silvio berlusconi occhiali da sole uveite

DOPO SILVIO, IL NULLA - BERLUSCONI COME SUO SOLITO SGUAZZA TRA LE DIVISIONI NEL CENTRODESTRA CHE NE RAFFORZANO L’IMMAGINE DEL VECCHIO MA UNICO LEADER. TOTI, PARISI, BRUNETTA, ROMANI: I COLONNELLI LITIGANO TRA DI LORO MENTRE GLI ELETTORI DI CENTRODESTRA ORMAI GUARDANO AL "DEMOCRISTIANO" RENZI

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera

 

silvio berlusconi borsalino  giovanni toti  3silvio berlusconi borsalino giovanni toti 3

È un classico. Cambiano gli interpreti ma il canovaccio è sempre lo stesso, dato che la logica del divide et impera gli garantisce da oltre venti anni il primato nel centrodestra. E così Berlusconi recita con tutti la parte che gli è più congeniale, offrendo a ognuno pezzi di verità usati poi come munizioni nelle rivalità.

 

Dice a Parisi di andare avanti con il suo progetto e fa mostra di contrariarsi con quanti tentano di ostacolarlo, «dato che pensano solo a se stessi, non hanno capito che c'è bisogno di rinnovamento» e che «non si può lasciare agli estremisti la guida della coalizione». Poi sente Toti e lo asseconda nel suo disegno: «Se vai a Pontida non c'è alcun problema, visto che con Salvini siamo d'accordo di scrivere insieme il programma di governo».

 

Paolo Romani Renato Brunetta Matteo Salvini Giovanni Toti foto Lapresse Paolo Romani Renato Brunetta Matteo Salvini Giovanni Toti foto Lapresse

Incontra Romani e Brunetta e promette il rilancio di Forza Italia, lamentandosi del fatto che «Parisi non sa tenere tutti uniti», che non è riuscito finora a strappare a Renzi pezzi di establishment «come invece aveva promesso», e che la sua due diligence sul partito non l'ha soddisfatto, assolvendo di fatto la vecchia dirigenza.

 

Al termine di questo valzer di confessioni e stati d'animo - come se il tempo si fosse fermato - Berlusconi si ritrova sempre al centro della scena, coltivando la speranza che la Corte di Strasburgo lo riconsegni all'antico ruolo. In cuor suo, infatti, non ha smesso di pensare a ciò che era e che «con frode» non è più.

 

toti berlusconitoti berlusconi

Perciò si dispone interessato ai ragionamenti di Parisi, che gli pare in realtà troppo assertivo nel presentare le sue tesi e poco incisivo nel cambiare la curva dei sondaggi. Perciò chiama Toti, con cui c'è stata ruggine, per avvisarlo che «sono nella tua Liguria e sarei contento se venissi a trovarmi». Perciò si unisce al moto d'indignazione di Romani e Brunetta, che gli rammentano come Parisi non abbia «voluto il tuo nome nel simbolo quando si è candidato a Milano, e ora ti definisce semplicemente un padre nobile o fondatore».

 

Il canovaccio prevede parti noiose che Berlusconi sa di non poter cancellare, se vuole portare la trama a compimento. Nel frattempo è attraverso il caos che tiene tutto in equilibrio, confidando che la conflittualità resti uno strumento di competizione interna e non faccia saltare i pezzi del puzzle con cui vuol dare (e darsi) una prospettiva politica.

 

BERLUSCONI E STEFANO PARISIBERLUSCONI E STEFANO PARISI

Tanto è lui il perno del sistema. Ma il tempo passa e rispetto al passato l' esercizio si fa sempre più complicato, specie se agli occhi dell' opinione pubblica moderata l' ex premier viene visto sullo sfondo, mentre gli elettori di Forza Italia - secondo un report riservato - appaiono disorientati e in maggioranza sarebbero propensi a votare Sì al referendum di Renzi «perché porta avanti il nostro progetto di riforma».

 

Mentre al centro della scena i nuovi interpreti del centrodestra continuano a darsi sulla voce. Lo spettacolo di ieri, per esempio, è ruotato attorno alle parole «nomenclatura» e «futuro». È la «nomenclatura» di Forza Italia, secondo Parisi, che gli si mette di traverso perché «non vuole rinnovare», mentre «io penso al futuro e ai dieci milioni di voti persi».

 

PARISI BERLUSCONIPARISI BERLUSCONI

«Provi a portare valore aggiunto con la sua iniziativa, se ci riesce, invece di pensare ancora a fare un' Ops sul nostro partito», gli risponde Romani: «Ci occuperemo noi di rilanciare Forza Italia, che a Parisi peraltro fa un po' schifo». Nemici per la pelle, in comune hanno solo Berlusconi. L'unico che al momento porti in dote i voti.

 

Ecco il motivo per cui, in fondo, tutti accettano di recitare il suo canovaccio, sebbene sottovoce tutti dicano che anche per l' ex premier il tempo passa: perciò porteranno «comunque» avanti i loro contrapposti disegni, contando su un' eredità che però oggi non è disponibile. Non è che questo Berlusconi non lo sappia, nel gioco delle parti è logico usare ed essere usati.

 

Ma finché avrà lui la chiave di ciò che resta della cassaforte elettorale, si terrà il ruolo del protagonista e del regista. E nel copione è prevista la scena dello specchio, dove continuare a dire che «non ce ne sono di Berlusconi in giro», che anche le novità hanno «problemi di carisma»: «Ma aspettiamo di vedere cosa farà Parisi. Se riuscirà bene, avremo creato un personaggio. Altrimenti ne cercheremo un altro». «È un classico», sorrideva l' altro giorno un amico che conosce Berlusconi da una vita.

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)