elly schlein franceschini di biase

L’ETERNO RITORNO DI SU-DARIO – ANCHE STAVOLTA FRANCESCHINI HA PUNTATO SUL CAVALLO GIUSTO. SOLO CHE, COME DAGO-RIVELATO, DIETRO LA VITTORIA DI SCHLEIN NON C’E’ SOLO LA SUA MANINA MA ANCHE QUELLA DELLA MOGLIE, MICHELA DI BIASE, CHE ORA E’ PRONTA A INCASSARE IL DIVIDENDO: IL SUO È UNO DEI NOMI IN PISTA COME NUOVO CAPOGRUPPO ALLA CAMERA. E "SU-DARIO"? RESTA IL GRANDE AZIONISTA. LA SUA CORRENTE SI CHIAMA NON A CASO “AREADEM”, DOVE L’AREA È VARIABILE. QUELLO CHE NON VARIA È LA SUA CENTRALITÀ NEL PARTITO...

Estratto dell’articolo di Paolo Bracalini per il Giornale

 

DARIO FRANCESCHINI ELLY SCHLEIN GATTOPARDO MEME BY SARX88

L’eterno ritorno del Dario, inteso come Franceschini. È noto che dietro la «novità» Schlein ci sia un bel pezzo di antiquariato Pd, in primis il vecchio volpone cattodem Dario Franceschini.

 

E chi altri poteva esserci? C’è sempre lui dietro ai nuovi segretari del Pd.

 

Con un fiuto infallibile l’ex democristiano si posiziona sempre dal lato giusto del partito e ne raccoglie poi frutti, cioè le poltrone, per sé e adesso anche per la moglie, la neodeputata Michela Di Biase. Sembra che sia stata proprio lady Franceschini - l’ha scritto Dagospia - a convincere il marito ad appoggiare la candidata svizzero-italiana, data per sfavorita dai bookmaker, che non hanno però le doti divinatorie di Franceschini.

dario franceschini foto di bacco (1)

 

(...)

 

La moglie De Biase è infatti uno dei nomi in pista per la squadra della segretaria, ma anche come nuovo capogruppo alla Camera.

 

E per Dario? «Io non ho promesso nulla», garantisce la Schlein. Ma non c’è bisogno di promettere qualcosa a Franceschini, lui la prende da sè, per forza gravitazionale. Un incarico nel partito sarebbe riduttivo per lui, e anche inutile: comanda già così. 

 

(...)

dario franceschini michela di biase foto di bacco

 

Anche una estrema sintesi della sua carriera di partito fa impressione per la costanza nei risultati di piazzamento personale. Subito numero due di Walter Veltroni segretario Pd (Renzi lo chiamerà «il vice-disastro»), poi ne prende il testimone fino al 2009 quando viene sconfitto da Bersani. È lì che Franceschini si organizza come capocorrente e king maker del partito, portando in dote a Bersani i suoi voti per fargli vincere le primarie della coalizione nel 2012, contro Renzi. E vince. Ma solo un anno dopo il colpo di scena.

Franceschini cambia cavallo, e alle primarie del Pd sostiene Renzi (quello che lo insultava) contro Bersani. E rivince. Poi Renzi cade, ma Franceschini ovviamente no. Tocca a Zingaretti guidare il Pd. Con l’appoggio di chi?

 

elly schlein michela di biase

Ovviamente della corrente di Franceschini, che come al solito si ritrova nella parte vincente del partito. E incassa il dividendo. Nel frattempo infatti, grazie al suo peso nel Pd e alla sua vicinanza al segretario di turno, è riuscito a fare il ministro con tutti i governi: quello di Letta (in lotta con Renzi), quello di Renzi (che manda a casa Letta), quello di Gentiloni che arriva dopo le dimissioni di Renzi. E poi riesce ad entrare nel governo anche con Conte, e pure con Draghi. É riuscito a prendersi una nomina anche con il Pd sconfitto alle elezioni: presidente della Giunta delle elezioni, al Senato. Chapeau.

 

michela di biase foto di bacco (2)

È l’uomo per tutte le stagioni, la sua corrente si chiama non a caso «AreaDem», dove l’area è variabile, è può andare da Renzi alla Schlein. Quello che non varia è la centralità di Franceschini. Sempre in piedi. O seduto, su una bella poltrona (in alternativa, per la moglie).

dario franceschini e michela di biase

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...