‘’GIGLIO MAGICO’’ - DOPO IL CLAN DEGLI AVELLINESI, LA BRIGATA SASSARI DI COSSIGA, IL CERCHIO MAGICO BOSSIANO, LA CORTE DI ARCORE È IL TURNO DEL GRANDUCATO RENZIANO – PALAZZO CHIGI COME PALAZZO VECCHIO: TUTTI TOSCANI! (ALLA FACCIA DELLE COMPETENZE)

Gian Antonio Stella per "Il Corriere della Sera"

 

MATTEO RENZIMATTEO RENZI

«Tito, ttu t‘hai ritinto il tetto, ma tu ‘un te n’intendi tanto di tetti ritinti». Ad ascoltare Rossella Orlandi nel suo esordio da direttore dell’Agenzia delle Entrate, in certi momenti, pareva di risentire un celebre sketch di Raimondo Vianello. E via via che infilava «hassistihe» e «homplessità» perfino i distratti se ne sono infine accorti: «Ma sono tutti toscani!».

 

Che Matteo Renzi si sia giorno dopo giorno circondato di collaboratori corregionali e in particolare fiorentini, a dispetto della diffidenza di un fiorentino come Dante Alighieri che bollò i concittadini come «quello ingrato popolo maligno», era chiaro da tempo. Ma la nomina della Orlandi, empolese di nascita e fiorentina di adozione, ha messo il sigillo.

 

Dopo il «Clan degli avellinesi» («Gli irpini rappresentano il 70 per cento dell’intelligenza politica nazionale», ammiccava Ciriaco De Mita), dopo la «Corte Arcoriana» berlusconiana, dopo la «Brigata Sassari» cossighiana e dopo il «Cerchio Magico» leghista con baricentro varesotto, è il momento del «Giglio Magico» renziano. 
 

Matteo Renzi e Ciriaco De MitaMatteo Renzi e Ciriaco De Mita

Certo, essendo lui di Rignano sull’Arno e dunque del contado esente da una certa «puzzetta sotto il naso» (tesi non nostra ma dei toscani nemici della capitale) dei fiorentini doc, il giovane premier va oltre la ristretta cerchia dei concittadini. E se Enrico Mattei assunse nella Società Nazionale Metanodotti tanti compaesani che Snam arrivò a significare «Siamo Nati A Matelica», va riconosciuto che il segretario democratico pare avere al contrario rottamato una serie di rivalità che da tempo immemorabile dividono i toscani. 
 

Oggi, di queste rivalità, restano solo certi titoli irridenti del Vernacoliere di Livorno come quello a ridosso della tragedia di Chernobyl: «Nuvola atomi’a. Primi spaventosi effetti delle radiazioni. È nato un pisano furbo! Stupore nel mondo, sgomento ‘n Toscana». O gli annunci di Tele Toscana Nord, che «per farla finita con le ipocrisie», si è spinta a mandare in onda le previsioni del tempo nei due dialetti separati di Massa e di Carrara.

FRANCESCO COSSIGAFRANCESCO COSSIGA

 

O gli scambi di contumelie tra i tifosi, pochi anni fa, dopo la decisione del governo di salvare la Fiorentina, evitandole per «la storia calcistica e il bacino dei tifosi» l’umiliazione di ricominciare dall’ultima delle serie inferiori, a scapito del Pisa. Perfino i livornesi, allora, fecero provvisoriamente pace coi pisani contro i fiorentini «mangiafagioli, leccapiatti e ramaioli». E sui siti web si lessero cose come queste: «Siete il vomito del vomito, peggio dei gobbi!!!! Pisa vi gotta sur groppone». «Ah ah ah… Le zecchette del contado ragliano. Muti, inferiori: passa Firenze! Noi siamo i vostri padroni, voi solo umili servetti». 
 

bossi umberto bossi umberto

Dietro queste scaramucce, c’erano le scie di una storia tragica. Di guerre fratricide. Basti ricordare la battaglia di Campaldino che vide il massacro degli aretini col risultato che a Firenze, ricorda la Nuova Cronica del Villani «si fece grande festa e allegrezza». O ancora la battaglia di Montaperti ricordata nella Divina Commedia («lo strazio e ‘l grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso») e passata alla storia per la sanguinosissima sconfitta dei fiorentini contro i senesi. «Invano invocavano essi san Zanobi in loro aiuto», lasciò scritto un anonimo cronachista di Siena, ferocemente fiero della strage di fiorentini, «noi li macellammo come un beccaio macella le bestie nel venerdì Santo». 
 

