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FINIREMO COME L’UNGHERIA DI ORBAN – “EL PAIS”: “A BRUXELLES SI TEME CHE L'ITALIA, TERZA ECONOMIA DELL'EUROZONA, POSSA DIVENTARE UN CAVALLO DI TROIA AL SERVIZIO DEL PRESIDENTE RUSSO VLADIMIR PUTIN” – “CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER GLI STRETTI LEGAMI DI GRAN PARTE DELLA CLASSE POLITICA ITALIANA CON IL CREMLINO. DA SETTIMANE L'ITALIA STA DIVENTANDO IL PORTO D'INGRESSO DI PRESUNTE TEORIE CHE METTONO IN DISCUSSIONE LA POSIZIONE DELL'UE NELLA GUERRA UCRAINA…”

Articolo di “El Pais” – dalla rassegna stampa estera di “Epr comunicazione”

 

salvini putin conte

Draghi era stato in prima linea negli sforzi europei per fronteggiare il Cremlino, anche se gran parte dell'opinione pubblica italiana rifiutava lo scontro con Mosca – scrive El Pais

 

La caduta di un governo in Italia è un fenomeno talmente comune (sono durati in media 13 mesi dal secondo dopoguerra) che a Bruxelles passa solitamente inosservato. Ma la defenestrazione del Primo Ministro Mario Draghi, messa in atto dai suoi stessi alleati di coalizione, arriva in un momento di enorme tensione geostrategica con la Russia.

 

VLADIMIR PUTIN E SILVIO BERLUSCONI IN SARDEGNA NELL APRILE 2008

E nella capitale dell'UE si teme che l'Italia, terza economia dell'eurozona, possa diventare un punto vulnerabile nella strategia nei confronti di Mosca o, nel peggiore dei casi, un cavallo di Troia al servizio del presidente russo Vladimir Putin.

 

La partecipazione alla caduta di Draghi del gruppo popolare, lo stesso a cui appartengono il presidente della Commissione europea e il presidente del Parlamento europeo, ha suscitato stupore anche nelle file socialiste del Parlamento europeo. "È un disastro per l'Italia, ma anche per l'Europa, e tutto questo con la complicità del Partito Popolare Europeo", accusa l'eurodeputata Iratxe García, leader del gruppo socialista al Parlamento europeo.

 

LA STRETTA DI MANO TRA DRAGHI E ZELENSKY

García incolpa il gruppo del PPE, guidato dal deputato tedesco Manfred Weber, di aver incoraggiato le manovre del suo collega Silvio Berlusconi per sottrarre il governo a Draghi.

 

Alla fine, il sostegno del partito di Berlusconi, Forza Italia, è stato la chiave dell'offensiva orchestrata dalla Lega di Matteo Salvini e dai grillini del Movimento 5 Stelle, che è riuscita a porre fine al periodo di Draghi. "Applaudirà anche la posizione assunta oggi dal suo partito in Italia?", chiede l'eurodeputato socialista a proposito della posizione filo-berlusconiana di Weber.

 

MANFRED WEBER SILVIO BERLUSCONI ANTONIO TAJANI

La Commissione europea, presieduta dalla deputata socialista tedesca Ursula von der Leyen, mercoledì si è tenuta fuori dalla crisi politica di Roma. "La Commissione non commenta mai gli sviluppi politici negli Stati membri", ha dichiarato il portavoce ufficiale della Commissione. "La Presidente von der Leyen ha ripetutamente sottolineato la stretta e costruttiva cooperazione con il Primo Ministro Mario Draghi e desidera continuare a collaborare con le autorità italiane su tutte le politiche e le priorità dell'UE", ha aggiunto la stessa fonte.

 

LE DIMISSIONI DI MARIO DRAGHI BY OSHO

Bruxelles ha avuto in Draghi un fedele custode dell'ortodossia politica ed economica. L'ex presidente della Banca Centrale Europea ha goduto della fiducia di Berlino e Parigi, che hanno sempre visto in lui un punto di riferimento, soprattutto sulle questioni economiche. La sua presenza a capo del governo offriva anche una certa garanzia sull'attuazione del piano di risanamento e delle riforme di ampia portata richieste in cambio di 191,4 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti.

