dell'antipolitica. E sembrerebbe pure l'unico progetto a lungo termine dei protagonisti di questa legislatura, poiché l'aula viveva momenti dinamici (ridiciamo così) quando sulle tribune una scolaresca lasciava il posto a quell'altra. Se ne sono contate tre, totale degli alunni una settantina almeno, che se ne stavano lassù a guardare l'acquario vuoto. Ragazzini dai dieci ai tredici anni, e un gruppo era arrivato festoso e omaggiante in uniforme blu con la coccarda tricolore appuntata sul petto; tutti grillini di domani.

Infatti ai commessi è toccato di spiegargli che non c'era stata un'epidemia, una sparatoria, una strage, ma semplicemente era lunedì, e il lunedì alla Camera non si lavora perché è un giorno dedicato ai trasferimenti, onorevoli in viaggio da Siracusa, Asti, Forlì e Chieti verso Roma. Lo si dice non per invidia sociale - non è che si godrebbe di più con l'emiciclo colmo di deputati con le occhiaie per la levataccia ma per dare una timida spiegazione visiva della diffusa impopolarità.

E' che tutto congiura contro il Parlamento, tanto è vero che quando il presidente Lupi ha chiamato i due relatori della legge, Gianclaudio Bressa e Peppino Calderisi, in aula non c'era né l'uno né l'altro, e Bressa è infine arrivato di gran lena, seguito a una lunghezza da Calderisi. E' succeduta una discussione di superlativi, la straordinarietà del provvedimento, la miracolosa intesa bipartisan, il giorno indimenticabile, la portata del testo, fino a un sublime «richiamo all'attenzione l'aula» dell'ottimista Bressa. Però agli osservatori le cose degne di nota sono parse tre.

Prima, la Lega e l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro sono contrari alla legge perché prevede il dimezzamento dei rimborsi quando loro ne vogliono l'azzeramento (Idv ha depositato ieri duecentomila firme in scatoloni). Seconda, l'Udc si è vendicata sul medesimo Di Pietro proponendo un emendamento secondo cui «i partiti o i movimenti politici non potranno più acquistare e prendere in affitto, a titolo oneroso, immobili di proprietà di europarlamentari, parlamentari nazionali e consiglieri regionali ad essi iscritti», pratica molto in voga fra i leader dell'Idv.

Terza, a un certo punto Tassone dell'Udc si è infuriato con il relatore Calderisi poiché telefonava mentre egli stava illustrando le sue deduzioni, e non ce n'erano molti altri che lo potessero ascoltare.
Ps. Alcuni deputati oggi cederanno alla tentazione di sostenere che la loro presenza in aula era del tutto superflua. In tal caso correranno il rischio che gli si dia ragione.

 

montecitorioBEATRICE LORENZIN Simone BaldelliUgo SposettiBENEDETTO DELLA VEDOVA MAURIZIO LUPI ANTONIO DI PIETRO

Ultimi Dagoreport

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…