lo stadio maradona dell argentinos juniors

DIEGO PER SEMPRE - IL 25 NOVEMBRE RICORRE L'ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI MARADONA - L'ARGENTINA NON HA TROVATO CONFORTO NEANCHE NELLA VITTORIA DELLA COPPA AMERICA GRAZIE A MESSI: "NOI ARGENTINI, LIONEL COMPRESO, SAPPIAMO CHE DIEGO È IRRAGGIUNGIBILE. RAPPRESENTA TUTTO QUELLO CHE SIAMO, IL GENIO E L'IRRIVERENZA, IL SENSO DI RIVINCITA, MA ANCHE LA SUPERBIA. MESSI È SEMPRE VISTO COME IL PRODOTTO DI UN GRANDE CLUB EUROPEO. DISTANTE DALL'IMMAGINARIO COLLETTIVO CON CUI CI IDENTIFICHIAMO"

Emiliano Guanella per "la Stampa"

 

DIEGO ARMANDO MARADONA AI TEMPI DELL ARGENTINOS JUNIOR

Nel club dove è iniziato tutto, hanno preferito, ad un anno di distanza, ricordare la vita e non la morte di Diego Armando Maradona. Argentinos Juniors è stata la casa del Pelusa. Le due ore in autobus da Villa Fiorito fino al quartiere della Paternal erano piene di speranza all'andata e gonfie di gioia al ritorno. Le Cebollitas del mitico Francis Cornejo da queste parti nessuno le ha scordate. Javier Romisier di professione fa il medico di famiglia e da un anno e mezzo ha corso non poco nelle case della gente del quartiere alle prese con il Covid.

 

LO STADIO MARADONA DELL ARGENTINOS JUNIOR

Ogni minuto libero lo dedica all'Argentinos, di cui è lo storico ufficiale. Percorrere con lui il piccolo museo interno è come scorrere la prima meravigliosa parte della storia maradoniana. «Non direi che Diego è diventato calciatore da noi, perché lui è nato già con questo dono. Non gli si doveva insegnare niente, a nove anni la sua visione del gioco era oltre ogni limite. Francis ha avuto la capacità, questo sì, di inserirlo in una squadra che ha vinto di tutto».

 

Lo stadio "Diego Armando Maradona", oggi, è una galleria a cielo aperto, gli Uffizi della vita del Diez. Le pareti esterne sono piene di faccioni del Diego, un piccolo ripostiglio è diventato il santuario dove ogni giorno vengono in molti a lasciare un ricordo, una maglietta, anche a pregare per lui. Lo hanno trasformato in luogo del culto profano tre giorni dopo la sua morte, quasi per caso.

 

LO STADIO MARADONA DELL ARGENTINOS JUNIORS

«C'erano tantissime cose appoggiate ai portoni di ingresso. Era previsto un forte temporale, abbiamo messo tutto in questa stanza che dava sulla strada. In due giorni, grazie a tre muratori volontari del quartiere, abbiamo costruito la "chiesa"». Tutta la Paternal, del resto respira Diego. I vicini hanno dipinto le pareti delle loro case, appena finito il lockdown, che a Buenos Aires è durato quasi sei mesi, sono arrivati i tour organizzati, all'inizio con turisti argentini, adesso con i primi stranieri. La Società ha deciso di non organizzare nulla per l'anniversario della morte, il 25 novembre, ma si prevede che ci sarà moltissima gente.

 

DIEGO ARMANDO MARADONA AI TEMPI DELL ARGENTINOS JUNIOR

Il 30 ottobre, che sarebbe stato il compleanno numero 61, è stata organizzata una partita tra vecchie glorie del club e gli ex campioni del 1986. Subito dopo è stata proiettata la prima puntata della serie maradoniana di Amazon, pensata e prodotta quando Diego era ancora vivo. Sono quattro gli attori che lo interpretano, dagli esordi fino alla quasi morte di Punta del Este, il primo grande pericolo scampato. Juan Palomino, un passato da star delle telenovelas argentine, interpreta il Diego in fin di vita in Uruguay.

 

giampiero galeazzi con rummenigge e maradona

Grasso, in balia della droga, perso disperatamente nel labirinto delle sue contraddizioni. Ha dovuto prendere 20 chili per avvicinarsi al personaggio, oggi conserva il look con barba e pizzetto grigio dei mondiali in Sudafrica, che farà parte della seconda stagione. La somiglianza è stupefacente, Palomino arriva all'intervista con occhiali scuri e cappellino: non si sa mai che qualcuno pensi al miracolo di una reincarnazione e svenga per strada.

 

«Diego è stato enorme in quello che ha saputo conquistare, ma ci ha mostrato i suoi lati più oscuri. Era gloria, ma anche rovinose cadute. La cosa positiva di questo lavoro è che lo abbiamo mostrato nel contesto storico in cui ha vissuto e di cui lui, in fondo è stato uno dei protagonisti. Il gol agli inglesi dopo la guerra alle Malvinas, il peronismo con tutte le sue contraddizioni, gli scontri con il potere del calcio, ad iniziare dalla Fifa. Era un ribelle per antonomasia ed un controsenso in essere; l'uomo più famoso del mondo, ma che per molto tempo è stato tremendamente solo». Maradona come metafora dell'Argentina o forse il contrario, fatto sta che è impossibile non parlare di lui, soprattutto adesso che non c'è più.

