modi xi putin

ERANO GURU, SO’ DIVENTATI PARAGURI: L’INDIA GIOCA SU PIU’ TAVOLI – TRUMP HA ALZATO I DAZI DEL 50% ALLE ESPORTAZIONI INDIANE VERSO GLI USA? E IL PREMIER NARENDRA MODI ACCOGLIE PUTIN CON IL TAPPETO ROSSO E FLIRTA CON XI JINPING - MA ANCHE DELHI DEVE STARE ATTENTA: GLI STATI UNITI SONO IL MAGGIORE MERCATO PER LE ESPORTAZIONI E NON PUÒ NEMMENO AVVICINARSI TROPPO A PECHINO, CHE NELL’OCEANO INDIANO E’ UNA RIVALE E CERCA UNA FASTIDIOSA EGEMONIA – SENZA CONTARE CHE L’INDIA E L’UE PUNTANO A FIRMARE UN ACCORDO COMMERCIALE ENTRO L’ANNO: DOVREMMO FARE AFFARI CON MODI CHE STRINGE PATTI CON LA RUSSIA?

I DAZI USA PER L’ENERGIA RUSSA, L’ETERNO EQUILIBRISMO DI MODI COSÌ TRUMP HA PERSO DELHI

Estratto dell’articolo di Danilo Taino per il “Corriere della Sera”

 

vladimir putin accolto in india da narendra modi foto lapresse 4

Se un giorno gli americani chiederanno «chi ha perso l’India», Donald Trump saprà di essere stato lui. E se gli indiani domanderanno a Narendra Modi «chi ha perso l’America», il primo ministro dovrà fare un esame di coscienza. Non è detto che la relazione tra i due Paesi precipiti a breve ma la visita di Vladimir Putin — accolto in questi giorni a Delhi in pompa magna, tappeti rossi e sorrisi — segnala che il rapporto tra le due maggiori democrazie è finito nella sabbia […]

 

Modi vuole fare sapere di essere amico di Putin, così come a fine agosto aveva mostrato di avere ristabilito un rapporto con il rivale storico, la Cina di Xi Jinping. Mosca e Pechino sono soddisfatte, Washington guarda in televisione.

vladimir putin accolto in india da narendra modi foto lapresse 7

 

Le responsabilità della Casa Bianca, in questo deterioramento, sono evidenti, a cominciare dall’imposizione di dazi del 50% alle esportazioni indiane verso gli Stati Uniti.

Ma sono anche ovvie e conosciute. Più interessante è capire le scelte di Modi.

 

Per il primo ministro indiano, il 2025 è probabilmente stato l’anno più difficile in politica estera da quando è salito al potere, nel 2014. Il faro delle relazioni internazionali indiane è da sempre l’indipendenza da ogni altra potenza: si chiamava non allineamento durante la Guerra fredda, si chiama multi-allineamento oggi. […] si fanno affari con l’America, la Russia, la Cina a seconda dell’interesse nazionale. Quando il gioco si fa duro, però, niente è perdonato.

vladimir putin accolto in india da narendra modi foto lapresse 5

 

Modi l’ha capito nei fatti: se compra petrolio scontato da Mosca, Trump gli raddoppia i dazi del 25%. […] Il che chiarisce agli apprezzatissimi strateghi internazionali di Delhi che l’India non è così centrale nelle preoccupazioni di Washington. […] Può darsi che, dopo la visita di Putin, cambi idea (lo fa spesso), ma nei mesi scorsi dalla Casa Bianca si è fatto sapere che l’India non ha molte alternative a un buon rapporto con gli Stati Uniti, viste le tensioni sui mari che la circondano: si adeguerà.

 

E, inoltre, non è così centrale nella rete delle catene di fornitura globali. Non che l’India non sia un Paese importante: lo è, dal punto di vista dell’economia, della brillante demografia e per il fatto di avere una grande influenza tra i Paesi del Sud globale […] Ma a Trump non sembra un Paese indispensabile […]

 

vladimir putin accolto in india da narendra modi foto lapresse 6

Modi deve camminare su un sentiero stretto: gli Stati Uniti sono il maggiore mercato per le esportazioni indiane […] allo stesso tempo non può sembrare debole con Trump ma non si può nemmeno permettere di essere troppo stretto a Pechino, che nell’Oceano Indiano cerca una fastidiosa egemonia. Così ha scelto di ricevere Putin — non lo faceva dal 2021 — con tutti gli onori. Perché? Perché crede che stia andando bene in Ucraina? Perché lo vede riabilitato da Trump? Perché da lui vuole un sostegno che non gli può venire né da Washington né da Pechino? Solo perché la relazione tra India e Russia è storica? Per garantirsi la possibilità di comprare da Mosca sistemi di difesa e caccia? Probabilmente, per tutte queste ragioni.

vladimir putin accolto in india da narendra modi foto lapresse 2modi putin

 

Equilibrismo che […] non è facile nemmeno per l’India. Delhi e Bruxelles […] puntano a firmare un accordo commerciale entro l’anno: proprio nel mese in cui Modi stringe patti con la bestia nera della Ue? Perdere l’Europa?

vladimir putin accolto in india da narendra modi foto lapresse 8vladimir putin accolto in india da narendra modi foto lapresse 9putin modi xi jinpingnarendra modi vladimir putin foto lapresse vladimir putin narendra modi xi jinping vertice sco, shanghai cooperation organization modi putin mano nella manonarendra modi vladimir putin foto lapresse

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...