Spiegò un giorno il pratese Curzio Malaparte (autore del libro Maledetti toscani) a Enzo Biagi: «Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l’esser toscano». Soprattutto nei rapporti storici di amicizia o di odio dei vicini di casa: «Quando son nemici lo sono per l’eternità». Tanto che a Siena, nei derby calcistici, campeggiava uno striscione: «A Montaperti c’eravamo anche noi». 
 

MARIA ELENA BOSCHIMARIA ELENA BOSCHI

Il Rottamatore, dicono gli amici, è andato oltre. Ed ecco che come spalla sul tema che più gli preme, le riforme, ha scelto l’aretina di Montevarchi (fiorentinizzata) Maria Elena Boschi. E in Europa, al posto del forzista Antonio Tajani, ha nominato il pisano Ferdinando Nelli Feroci. E nel cda di Enel ha messo l’avvocato pistoiese Alberto Bianchi, già presidente di Firenze Fiera dal 2002 al 2006 e uomo di fiducia della «cassaforte» renziana per la raccolta di fondi e l’organizzazione di eventi. E a Finmeccanica ha piazzato il senese Fabrizio Landi. E via così.

 

 Per non dire della scelta come capo dell’ufficio legislativo a Palazzo Chigi di Antonella Manzione (un’avellinese che «ha lavato i panni in Arno» comandando i vigili urbani nell’era renziana) e come sottosegretario all’Interno di suo fratello, Domenico Manzione, per anni sostituto procuratore a Lucca. 
 

Indro MontanelliIndro Montanelli

Fatto sta, dicono i nemici di Matteo Renzi, che se anche allarga il campo visivo, «lo sguardo gli cade comunque quasi sempre su un toscano. Ferma restando la “prima scelta” per i fiorentini». Quelli che all’ombra di Palazzo Vecchio sono nati o sono cresciuti o almeno si sono affermati. Ed effettivamente è una lista che, compilata un mesetto fa da Marco Palombi e Carlo Tecce sull’ostile Fatto quotidiano sotto il titolo «Granducato renziano», si allunga ogni giorno di più. 
 

E c’è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, da Montelupo Fiorentino, empolese all’anagrafe, che giorno dopo giorno pare lanciato come uno dei più stretti collaboratori del premier. E c’è Francesco Bonifazi, il tesoriere del Pd. E c’è Simona Bonafè, varesina di nascita ma ormai fiorentina dopo aver fatto anche l’assessore a Scandicci, scelta come una delle cinque capolista alle Europee.

 

E c’è Lapo Pistelli che dopo essere stato spintonato via da Renzi quand’era il candidato a sindaco di Firenze è stato risarcito con la nomina a viceministro agli Esteri in attesa, chissà, se Federica Mogherini dovesse entrare nella Commissione Ue, di salire di un altro gradino. E c’è, appunto, la nuova direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi di cui già abbiamo detto. Ed è in arrivo Giuliano da Empoli, che porta la sua toscanità come una stimmate anche nel cognome. E tanti e tanti altri ancora… Val la pena di ricordarli? Basti dire che perfino il nuovo fotografo personale del premier, Tiberio Barchielli, fino a ieri direttore di un sito internet dal titolo, come scrive Filippo Ceccarelli, «non troppo rassicurante» («Gossip blitz») viene da Rignano sull’Arno. Dove Renzi è nato e cresciuto. 
 

Lapo Pistelli Lapo Pistelli

Come mai? Forse perché, come spiegò il poeta Mario Luzi a Enzo Biagi, «i toscani sono quelli che presumono di avere il quadro del presente senza ombre, senza illusioni»? C’è solo da sperare che avesse torto un altro toscano, Indro Montanelli, feroce con i suoi compaesani come solo un compaesano poteva essere: «Quando fanno un piano astratto i toscani sembrano dei demoni, ma nella realtà perdono, come dei poveretti. Scrivono Il Principe per vincere un concorso da segretario comunale e sono bocciati». Tocchiamo ferro. Se avesse ragione lui, saremmo nei guai davvero… 

Ultimi Dagoreport

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO