1. ENRICHETTO AL BIVIO: O FA UN BEL RIMPASTO O RISCHIA DI NON MANGIARE IL PANETTONE 2. NON C’È SOLTANTO FONZIE RENZI A SPARARE A PALLETTONI CONTRO PALAZZO CHIGI, HA IMBRACCIATO LA CARABINA DI PRECISIONE ANCHE IL DOCILE UN TEMPO CONCILIANTE EPIFANI 2. TENSIONE NELLA NCD (‘’NOLEGGIO CON DEFICIENTE’’) DI ANGELINO JOLIE. 4 MINISTRI (QUAGLIARIELLO È QUOTA COLLE), OLTRE AL VICEPREMIER SONO TROPPI. DEVE SCENDERE A DUE. AFANO RESTEREBBE SOLO VICEPREMIER, LASCIANDO L’INTERNO. SCONTATA LA PERMANENZA DI MAURIZIETTO (FAME DA) LUPI CHE SCHIERA A SUA DIFESA LE TRUPPE CIELLINE. NUNZIATINA DI GIROLAMO DIFFICILMENTE POTRÀ ESSERE BOCCIA-TA GRAZIE AL MATRIMONIO, E BEATROCE LORENZIN MOLTO A CUORE A SACCONI (DI FARMACI) 3. IN PARTENZA DILEMMA BONINO NON VOLUTA DAGLI AMERICANI PER LE SUE PRESE DI POSIZIONE SU LIBIA E IRAQ E IN ITALIA ACCUSATA DI NON ESSERE RIUSCITA A CHIUDERE LA PARTITA DEI MARO’. E QUI UNA SPERENZIELLA NON TANTO SPERANZIELLA LA FA MAXIMO DALEMONE 4. NONNA PINA, GELATINA SACCOMANNI, DILEMMA BONINO, RIPORTINO MOAVERO, TRIGILIA (CHI?), ENRICHETTO-DUE GIOVANNINI FARANNO BENE A PRENOTARE UNA DITTA DI TRASLOCHI

DAGOREPORT

Ce la farà il nostro Enrichetto (il Chierichetto) a
mangiare il panettone? Rischia di non mangiarlo o comunque di restargli sullo
stomaco perché dovrà mettere mano e pesantemente alla sua squadra. In queste ore le bordate contro il governo e il suo presunto leader sono raddoppiate.
Non c'è soltanto Fonzie Renzi a sparare a pallettoni contro Palazzo Chigi, ma
adesso - e motivo di preoccupazione maggiore per Enrichetto - ha imbracciato la
carabina di precisione anche il docile e
un tempo conciliante Guglielmino-ino-ino Epifani.

L'epifania del Pd sceglie
il Corrierone dei poteri marci per dare
l'affondo che rischia di affondare Letta-nipote e la sua allegra
brigata. Guglielmino, segretario a
tassametro del Pd, non ci va tanto per il sottile. Avverte Enrichetto che si
deve dare una mossa e anche presto. "Al suo posto - suggerisce Guglielmino - io metterei mano anche alla formazione della
squadra di governo non in ragione di equilibri politici ma del rafforzamento
della sua azione".

La vecchia coalizione
è finita in cantina. Perché "non è più un esecutivo di larghe intese, si potrebbe
definire un "governo di servizio" lasciando quindi il dubbio se con questo termine
Guglielmino allude ai collaboratori domestici oppure alle camere di
servizio, cioè bagni, cessi, cantine e
via dicendo. E siccome domenica è sempre domenica anche oggi non poteva mancare
all'appuntamento con i media Renzuccio da Firenze che, per ripetere argomenti
triti e ritriti, sceglie Repubblica.

Solita intervista in cui spara l'ennesimo
siluro a Enrichetto e l'avverte che dal
9 dicembre, quando saranno conosciuti i risultati della primarie, il presidente
del Consiglio dovrà fare i conti con il nuovo segretario. "Chi vince impone la
linea" avverte Fonzie e soprattutto non si deve far condizionare da partiti
(termine eufemistico) o meglio partitini.

Se Angelino Jolie fa la voce grossa
(sic) minacciando che lui e gli altre 60 alfanoidi potrebbero mandare il governo a
casa, Renzuccio ricorda ad Enrichetto che il governo conta sull'appoggio di trecento
parlamentari piddini per cui Angelino non rompa i coglioni, zitto e cuccia.

