guido crosetto emiliano fittipaldi pasquale striano

“SE ABBIAMO ALTRI STRIANO? PUÒ DARSI, ABBIAMO FONTI COME TUTTI I GIORNALISTI” – EMILIANO FITTIPALDI, DIRETTORE DI “DOMANI”, VIENE ASCOLTATO IN COMMISSIONE ANTIMAFIA SUL CASO DOSSIERAGGI: “L’INCHIESTA SUI SOLDI DI CROSETTO È PARTITA DA ME E NON DA STRIANO. CI HANNO CHIAMATO ALCUNE FONTI INTERNE A LEONARDO” – “SOLO IN ITALIA UNO RISCHIA NOVE ANNI DI CARCERE. SE SI TRASFORMA IL GIORNALISMO LIBERO COME DOSSIERAGGIO È MOLTO COMPLICATO E PERICOLOSISSIMO…”

 

 

DOSSIER: FITTIPALDI, 'DOMANI HA FONTI COME TUTTI I GIORNALISTI'

EMILIANO FITTIPALDI

(ANSA) - "Non intendo cambiare alcun tipo di organizzazione del lavoro al giornale, visto che i frutti del lavoro sono inchieste, notizie di interesse pubblico che vengono pubblicate da un giornale libero. Il problema etico ci sarebbe se io inventassi delle notizie diffamando delle persone, chiunque siano.

 

Non abbiamo mai diffamato nessuno e abbiamo sempre raccontato cose vere nella storia di questo giornale, quindi non vedo perché avrei dovuto cambiare il modo di organizzare il lavoro in quest'anno in cui sono diventato direttore".

 

GAETANO PECORARO INTERVISTA PASQUALE STRIANO - LE IENE

Così il direttore del quotidiano Domani, Emiliano Fittipaldi, ascoltato in commissione antimafia in merito all'inchiesta sui presunti dossieraggi, il quale specifica: in questa vicenda giudiziaria "siamo disposti ad arrivare eventualmente fino alla Cedu".

 

"Striano non faceva parte della nostra redazione e non aveva rapporti con altri giornalisti se non con quelli individuati. Se abbiamo altri Striano? Può darsi, ma non sono persone che fanno accessi abusivi, abbiamo persone a cui quotidianamente i giornalisti di tutta Italia chiedono verifiche per vere informazioni. Ma non facciamo gossip.

 

RAFFAELE CANTONE CHIARA COLOSIMO

L'inchiesta sui soldi di Crosetto ad esempio è partita da me e non da Striano. Alcune fonti all'interno di Leonardo ci hanno chiamato per fornirci cifre sui suoi guadagni", ha aggiunto Fittipaldi. Il direttore del Domani, ha anche spiegato che l'editore Carlo De Benedetti, "il quale ha fondato questo giornale nel 2020, nulla sapeva di questa vicenda fino ad agosto scorso e non sa chi sia Striano e Laudati, così come non li conoscevo io. Lui è un editore libero e liberale e il nostro lavoro non ha mai condizionato il nostro lavoro".

 

Antonio Laudati

CACCIA ALLE FONTI DI DOMANI, FITTIPALDI IN COMMISSIONE ANTIMAFIA: «IL GIORNALISMO LIBERO NON È “DOSSIERAGGIO”»

Estratto dell’articolo di Youssef Hassan Holgado per www.editorialedomani.it

 

Il direttore di Domani, Emiliano Fittipaldi, è stato convocato […] a riferire in commissione parlamentare antimafia, presieduta dalla deputata di Fratelli d’Italia Chiara Colosimo, sull’inchiesta di Perugia sulla presunta fuga di notizie che vede coinvolti il finanziere Pasquale Striano e il magistrato Antonio Laudati.

 

GUIDO CROSETTO

Fittipaldi è audito in commissione perché il procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, ha iscritto nel registro degli indagati anche tre giornalisti di Domani, Nello Trocchia, Giovanni Tizian e Stefano Vergine.

 

[…] Il direttore ha smontato l’idea che ci sia un meccanismo sistematico di diffusione di segreti. I documenti inviati sono carte giudiziarie anche datate e non coperte da segreto. «Abbiamo persone all’interno degli apparati, dentro la maggioranza, dentro le opposizioni, a cui normalmente i giornalisti di tutta Italia chiedono informazioni e verificano notizie. Un giornalista cosa deve fare? Verificarle e vedere se hanno un interesse pubblico, non facciamo gossip», ha detto il direttore.

 

«Non so quale fosse l’interesse di Striano ad aver dato gli atti sui mafiosi o i criminali. Tutte le fonti hanno delle motivazioni quando danno delle informazioni, anche voi politici ce le avete quando date dei retroscena ai giornali», ha detto Fittipaldi rispondendo alla domanda su quale fosse il movente che spingeva Striano a diffondere documenti ai giornalisti.

 

EMILIANO FITTIPALDI

«Solo in Italia uno rischia nove anni di carcere e viene interrogato dalla commissione antimafia perché siamo stati dipinti come una specie di centrale dei dossier. Ma se si trasforma il giornalismo libero come dossieraggio è molto complicato e non solo per Domani, ma per tutte le testate».

 

«Noi facciamo inchieste su chiunque», ha specificato Fittipaldi facendo riferimento ad articoli pubblicati negli anni su esponenti politici di centrodestra e centrosinistra. «Se verifichiamo notizie che abbiamo preso sul terreno, allora siamo accusati di istigare. Così è pericolosissimo».

 

PASQUALE STRIANO

Fittipaldi ha anche specificato che «ci sono errori nell'accusa, alcuni nomi, proveremo, è impossibile che siano stati chiesti da noi». E sul ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha fatto l’esposto in procura dopo un articolo pubblicato da Domani che poi ha portato all’inchiesta di Perugia il direttore ha detto: «Crosetto, che stimo, ha fatto un errore di opportunità, poi c'è l'obbligatorietà dell'azione penale, che ha individuato la fonte e costruito un terreno accusatorio che non riguarda o che riguarda solo in parte il Domani».

 

Secondo il direttore «il diritto è una cosa, l'opportunità è un'altra, se si dà una notizia vera, di rilevanza e poi si viene accusati di aver comprato queste informazioni....è un'intimidazione alla stampa libera. Al netto dell'inchiesta, rispetto alla quale nutro rispetto per Cantone e i suoi colleghi».

 

LA VICENDA

emiliano fittipaldi foto di bacco

L’inchiesta perugina è iniziata dopo che Domani ha pubblicato nell’ottobre del 2022 un articolo sui conflitti di interessi del ministro della Difesa, Guido Crosetto, per via dei compensi milionari ricevuti da Leonardo e altre aziende dell’industria bellica fino a pochi giorni prima del suo insediamento del governo Meloni, in un dicastero che ha rapporti diretti con quelle aziende.

 

Dopo la pubblicazione dell’articolo, che conteneva notizie vere e documentate, il ministro non ha querelato ma ha cercato la fonte dei giornalisti tutelata dal segreto professionale. Si è arrivati così all’indagine della procura di Perugia che ha accusato il finanziere Striano di accesso abusivo a sistema informatico, in concorso con gli altri indagati (tra cui i tre giornalisti di Domani che sono accusati anche di rivelazione di segreto), che gli avrebbero richiesto informazioni. […]

La presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo GAETANO PECORARO INTERVISTA PASQUALE STRIANO - LE IENE 2PASQUALE STRIANOAntonio Laudatiemiliano fittipaldi foto di bacco

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...