GALEAZZI MARADONA 22

 

«In America - spiega Ezequiel Fernandez Moores - si parla ancora di Mohammed Ali perché è un modo per parlare dei grandi problemi irrisolti del Paese». Gli anniversari sono le occasioni ideali per nuovi libri, biografie, film. Con Diego tutto è ancora più forte. «La sua morte ci ha sconvolti ma non sorpresi. Che Maradona si stesse autodistruggendo da almeno venti anni lo sapevano tutti, oggi quel vuoto è riempito da nuove suggestioni che sembrano infinite, perché la sua vita è piena di angoli ancora da esplorare».

schermata 2021 10 31 alle 12.18.01

 

Le strade di Buenos Aires in primavera sono fantastiche, alla bellezza dei jacaranda in fiore oggi si aggiungono ovunque i ritratti maradoniani. E come sempre, tutto è trasversale; dai quartieri ricchi della zona Nord, che si affacciano sulla parte più bella del Rio della Plata, alle villas miserias nel putrido Riachuelo, un gigantesco altare votivo a lui dedicato. Diego sorridente o arrabbiato, con la maglia del Boca o del Napoli, con la coppa alzata al cielo dell'Atzeca o il gessato da tecnico della seleccion.

maradona serie tv 77

 

Tanti 10, tanti D10S, tanti 1960 che si proiettano all'infinito, là dove gli idoli non muoiono mai. Victor Hugo Morales ricorda come fosse ieri il «barrilete cosmico» e il gol di mano agli inglesi; non ha mai smesso di ringraziare Diego per quello che è stato l'apice della sua carriera. Con Maradona ha condotto un programma per l'emittente chavista Telesur, pochissimo budget ma invitati di lusso.

 

«Ai calciatori, anche quelli più celebri, bastava sapere che c'era lui e venivano di corsa in studio. Era molto facile lavorarci insieme. A Diego si poteva chiedere di tutto e lui amava disquisire su qualsiasi cosa, i giornalisti ne approfittavano perché sapevano che la polemica era servita. Io, invece, lo facevo parlare solo di calcio, cosciente che non c'era niente al mondo che gli piacesse quanto il pallone». Morales, come molti a Buenos Aires, sente che un pezzo di lui se ne è andato.

 

BILARDO MARADONA

«Ho 73 anni e ho sempre avuto una salute di ferro, mai un problema serio. Negli ultimi mesi mi hanno messo uno stent, sento peggio di prima, mi dà fastidio la luce. Sicuramente è l'età, ma a volte credo che è perché lui non c'è più». Non è l'unico a pensare che le cose, forse, non succedono per caso. Maradona è morto nell'anno horribilis della pandemia: è dopo la sua scomparsa che l'Argentina è riuscita a vincere di nuovo qualcosa. La Coppa America conquistata a luglio nel Maracana contro il Brasile non solo ha messo fine ad un digiuno di titoli di 27 anni, ma ha anche segnato il primo trionfo biancoceleste dell'erede designato, Lionel Messi.

 

BILARDO MARADONA

L'espressione che si usa in Argentina è togliersi la "mochila", uno zaino pesante come piombo per uno dei Paesi più calciofili al mondo. La giornalista Veronica Brunati ha accompagnato Messi fin dalla Masia ed è stata testimone di diversi incontri fra i due.

 

«Come tutte le relazioni maradoniane - spiega- è una storia non lineare. All'inizio c'è stato un grande affetto, Diego ha capito fin da subito il valore di Lionel e lo ha appoggiato moltissimo, quasi fosse un padre. Poi, quando Messi ha raggiunto l'apice, qualcosa è cambiato; forse un po' di gelosia, qualche commento fuori luogo, ma non c'è mai stata una rottura. Noi tutti, Lionel compreso, sappiamo che Diego è irraggiungibile, soprattutto per gli argentini.

MARADONA 3

 

Rappresenta tutto quello che siamo, il genio e l'irriverenza, il senso di rivincita, ma anche la superbia, che tanto ci allontana dai nostri cugini sudamericani. Lionel, invece, è sempre stato visto come il prodotto perfetto di un grande club europeo. Un grande campione argentino, certo, ma molto distante dall'immaginario collettivo con cui ci identifichiamo».

maradona

 

Sorprenderà, forse, ma nei mille club di barrios argentini, dove il calcio è un momento centrale nella vita di quartiere, il fascino di Maradona non è mai tramontato. I ragazzi hanno vestito la maglia di Batistuta, Riquelme o di Tevez, oggi vestono quella di Messi, Cristiano Ronaldo o Dybala, ma quando si chiede chi è il "más grande" la risposta è una sola.

 

Al «Defensores de Olivos», dove i più piccoli hanno sei anni, il credo maradoniano è rimasto intatto da tre generazioni. «Noi - spiega il coordinatore Leo Chichou - ci svegliavamo alle sette la domenica per vedere il Napoli, i nostri figli o i nipoti lo rivedono su YouTube. Una delle poche certezze che abbiamo qui in Argentina è che non ci sarà mai uno migliore di lui».

maradonamaradonamaradona 7maradonaMARADONA

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...