Prende così più consistenza la possibilità di un restyling della squadra di governo, perché
il termine rimpasto è vietato da Bella
Napoli convinto, e fa bene, di essere l'obiettivo
numero della rottamazione renziana e quindi a sua volta rimpastato. Nella squadra
di Enrichetto e bollinata con correzioni dal Colle sono diversi i ministri in
procinto di trasloco verso casa.

Di
Nonna Pina, il telefono amico della famiglia Ligresti, si sono perse le tracce
eppure con la sua stazza non passa certo inosservata. La ministrona andrà finalmente a godersi la (lauta)
pensione e avrà tutto il tempo per impegnarsi in una delle tante associazioni
in difesa dei detenuti. Il suo apporto sarà indubbiamente prezioso perché conosce
quali documenti e certificazioni occorrono per far concedere gli arresti domiciliari
o la scarcerazione. A volte basta addirittura una telefonata o un fax.

Più
complicata la situazione di Saccomanno Saccomanni non per lui, che dopo le figuracce inanellate a
catena nessuno se lo fila più, ma per
via della sua sostituzione. Quello dell'Economia
è un ministro chiave o se si vuole la chiave dei ministeri. Il pasticciaccio
dell'Imu e la sua presunta eliminazione si sono strasformate in un necrologio.

"Siamo
alle barzellette" dice Renzuccio che di storielle è gran conoscitore. "E' un
rebus incredibile" aggiunge il più serafico Guglielmino. A questo c'è da
aggiungere Letta-nipote incazzato nero perché Gelatina nel bel mezzo della
bagarre sulla tassa sulla casa, provocata proprio da lui e dai suoi presunti tecnici, è partito
per New York e Washington. Saldi del Thansgiving a parte, il motivo ufficiale riunioni col Fondo monetario (forse per
concordare l'arrivo della troika), incontri one-to-one con quaranta non meglio
identificati investitori Usa e Ban Ki Moon (ma che cazzo gli dovrà dire?).

Dewlap, pappagorgia in slang, sarà di ritorno giovedì mattina. Per la sua
sostituzione (era ora) dopo Lucrezia (terzo) Reich-lin e l'economista Ocse
Piercarlo Padoan targato Dalemone, si fa sempre più strada Lurc Cottarelli. Non
piace solo a Enrichetto e al Pd, ma anche a Fonzie da Firenze. Mister Spending
review gode di un forte credito
consolidato dal fatto che nessuno sa chi sia.

Tensione nella squadra di Angelino Jolie. I ministri, oltre al
vicepremier, non sono cinque ma quattro. Tano (salto del) Quagliariello è in
quota Colle per cui il suo cartellino ce l'ha Bella Napoli. Quattro, visti i numeri del Nuovo centrodestra
(che sa di vecchio) comunque sono troppi e si dovrà scendere a due. Angelino resterebbe solo
vicepresidente, lasciando l'Interno.

Scontata la permanenza di Maurizietto (fame
da) Lupi che schiera a sua difesa le truppe cielline, la lotta per la seconda
poltrona si restringerà a Nunziatina Di
Girolamo, che difficilmente potrà essere Boccia-ta grazie al matrimonio, e Beatroce Lorenzin
molto a cuore a Sacconi (di farmaci).

In partenza Dilemma Bonino non voluta dagli americani per
le sue prese di posizione su Libia e Iraq e in Italia accusata di non essere
riuscita a chiudere la partita dei
maro-stica. E qui una sperenziella non
tanto speranziella la fa Maximo
Dalemone. Caselle da riempire anche quelle occupate da ministri semisconosciuti
o del tutto come Riportino Moavero Milanesi
in auge con Mario Monti mentre ora praticamente la sua occupazione
principale è trascorrere il week end a Bruxelles (sai che allegria) dove ha
casa e famiglia; Carlo Trigilia,
sconosciuto anche ai centralinisti di palazzo Chigi, ministro della Coesione
territoriale (de ché?). Più c'è Enrichetto-due
Giovannini titolare del Lavoro (altrui) senza padrini politici rischia di
perdere la poltrona e poltrire altrove.

 

 

ENRICO LETTA E GIOVANNI ANGELO BECCIU FOTO LAPRESSE ENRICO LETTA E BARACK OBAMA A WASHINGTONENRICO LETTA DA GIOVANE ENRICO LETTA E ALFANO NEL GIORNO DELLA FIDUCIA AL GOVERNO FOTO LAPRESSE GIANNA FREGONARA ENRICO LETTA MAURO MORETTI AL MATRIMONIO DI PAOLA DE MICHELI ENRICO LETTA ENRICO LETTA A CERNOBBIO enrico_letta_vacanze_moglie_figli

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