 

MARIO DRAGHI URSULA VON DER LEYEN

In base al mandato di Draghi, Roma aveva già assicurato una prima tranche di 21 miliardi di euro. E il mese scorso ha richiesto il secondo pagamento, per altri 21 miliardi. Ma il prevedibile crollo del governo potrebbe lasciare in sospeso la realizzazione delle condizioni previste dal piano di risanamento. Il compito che ci attende è enorme, perché finora l'Italia ha raggiunto solo il 10% delle tappe e degli obiettivi concordati con Bruxelles, rispetto al 13% della Spagna (che ha già ottenuto il via libera per il secondo pagamento) o al 22% della Francia (che è in regola con il primo pagamento).

 

sergio mattarella mario draghi

Oltre alle preoccupazioni per la stabilità economica dell'Italia, che probabilmente peseranno sulle decisioni della Banca Centrale Europea di giovedì, a Bruxelles cresce la preoccupazione per gli stretti legami di gran parte della classe politica italiana con il Cremlino. I due partiti più coinvolti nella caduta di Draghi, la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle, sono tradizionalmente simpatizzanti delle politiche di Putin.

 

Salvini si è spinto fino a preparare un viaggio a Mosca in piena guerra, che non ha avuto luogo. E l'ex leader del Movimento e fino a poco tempo fa ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha lasciato il partito a giugno per il rifiuto dei grillini di inviare armi all'Ucraina per difendersi dall'invasione russa.

 

putin salvini

Fonti diplomatiche europee segnalano da settimane che l'Italia sta diventando anche il porto d'ingresso di presunte teorie accademiche e neutrali che mettono in discussione la posizione dell'UE nella guerra ucraina. L'argomentazione ripetutamente circolata su alcuni media italiani incoraggia la teoria secondo cui le sanzioni europee contro il Cremlino sono un danno autoinflitto all'economia europea che non scalfisce la potenza di fuoco russa.

 

Dipendenza energetica da Mosca

 

L'Italia è vista a Bruxelles come il tallone d'Achille più debole per l'unità dell'UE nella resistenza contro Putin. Il Paese transalpino, privo di centrali nucleari o di carbone, dipende per oltre il 70% dall'energia straniera e gli idrocarburi russi rappresentano più di un quinto del suo consumo energetico totale. L'Italia importa quasi il 93% del suo consumo di gas naturale (più della Germania) e il gas naturale rappresenta il 45% del consumo energetico del Paese.

 

BERLUSCONI PUTIN - ELLEKAPPA

Bruxelles teme che l'opinione pubblica di Paesi come l'Italia e l'Ungheria si rivolti contro le sanzioni alla Russia se la guerra in Ucraina si dovesse protrarre e se Mosca decidesse di interrompere le forniture di gas come ritorsione alle sanzioni europee. Per ora, la Commissione europea ha proposto una riduzione volontaria del 15% del consumo di gas in tutti i Paesi dell'UE. Ma Bruxelles non esclude di imporre tale taglio se i risparmi volontari non daranno i risultati sperati.

 

Un recente sondaggio del think tank European Council on Foreign Relations (ECFR) aveva già mostrato a giugno che l'Italia è il Paese dell'UE con il minor sostegno all'Ucraina. Secondo il sondaggio, solo il 56% degli italiani ritiene che la Russia sia responsabile della guerra, rispetto alla media europea dell'80%; e solo il 39% ritiene che Mosca sia il principale ostacolo alla pace, mentre in Europa lo pensa il 64%. In Italia, il 28% attribuisce la colpa del conflitto agli Stati Uniti, percentuale che scende al 9% negli altri Paesi esaminati.

MATTEO SALVINI CONTESTATO IN POLONIA CON LA MAGLIETTA DI PUTIN

 

Nonostante la sua opinione pubblica, Draghi è stato in prima linea nelle iniziative di resistenza al Cremlino ed è stato il primo leader di un grande Paese, prima di Germania, Francia o Spagna, a sostenere inequivocabilmente la richiesta del Presidente ucraino Volodymir Zelenski di riconoscere il suo Paese come candidato all'adesione all'UE. La caduta di Draghi lascerebbe Bruxelles senza un pilastro e Kiev senza un prezioso alleato.

MATTEO SALVINI E VLADIMIR PUTIN

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