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DIFENDERSI DA PUTIN COSTERÀ CARISSIMO ALL’EUROPA – IL PIANO DI DIFESA COMUNE PRESENTATO DA URSULA VON DER LEYEN PREVEDE INVESTIMENTI PER 6.800 MILIARDI DI EURO DA QUI AL 2035 – QUATTRO I PROGETTI CHIAVE: GLI SCUDI ANTI-MISSILI, ANTI-DRONI E SPAZIALE E LA “GUARDIA DEL FIANCO ORIENTALE” – L’INDICAZIONE DI BRUXELLES È DI ACQUISTARE ARMAMENTI “MADE IN EUROPE”. UN PUNTO CHE METTE IN DIFFICOLTÀ GIORGIA MELONI CON IL SUO “AMICO” DONALD TRUMP: L'INDUSTRIA DELLA DIFESA ITALIANA È GIÀ MOLTO DIPENDENTE DA QUELLA AMERICANA E IL COATTO DELLA CASA BIANCA NON ACCETTERÀ DI BUON GRADO DI VEDERE DIMINUIRE LE COMMESSE...

1. CARA DIFESA

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per "la Stampa"

 

ursula von der leyen tra i soldati

La messa a terra della tabella di marcia per la Difesa europea lanciata ieri dalla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen sarà accompagnata da un «Big Bang» che vedrà i Paesi Ue investire 6.800 miliardi di euro da qui al 2035. […]

 

L'orizzonte della roadmap è però più breve perché elenca una serie di azioni e di obiettivi da raggiungere nell'arco dei prossimi 5 anni e ora spetterà agli Stati rispondere all'iniziativa lanciata da Palazzo Berlaymont.

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

Mercoledì sera, alla vigilia del collegio dei commissari, la Commissione aveva anticipato le grandi linee del suo documento ai ministri della Difesa durante una cena informale. Secondo quanto risulta, l'accoglienza non è stata affatto negativa. […]

 

 Ursula von der Leyen ha corretto più volte il tiro in corso d'opera, fino all'ultimo minuto: oltre ad aver adottato un approccio "a 360 gradi" e non focalizzato soltanto sul fronte Est, oltre ad aver messo in chiaro che la Difesa è una materia di competenza nazionale e che la Commissione non ha intenzione di sostituirsi alla Nato nel comando delle varie iniziative, nell'ultimissima versione è arrivato un ulteriore passo indietro.

 

esercitazione militare europea in lettonia

Nella bozza precedente – anticipata ieri da La Stampa – la Commissione aveva indicato obiettivi minimi per l'acquisto di armamenti dall'industria europea, fissando un ambizioso 55% da raggiungere entro il 2028. Nella versione finale, il target è diventato una semplice indicazione non vincolante: «Saranno gli Stati a decidere cosa e da chi acquistare», ha chiarito l'Alto Rappresentante Kaja Kallas.

 

Il cuore della tabella di marcia, comunque, sono le 9 aree nelle quali i Paesi dovranno costruire delle «coalizioni di capacità» e soprattutto i 4 progetti-faro indicati come prioritari, sui quali si è già scatenata la corsa per prenderne il comando.

 

il piano di difesa integrata di ursula von der leyen - la stampa

La Germania si è fatta avanti per guidare lo scudo aereo anti-missili, i Paesi Bassi affiancheranno la Lettonia nello scudo anti-droni (che avrà una dimensione europea e non soltanto limitata al fianco Est), mentre il Lussemburgo ha manifestato il proprio interesse a prendere in mano lo scudo spaziale. Sul quarto progetto, la Guardia del fianco orientale, dovrebbe muoversi la Polonia, già attiva sul fronte nazionale.

 

«Le recenti minacce hanno dimostrato che l'Europa è a rischio e bisogna rispondere con unità, solidarietà e determinazione», ha ribadito Ursula von der Leyen. «L'Europa è consumata da una psicosi bellica – ha risposto il premier ungherese Viktor Orbán –. Von der Leyen gira il mondo parlando di guerra senza alcun mandato, mentre i trattati assegnano chiaramente la politica estera e di sicurezza agli Stati membri».

 

[…]

 

muro di droni 1

L'iniziativa piace ai Paesi Baltici e alla Finlandia, i più attenti alle esigenze di Difesa, anche se alcuni di questi governi sono intenzionati a sollevare il nodo della "solidarietà" perché la tabella di marcia non prevede finanziamenti congiunti.

