enzo moavero milanesi

DOPO UN ANNO DA ECTOPLASMA, MOAVERO MILANESI SI METTE A PARLARE QUANDO IL GOVERNO È GIÀ MORTO. INTERVISTATO DA FUBINI, SCOPRIAMO CHE ''IL MINISTRO DEGLI ESTERI USA I POMERIGGI DELLA DOMENICA PER METTERE A POSTO IL SUO STUDIO IN UNA FARNESINA AVVOLTA NEL SILENZIO''. UN SILENZIO CHE RIVENDICA: ''HO LAVORATO PER PREVENIRE O SMUSSARE QUANTO AVREBBE POTUTO CREARE DIFFICOLTÀ''

Federico Fubini per il ''Corriere della Sera''

 

Enzo Moavero Milanesi, 65 anni, ministro degli Esteri da 15 mesi, usa i pomeriggi della domenica per mettere a posto il suo studio in una Farnesina avvolta nel silenzio.

 

Il suo collega Giovanni Tria dice che le divisioni interne all' Italia fanno sì che non ci accorgiamo di ciò che accade fuori. Concorda?

enzo moavero milanesi

«È inevitabile che una nazione dia peso alle proprie questioni. È tipico della democrazia, specie nei momenti di fermento e non accade solo in Italia. Ma è vero: non bisogna eccedere in un' ottica centrata su dinamiche interne. Questo fa sottovalutare l' orizzonte più ampio, come è accaduto in Gran Bretagna».

 

Teme che la crisi politica porti il Paese a perdere di vista i propri interessi in Europa e nel mondo?

«Spero di no. L' Italia non è un sistema chiuso, né autosufficiente o marginale. Restiamo protagonisti sul piano internazionale. Siamo una realtà globale importante. L' industria realizza il quinto maggior surplus commerciale al mondo e la nostra economia funziona in interdipendenza con gli altri Paesi».

 

Qual è l' orizzonte che rischiamo di non vedere?

«Sta cambiando il contesto in cui eravamo inseriti e inseriti bene. Le tecnologie accelerano la fluidità. Pensiamo al G7, nato negli anni '70 con le prime sette economie del mondo di allora. Oggi due di queste, Italia e Canada, non sono più fra le prime sette e altre due fuori dal G7, Cina e India, lo sono. Fra vent' anni nessuno Stato europeo avrà un' economia fra le prime sette del mondo. Invece l' Unione europea e la stessa area euro, nel loro insieme, saranno saldamente sul podio delle tre grandi».

 

Lei conosce le critiche: con questo governo l' Italia si è isolata e ha perso peso.

enzo moavero milanesi 1

«Non vedo l' Italia isolata. Il vero punto, però, è l' influenza: tutti ambiremmo averne di più. Ma non è certo un problema nato oggi ed è una sindrome che ritrovo in tanti altri Paesi. L' Italia conta e aggrega quando presenta agli altri idee di qualità: per esempio, al Consiglio Esteri dell' Unione europea ho portato proposte concrete per governare i flussi migratori che stanno ricevendo attenzione e sostegno. Un altro esempio: si è detto che ci siamo isolati sulle sanzioni alla Russia, in realtà siamo sempre rimasti allineati ai nostri partner».

 

Si è sentito a disagio per l' adesione del governo alla Via della Seta della Cina?

«Semmai stupito, per la percezione fuorviante dell' accordo stesso. Anche in questo caso, non ho mai avuto dubbi sulla netta precedenza da dare alla lealtà verso le alleanze dell' Italia e alla sua sicurezza, rispetto ai rapporti commerciali. L' odierna fluidità delle relazioni internazionali scompiglia i riferimenti, ma penso che dobbiamo mantenerne tre ben saldi: l' Onu, foro di discussione per la pace; il processo d' integrazione europea, via maestra per il futuro dei popoli d' Europa; la Nato e l' amicizia con gli Stati Uniti, garanzia di sicurezza di fronte a rischi vecchi e nuovi».

enzo moavero milanesi, paolo savona

 

Non è una cornice multilaterale in crisi?

«Organismi come il G7, l' Organizzazione mondiale del Commercio, l' Onu o la stessa Ue necessitano di riforme. Occorre rinnovarli per rafforzarli. Ma ancor più, credo che l' Italia debba anche darsi alcune linee di proprio diretto interesse».

 

Quali sono le priorità?

«In questi mesi ne ho perseguite quattro. Primo, un Mediterraneo finalmente stabilizzato e pacificato, senza conflitti, che divenga una zona economica di libero scambio e un' occasione enorme per noi. Secondo, esiste una via marittima a semicerchio dall' estremo Oriente, via Sud-Est asiatico, India e Golfo, fino al Canale di Suez e al Mediterraneo: una rotta che tocca aree fra le più dinamiche al mondo e al termine, i nostri porti in grado di imporsi quale porta d' ingresso in Europa.

 

È un' opportunità eccezionale.

Enzo Moavero Milanesi

Terzo, smettiamo di pensare all' Africa solo come origine dei migranti: è un continente dall' economia in crescita notevole, dove la democrazia avanza: lì possiamo fare investimenti, dare lavoro e favorire la formazione di dirigenti qualificati. Quarto, l' America del Sud con le naturali affinità, dove molti discendono da italiani: c' è grande interesse verso le nostre aziende e università».

 

Con questa visione di un' Italia aperta, si è mai sentito incompatibile nel governo uscente?

«Ho sempre lavorato proprio per prevenire o smussare quanto avrebbe potuto creare difficoltà. Di qui la necessità di operare il più sovente in silenzio, con lealtà, evitando la ribalta dichiaratoria e i battibecchi».

 

E se ora la Ue facilitasse la vita di un governo Pd-M5S, chiudendo un occhio su tutto pur di liberarsi del sovranismo leghista?

«Affinità o contrasti politici in Europa ci sono sempre stati e cresceranno con l' europeizzarsi dell' arena politica. Ma le regole restano le stesse ed è corretto attendersi dalle istituzioni Ue linee d' azione, valutazioni e decisioni assolutamente conformi ai loro doveri di indipendenza».

MOAVERO CONTE TRIA

 

giuseppe conte luigi di maio 2tria di maio salvini conte

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...