1- SE CI “PRESENTI I TUOI”, DEVI GARANTIRE PER LORO (“QUESTIONE AMORALE” PER BERSANI) 2- LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DEL PD (“TI PRESENTO I MIEI”) IN CUI CULATELLO ABBRACCIA I FAN DOVREBBE ESSERE SOSTITUITA CON LE FIGURACCE DEI “SUOI” DIRIGENTI: MARRAZZO, PRONZATO, PENATI, DELBONO, FRISULLO. UNA CORPOSA PATTUGLIA DI INDAGATI, CONDANNATI O PATTEGGIATI, PRIMA BOLLATI COME “CASI ISOLATI” E POI SCARICATI 3- IL TORMENTO DELLA BASE È SEMPRE LO STESSO: POSSIBILE CHE NESSUNO CONTROLLI? 4- IL CAOS LUSI HA QUASI OSCURATO L’ARRESTO DI LINO BRENTÁN: MANAGER DI NOMINA PD 5- CASO LUSI: DA UN’ORA IN CORSO AUDIZIONE ALLA PROCURA DI ROMA DI ARTURO PARISI

Luca Telese per il "Fatto quotidiano"

"Ti presento i miei", dice Pier Luigi Bersani, ammiccante e sorridente dai manifesti, sui muri della campagna pubblicitaria del Pd. Ma forse, in queste ore, non si accorge che, per un grande segmento di opinione pubblica "i suoi", cioè alcuni dei dirigenti più in vista del Pd sono anche una corposa pattuglia.

Certo, è una piccola parte del gruppo dirigente: ma tuttavia una rappresentanza abbastanza folta da imporre degli interrogativi politici che possano bypassare la teoria consolatoria delle "mele bacate" e dei "casi isolati". A ben vedere, il primo grande trauma di questa stagione di scandali, il caso di Piero Marrazzo, minacciato dai carabinieri con un ricatto sessuale, ed economico, adesso (al cospetto dei nuovi casi) sembra una quisquilia, solo una grave e umanissima debolezza.

Ma l'interrogativo che tormenta la base è sempre lo stesso: possibile che nessuno controlli? A puntare il dito, e a ruggire di rabbia, sul web non sono solo (come è prevedibile, gli apolitici e gli avversari, ma gli stessi militanti di base del partito, persone come Fabio Gevasio, coordinatore del circolo di Aquino, che scrive su Twitter: "Quella di Lusi è una vergogna soprattutto per chi, come me, da segretario di circolo Pd si auto-tassa per pagarsi la sezione!".

Oppure dei tanti iscritti furibondi che hanno trovato la possibilità di sfogarsi sul blog dell'oppositore doc Pippo Civati: "Tutti quelli che hanno votato il bilancio 2011 della Margherita non possono essere ricandidati a niente". Quello che in queste ore i dirigenti del Partito democratico stanno sottovalutando sono la rabbia e lo sconcerto dei loro stessi militanti.

Dopo l'arresto di un solo dirigente, all'alba di Mani Pulite, nel 1993, Achille Occhetto ritenne necessario tornare alla Bolognina per proclamare la necessità di una seconda svolta sulla questione morale. Ma il caso Lusi, se non altro, ha quasi oscurato l'arresto di Lino Brentán: manager di nomina Pd finito agli arresti domiciliari dopo essere stato considerato dai pm il referente di un collaudato sistema di gestione clientelare di appalti, accusato di essere il politico di riferimento di un cartello di imprenditori amici dediti alla corruzione.

La stessa cosa era accaduta a un altro manager, Franco Pronzato, ex responsabile del trasposto aereo del Pd, ex consulente di Bersani al ministero, ex consigliere nominato dal partito all'Enac, costretto a patteggiare una condanna dopo che il pm Ielo gli aveva contestato la riscossione di una tangente da 40 mila euro pagata da Viscardo Paganelli, responsabile della compagnia Rotkopf Aviation (in cambio di concessioni di volo). Esattamente come Brentán, il caso - pur gravissimo - di Prozato era stato a sua volta oscurato dall'esplosione dell'affaire Penati.

L'ex capo di segreteria di Bersani era finito nell'occhio del ciclone (e ci si trova ancora) per l'accusa di aver percepito mazzette miliardarie nel cosiddetto "sistema Sesto". All'epoca, per uno strano paradosso, erano gli ex della Margherita che dicevano di sentirsi infangati dal malcostume della componente diessina. Anche se a riequilibrare le cose arrivava la grottesca storia del "Cinzia-gate", che a Bologna affondava la carriera da sindaco di Flavio Delbono che patteggia anche lui per peculato e truffa aggravata.

Se si aggiungono le inchieste "storiche" sui due governatori del Sud (Antonio Bassolino, Agazio Loiero e il vicegovernatore della Puglia, Sandro Frisullo, che condivideva con Berlusconi la escort offerta dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini) ce n'è abbastanza per appurare che da Lusi in poi non si tratta di casi locali, o isolati. Ma piuttosto di un abbassamento della tensione morale di un intero gruppo dirigente.

E - soprattutto - di un effetto collaterale della fusione tra apparati di Ds e Margherita, che ha prodotto un doppio binario: da un lato la straordinaria generosità dei militanti. Dall'altro la guerra di tessere e preferenze che ha tirato fuori da un gruppo dirigente inaridito il peggio della tradizione post comunista e il peggio di quella post-comunista e post-democristiana, creando la necessitá di alimentare campagne faraoniche.

Se si nega questo, è impossibile fermare il meccanismo infernale, e la farsa dei leader che cascano dalle nuvole quando gli arrestano il braccio destro. Se ci presenti "i tuoi", devi garantire per loro.

2- CASO LUSI: IN CORSO AUDIZIONE IN PROCURA DI PARISI (PD)
(AGI) - Da circa un'ora e' in corso in procura, a Roma, l'audizione dell'esponente Pd Arturo Parisi nell'ambito dell'inchiesta sui 13 milioni di euro che l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi avrebbe sottratto dalle casse del partito per l'acquisto di alcuni immobili e per una serie di operazioni immobiliari. Parisi, gia' esponente della Margherita, viene sentito dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pm Stefano Pesci come persona informata sui fatti per spiegare le ragioni delle sue perplessita' manifestate nel maggio del 2011 quando l'assemblea del partito si riuni' per l'approvazione del bilancio.

 

PIER LUIGI BERSANI PIERO MARRAZZO pippo-civatiPRONZATOPENATI del bonoSandro Frisullo Arturo ParisiLINO BRENTAN

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....