 

Nel 2025 i Paesi Ue hanno speso 392 miliardi di euro in Difesa e, secondo le stime di Kubilius, tenendo conto degli impegni presi in sede Nato, nell'arco di 10 anni si arriverà a quota 6.800 miliardi. L'Ue ha lanciato il programma Safe che prevede 150 miliardi di prestiti e lo stesso Kubilius ha spiegato che si possono dirottare sulla Difesa fino a 300 miliardi del Recovery Fund, ma al momento non c'è traccia di nuovi fondi.

 

2. ACQUISTI CONGIUNTI, LA PERPLESSITÀ DI MELONI

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

giorgia meloni donald trump

Nelle prossime ore Giorgia Meloni e i suoi alleati di governo dovranno avere una risposta formale da dare ai rappresentanti diplomatici a Bruxelles sul piano per la Difesa europea presentato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

 

La premier sta valutando come argomentare al tavolo del Consiglio europeo del 23-24 ottobre le criticità che intravedono i suoi tecnici e quelli del ministero guidato da Guido Crosetto.

 

[...] il governo italiano non è entusiasta di come è stata modulata la proposta sull'aggregazione della domanda e, specialmente, sui vincoli imposti agli acquisti congiunti. Due sono le quote: la prima salirà al 40% dall'attuale 20% e riguarda la convergenza sugli appalti made in Ue; la seconda invece è al momento una previsione suscettibile di modifiche e punta al 55% di acquisti militari sul mercato europeo entro il 2028.

 

guido crosetto e giorgia meloni alla camera foto lapresse

Entrambi obiettivi definiti troppo ambiziosi, anche per la tempistica fissata nella road map. La seconda ipotesi ha una portata politica non indifferente per Meloni, che potrebbe trovarsi in difficoltà con l'amico Donald Trump. L'industria italiana è già molto dipendente da quella americana e difficilmente il capo della Casa Bianca, che ha incensato i sistemi d'arma Usa come i migliori al mondo, accetterà senza fiatare di vedere diminuire le commesse, che invece - al contrario - ha chiesto agli europei di incrementare.

 

Ma è sulla prima quota, che impone di raddoppiare gli acquisti congiunti, che i dubbi dell'ala meloniana dell'esecutivo sono ancora più profondi. Il rischio, sostengono, è di penalizzare fortemente l'industria nazionale.

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

Perché, pur avendo delle aziende al top nel campo della Difesa (la controllata Leonardo su tutte), ci sono altri Paesi – come Francia e Germania - che hanno strutture produttive molto più avanzate e molto più competitive, in grado quindi di offrire più rapidamente la possibilità di adeguarsi alle nuove regole del mercato europeo.

 

Meloni intravede «un eccesso di burocrazia» ed è su questo tema che lavorerà in vista del vertice dei leader della prossima settimana. Pesa, ovviamente, l'allergia della Lega a qualsiasi cosa provenga da Von der Leyen, tanto più se riguarda il riarmo già ampiamente criticato da Matteo Salvini.

 

giorgia meloni con guido crosetto nella camionetta dell esercito 2

Fino a oggi il Carroccio, nonostante i proclami del segretario, in Aula non si è opposto a nessuna norma di spesa sull'incremento dei mezzi militari o degli aiuti in Ucraina.

 

Ma le cose potrebbero cambiare nei prossimi mesi, quando si entrerà nella fase iniziale della campagna elettorale, e la propaganda dei partiti si misurerà con gli umori dell'opinione pubblica di fronte a risorse dirottate su sistemi anti-aerei, missili, droni, abilitatori strategici, e via dicendo.

 

La sfida nella galassia della destra potrebbe spingere a ritrovare le antiche posture sovraniste anche su un altro capitolo del piano. Già è così: l'attenzione di Meloni - e del ministro Crosetto - sarà rivolta a controllare quanto potere verrà effettivamente trasferito alla Commissione europea. Il partito della premier non vole che l'organo dell'esecutivo Ue si arroghi prerogative che da trattati sono in capo agli Stati membri. [...]

giorgia meloni con guido crosetto nella camionetta dell esercito 5giorgia meloni e donald trump nello studio ovale 5 foto lapresse donald trump e ursula von der leyen

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