giuseppe conte mario draghi

SFIDUCIATI DAI PARTITI, GLI ITALIANI S’AGGRAPPANO AI LEADER - DRAGHI E CONTE REGISTRANO I LIVELLI PIU’ ALTI DI GRADIMENTO POPOLARE: 70% - IL MENO AMATO? RENZI (17%) - L’ORIENTAMENTO DI VOTO VEDE LA LEGA PRIMO PARTITO CON IL 22,3% - IL PD SCENDE AL 17,2%, AL LIVELLO PIU’ BASSO DELLA SUA STORIA - IL M5S RISALE AL 19% - L’EXPLOIT DI CONSENSI PER ZINGARETTI (+7%) DOPO LE DIMISSIONI…

Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

 

GIUSEPPE CONTE MARIO DRAGHI

Il sondaggio di Demos, per l'Atlante Politico pubblicato oggi su Repubblica , propone l'immagine di un Paese sperduto. Senza riferimenti politici. Con-divisi e distinti. D'altronde, oggi, tutti i partiti sono al governo, raccolti intorno a Mario Draghi. Con l'eccezione dei Fd'I di Giorgia Meloni. Peraltro, Pd e M5S, i soggetti politici che hanno governato insieme, per oltre un anno e mezzo, stanno cambiando "volto". Leadership. Il Pd, in seguito alle dimissioni del segretario Nicola Zingaretti.

 

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE

Il M5S, dopo l'arrivo del Presidente del Consiglio uscente, Giuseppe Conte, sostenuto da Grillo. Cambiamenti che hanno prodotto effetti molto diversi, sui due partiti, sul piano dei consensi. Infatti, secondo le stime di Demos, il Pd, ha perduto circa 3 punti percentuali e mezzo, nell'ultimo mese, attestandosi sul 17.2%. Un livello fra i più bassi della sua storia. Mentre il M5S ne ha recuperati altrettanti e ha superato il Pd, sfiorando il 19%. Davanti a tutti, si conferma la Lega, che, tuttavia, perde ancora qualcosa.

 

E oggi è valutata al 22,3%. Più indietro, i Fd'I di Giorgia Meloni seguono da vicino il Pd e il M5S. Mentre, a distanza, FI recupera ancora qualcosa e supera l'8%. Come LeU e La Sinistra, che salgono al 4,5%, beneficiando, probabilmente, delle difficoltà interne al PD. Nell'insieme, si conferma e, anzi, si rafforza l'immagine di un sistema politico frammentato e instabile. Senza soggetti forti. E senza distinzioni, non diciamo "fratture", chiare.

GIUSEPPE CONTE E MARIO DRAGHI

 

Il Centro- Sinistra, in particolare, si è indebolito ancora. Mentre il Centro-Destra appare largamente "maggioritario". Ma non raggiunge la "maggioranza assoluta" degli elettori. E, comunque, oggi, mostra qualche divisione, o almeno: differenze. Il governo guidato da Draghi, peraltro, conferma una larga maggioranza di consensi. Prossima ai due terzi degli elettori. Pur perdendo qualche punto, rispetto al momento dell'investitura. D'altronde è difficile governare dopo un anno di pandemia.

 

matteo renzi al quirinale

Nonostante tutto, però, Draghi, oggi è apprezzato da quasi il 70% dei cittadini. Tuttavia, è significativo che Conte, il suo predecessore, raggiunga quasi lo stesso indice di Draghi. Una conferma ulteriore del sostegno che lo ha accompagnato, al governo, fino alla fine. E, quindi, fino ad oggi. Al contrario, l'artefice principale della crisi di governo e delle dimissioni di Conte, Matteo Renzi, guida la graduatoria, ma "al contrario". È, cioè, in fondo alla classifica, con il 17% dei consensi "personali".

 

Come il suo partito "personale", Italia Viva, che scivola al 2,1%. Dopo i due Presidenti, negli indici di gradimento, incontriamo Roberto Speranza (49%) e Paolo Gentiloni (46%). Interpretano il sentimento di fiducia - e di attesa - verso due istituzioni importanti, in questa emergenza. Il Ministero della Sanità e la UE. Subito dopo, c'è Giorgia Meloni, unica leader dell'opposizione, in un Parlamento senza opposizione.

 

davide faraone matteo renzi

E, soprattutto, Nicola Zingaretti. A conferma che la sua scelta di dimettersi ha scosso i cittadini, ma, al tempo stesso, ha suscitato solidarietà. Infatti, è il leader che ha ottenuto il maggiore incremento di consensi: 7 punti in più nell'ult imo mese. Subito dopo, vi sono Dario Franceschini e Salvini. Oggi, entrambi nella maggioranza. Anche se Salvini continua giocare la parte dell'opposizione.

 

"Nel" governo. Insieme a loro, con il 42% di gradimento, c'è Enrico Letta. Candidato alla successione di Zingaretti, con il sostegno dello stesso Zingaretti. Tuttavia, il 23% degli elettori Pd indica Zingaretti come successore di (a) se stesso. Ma una componente maggiore, anche se non di molto (28%), dopo esprime una preferenza per Enrico Letta, dopo che la sua candidatura è divenuta esplicita. Letta è già stato Presidente del Consiglio, nel decennio passato, dopo le elezioni del 2013. Fino all'anno successivo, quando Matteo Renzi ha preso il suo posto, dopo avergli raccomandato: "Stai sereno".

 

nicola zingaretti enrico letta

Da allora si è trasferito a Parigi, dove insegna a Sciences Po. Una Grande École di studi politici. È rientrato a Roma, in questi giorni, per confrontarsi con i dirigenti del Pd. Tuttavia, la scelta di Letta difficilmente risolverà i problemi alla base delle dimissioni di Zingaretti. Accompagnate da parole molto dure. Fino al punto di esprimere «vergogna, per il Pd. Nel quale si parla di poltrone mentre avanza la terza ondata del virus».

 

D'altra parte, gli stessi elettori del Pd, intervistati nel sondaggio di Demos, denunciano le logiche di corrente e di fazione come causa di crisi del partito. Che difficilmente si risolveranno con l'avvento di Letta. Tanto più perché una parte rilevante dei parlamentari ha fatto (e, in alcuni casi, fa ancora) riferimento a Renzi.

 

conte zingaretti

Un buon motivo per non sentirsi sereno. Tuttavia, il problema del Pd, oggi, va ben oltre la figura del segretario. Coinvolge, invece, "l'orizzonte democratico", come ha scritto di recente Ezio Mauro. Perché il problema del Pd è il Pd stesso. Il suo rapporto con la società e con il territorio. La sua identità. Il futuro - e il presente - del Partito Democratico dipendono dalla sua capacità di dare "senso", e, dunque, idee e parole a un'alternativa di (Centro)Sinistra. E, se possibile, di ri-costruirla. Insieme ad altre forze in campo.

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