DOMANI IN PARLAMENTO SI BALLA! – GIANCARLO GIORGETTI SI PRESENTA ALLE CAMERE PER UN’INFORMATIVA SULLA NEC, LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA SU ENERGIA E DIFESA CHE PERMETTE DI SCORPORARE LE SPESE SENZA VIOLARE IL PATTO DI STABLITÀ – LA LEGA PRETENDE CHE VENGA SPECIFICATO CHE QUEI FONDI NON VENGANO SPESI IN DIFESA, E CHE CI SIA UN IMPEGNO CHIARO SUL PRESTITO SAFE (CHE IL CARROCCIO NON VUOLE PRENDERE) – LA DISCUSSIONE DI DOMANI NON C’ENTRA NIENTE CON IL SAFE, MA NELLA REPLICA GIORGETTI POTREBBE ESSERE CHIAMATO A RISPONDERNE COMUNQUE…
Centrodestra al lavoro su risoluzione clausola salvaguardia, i paletti della Lega
(ANSA) - In vista delle comunicazioni del ministro dell'Economia sulla clausola di salvaguardia, previste domani tra Camera e Senato, nel centrodestra proseguono i confronti per definire i margini per una risoluzione comune. Avviando la procedura, la clausola consentirebbe di scorporare le spese per energia e difesa dal Patto di stabilità Ue.
Obiettivo dichiarato di tutti gli alleati è presentare un documento unico ma secondo quanto si apprende, la Lega potrebbe distinguersi sull'uso dei fondi spingendo per investirli nella sicurezza nazionale, anziché nella difesa militare.
Perciò il Carroccio - spiegano fonti leghiste - intende aspettare l'informativa che il ministro Giorgetti terrà stasera agli uffici di presidenza delle commissioni Bilancio di Camera e Senato, per orientarsi meglio sui contenuti della risoluzione. In extremis, per la coalizione resta sul tavolo l'ipotesi di presentare un documento in forma stringata che si limiti a prendere atto delle comunicazioni di Giorgetti e sottoscriverle.
giancarlo giorgetti ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE
Giorgetti: "Il Safe è come il Pnrr, cari onorevoli, pensateci bene"
Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”
Il pensiero di Giorgetti, di Giorgetti il pratico, è semplice: “Il Safe è come il Pnrr, ha vincoli burocratici, seri. Ricordate, è un prestito. La decisione è politica, lo volete? Fate attenzione. Lo volete?”.
Giorgetti avverte e rimette la decisione nelle mani del Parlamento. La decisione non è sua. E’ l’ultimo appuntamento, il più importante, prima della chiusura estiva, e il ministro dell’Economia si presenterà alle Camere agitando la lanterna della verità.
La sua informativa in realtà è sulla Nec, la clausola di salvaguardia su Energia e Difesa, il suo discorso sullo scostamento di Bilancio che l’applicazione di questa misura comporta, sarà ancora una volta l’appello a non immaginare omini di burro che portano l’Italia al paese dei balocchi.
Il rischio è che passi l’idea di fare ulteriore debito, di guastare i conti. L’informativa prevede la discussione e un voto sulle risoluzioni. Anche se la discussione su Safe non rientra nella Nec (ricordiamo che è una richiesta di prestito alla Ue) potrebbe accadere che nell’eventuale replica, Giorgetti sia chiamato a rispondere anche su questi impegni aggiuntivi per la Difesa.
Giorgetti dovrebbe ricalcare quella che il ministro ha già dato a Benedetto Della Vedova, durante l’ultimo Question Time. Giorgetti ha ricordato allora che sul Safe “13 stati lo hanno sottoscritto e sicuramente ci sono aspetti positivi che fanno riferimento al periodo di preammortamento”.
A favore di questo strumento non c’è solo il tasso ma l’idea: progetti di difesa comuni e coordinati fra paesi. Attenzione, però. Nella risposta a Della Vedova, Giorgetti aggiungeva: “Ciò non significa che l’utilizzo di Safe sia solo un beneficio”. A preoccupare il ministro c’è “l’appesantimento burocratico” e la necessità di “condividere strategie” con altri partner europei”.
giancarlo giorgetti con la sciarpa del southampton
E’ lo spauracchio del Pnnr, quella macchina complessa che ha costretto Meloni e Fitto, con successo, a rinegoziare in Europa, rivedere il piano. Il Safe non significa padroni a casa nostra, ma integrazione europea, regole. Tajani ha parlato di fondi prenotati, ha pasticciato sui numeri annunciato che prenderemo 6-7-8 miliardi. […]


