sala schlein

ELLY A PEZZI! C’E’ UN’ALTRA GATTA DA PELARE PER SCHLEIN: I RAPPORTI GELIDI CON BEPPE SALA – IL MANCATO SOSTEGNO AL SINDACO ALLA PRESIDENZA DELL'ANCI E IL "SALVA MILANO" BLOCCATO IN SENATO HANNO FATTO DEFLAGLARE IL RAPPORTO TRA I DUE - ELLY, CHE NON SI FA A VEDERE A MILANO DA SETTEMBRE, NON HA GRADITO LA PRESENZA DI SALA ALLA CONVENTION DEI CATTO-DEM VOLUTA DA DELRIO. MA PER NON “CONSEGNARE LA CITTÀ ALLA DESTRA”, SCHLEIN DOVRÀ RAGIONARE CON SALA SUL FUTURO CANDIDATO PER LE AMMINISTRATIVE DEL 2027…

Francesca Del Vecchio per la Stampa - Estratti

 

sala schlein 3

Chi li conosce bene e ha a che fare con entrambi definisce il loro rapporto «un continuo di alti e bassi»: Elly Schlein e Beppe Sala, la segretaria dem e il sindaco di Milano che si parlano, solidarizzano l'uno con l'altra ma non si capiscono davvero.

 

Motivo?

Lei incarna l'ala sinistra del partito - ha vinto le primarie proprio puntando su questo - lui è un civico di centro (di eredità renziana) che ha conquistato Milano dopo Pisapia proprio con l'appoggio del Pd ma non ci è mai entrato ufficialmente, continuando a rivendicare che «è il mio partito di riferimento, ma credo sia meglio restare un indipendente».

 

Parlano forse due lingue diverse? Probabile. Ma anche gli attriti veri e propri non sono mancati in questi due anni di segreteria a guida Schlein. Lo raccontano i fatti: il mancato sostegno a Sala da parte del Nazareno per la presidenza dell'Anci è stata una delle crepe più profonde.

 

sala schlein

Dopo il niet della segretaria (fonti bene informate riferiscono che più che un rifiuto, si sia trattato di un vero e proprio lancio del pallone in tribuna da parte di Elly: «Ne parliamo dopo le europee», e poi «Ne parliamo in autunno») pare che i due non si siano parlati per mesi, che addirittura i loro rapporti fossero ai minimi termini.

 

Elly, dal canto suo, non deve aver gradito la presenza di Sala alla convention dei catto-dem voluta da Graziano Delrio a Milano dello scorso dicembre. In quella che sembrava una vera e propria investitura di Ernesto Maria Ruffini a federatore del centrosinistra, anche il sindaco si era fatto avanti, precisando però che bisogna «scegliere bene i compagni di viaggio».

 

Di recente, poi, anche le tensioni e le molte divergenze - al di là delle dichiarazioni ufficiali e della «volontà di fare sintesi» - sul Salva Milano hanno contribuito ad allargare qualche crepa: mentre la Camera dei Deputati, con il voto favorevole del Pd, aveva inizialmente approvato il provvedimento, al Senato erano emerse resistenze significative, con alcuni senatori dem che avevano espresso dubbi sulla sua opportunità. Da lì, lo stallo legislativo durante il quale Schlein ha cercato di prendere tempo mentre Sala minacciava le dimissioni, lamentando «l'inerzia del partito».

 

beppe sala elly schlein

Si può dire che l'inchiesta milanese che ha scoperchiato «l'organizzazione parallela» che per anni ha gestito l'urbanistica di Milano «usurpando i poteri di Palazzo Marino», con le conseguenti dimissioni dell'assessore alla Casa Guido Bardelli, sia il momento più recente di riavvicinamento: i due si sarebbero sentiti e avrebbero condiviso la linea di ritirare il sostegno al ddl. Il Pd avrebbe chiesto un cambio di passo sull'assessorato alla Casa pretendendo una nomina politica. Ancora non è chiaro quanto vicina al Nazareno o al Pd milanese. Quel che è certo è che Sala ha riferito di una telefonata cordiale e proficua con Schlein, «di grande supporto». Sarà, ma la segretaria non si fa vedere in città da qualche mese.

 

elly schlein alla direzione del pd foto lapresse

L'ultima visita risale al 30 settembre quando, complice la presentazione del suo libro "L'imprevista", aveva incontrato alcuni esponenti del mondo economico del Nord - il banchiere ed ex ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera (oggi alla guida di Illimity), il vice presidente esecutivo di Pirelli Marco Tronchetti Provera, il chief investment strategist di BlackRock Italia Bruno Rovelli e l'ex presidente di Piccola Industria di Confindustria Alberto Baban - e ne aveva approfittato per un colloquio con il primo cittadino. Massimo riserbo sui contenuti di quell'incontro, al di là delle formule di rito.

 

beppe sala

Ma Sala le aveva già rimproverato la mancanza di apertura verso il mondo produttivo, suggerendo un maggior dialogo, non solo con le grandi imprese ma anche con piccoli imprenditori, artigiani e commercianti. La verità, riferiscono fonti vicine al partito, è che Schlein non sia riuscita a instaurare un rapporto solido con il mondo produttivo di Milano.

 

E ora che la si attendeva venerdì, per la due giorni dedicata alla sanità organizzata dal Pd regionale, ci sarà ma solo in videocollegamento. C'è chi è pronto a giurare che sia solo «una questione di agenda».

 

Una cosa è certa: per non «consegnare la città alla destra», come ha detto Sala, Schlein dovrà per forza venire a Milano, sedersi al tavolo e ragionare sul futuro candidato per le amministrative del 2027. Difficile che passi l'ipotesi del terzo mandato, come auspicato da Sala.

elly schlein alla direzione del pd foto lapresse elly schlein intervento alla cameraBEPPE SALA SAN SIRObeppe sala

 

(…)

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