ESCORT, BUGIE E VUOTI DI MEMORIA: ECCO I VERBALI DELL’INTERROGATORIO AL POMPETTA SUL CASO TARANTINI - IL VALORE DEI SOLDI PER IL BANANA

Gabriella De Matteis e Giuliano Foschini per "La Repubblica"

Decine di «non so, non ricordo». Le bugie sulla mediazioni con Finmeccanica. «Le bugie di vita» che racconta anche «agli elettori», come ammette lui stesso. Il giallo di quelle tre telefonate con Lavitola in esilio in Sud America nel bel mezzo dello scandalo sulle case di Fini a Montecarlo. E perfino le immancabili barzellette, raccontate al pm e messe a verbale.

È questa la sintesi delle due ore di interrogatorio che Silvio Berlusconi il 17 maggio scorso fa davanti al procuratore aggiunto di Bari, Pasquale Drago, nella speranza di convincerlo che fosse innocente. Un tentativo al momento però non riuscito: Berlusconi sperava nell'archiviazione e invece va verso il processo con l'accusa di aver pagato Tarantini per mentire e sostenere davanti ai giudici che il Cavaliere non sapesse che quelle ragazze erano prostitute (chiuse le indagini i suoi tre avvocati, i parlamentari Niccolò Ghedini, Piero Longo e Francesco Paolo Sisto hanno depositato una memoria, nella speranza di evitare il giudizio).

Pm Drago:
«Lei nega di aver saputo che Tarantini le abbia portato in casa delle escort?».

Indagato Berlusconi:
«Nella maniera più assoluta (...) Si presentava queste ragazze come sue amicizie dovute al suo fascino».

Pm:
«Ma lei, scusi, perché ha stretto questa amicizia con questo signore?».

B.:
«Devo dirle che era piacevole avere in mezzo a tante persone uno che si faceva sempre accompagnare da belle ragazze: dicevo al maggiordomo che le ragazze me le mettesse proprio di fronte per tirarmi su il morale (...) Io però non ho mai nemmeno una volta potuto dubitare che fossero persone che avessero una professione diversa da quella che si appalesavano, cioè modelle o aspiranti attrici (...) Voglio dire si presentavano molto bene».

Pm:
«Sennò non si chiamano escort, si chiamano prostitute».

B.:
«Si, certo. Per ridere un giorno un mio assistente mi ha fatto vedere sulla tavoletta quante escort ci sono a Roma. Se uno si mette lì in 20 minuti si porta 50 persone in casa, quindi non è che avevo bisogno di Tarantini per portarmi ogni tanto a cena, almeno lì si vedevano le foto e si sceglievano».

LE BUGIE
Pm:
«Non le è mai venuto il sospetto che in realtà Tarantini attraverso queste cene, questi rapporti volesse ottenere favori da un uomo potente?».

Berlusconi:
«No, francamente no (...) Per quanto riguarda la Protezione Civile è successo che una
volta gli passai il dottor Bertolaso e poi mi sembra di ricordare che ebbero ad incontrarsi (...) Io sono sicuro di non aver mai telefonato al dottor Guarguaglini per presentargli una azienda, mai».

Pm:
«Il 5 febbraio del 2008 alle 17: 52 intercettiamo una telefonata in cui lei dice a Tarantini: «Invece ho fissato un appuntamento per martedì per quella cosa». (...) Ecco in questa telefonata lei dice a Tarantini di aver fissato un appuntamento con Guarguaglini per quella cosa, non sappiamo quale».

B.:
«Non ricordo niente di questo, posso immaginare che magari io abbia dato incarico a qualche mio collaboratore...».

Pm:
«Il 10 dicembre del 2008 vi è una telefonata in cui dice a Gianpaolo Tarantini: "Ho visto Guarguaglini e poi ti riferisco"».

B.:
«(...) Io non ho mai passato documentazioni. Se è stato Tarantini a dirlo è una millanteria, se sono stato io, è per fargli vedere che mi ero interessato un po' di più di quanto invece non avevo fatto».

Pm:
«È stata la bugia di un uomo politico che certe volte anche ai suoi elettori...».

B.:
«Ammetto, ammetto, anche se agli elettori un po' di meno... Sono bugie che io chiamo bugie di vita, però sono innocue».

IL GIALLO DELLE TELEFONATE CON LAVITOLA
Pm:

«Lavitola presenta un tabulato della concessionaria telefonica argentina in cui risultano sul numero di Arcore tre telefonate partite dall'Argentina di cui la polizia di Napoli che stava intercettando non trova traccia. E Lavitola sostiene che in una di queste telefonate avrebbe chiesto al presidente Berlusconi che cosa doveva fare di quei 500 mila euro. Ricorda?»

B.:
«Non c'è traccia dei contenuti?».

Pm:
«(...) No».

B.:
«Io non ho memoria».

LA BARZELLETTA
B.
: «Io faccio televisione, faccio cinema, faccio teatro, stavamo ridendo con l'avvocato... Sa su cento veline a cui era stata rivolta la domanda: "Andrete volentieri a cena del presidente Berlusconi?", 76 avevano risposto subito. Lui mi disse: e le altre 24? "Erano
già venute a cena prima"».

IL VALORE DEI SOLDI
Berlusconi spiega al pm che per lui quei 5mila euro al mese che dava a Tarantini non potessero essere il prezzo di una corruzione. Troppo pochi. «Mi hanno condannato a pagare 3 milioni e 200mila euro a mia moglie al mese, cioè 100mila euro al giorno. Cinquemila euro sono 20 minuti di pagamento, meno di 20 minuti a mia moglie».

 

BERLUSCONI DADDARIOMONICA LUZZARDI STEFANO RICUCCI EZIA BARONIO GIAMPAOLO TARANTINI GIAMPAOLO TARANTINI E MOGLIE ANGELA DEVENUTO Berlusconi fotografato il 31 maggio 2009 davanti all'ingresso dell'hotel Palace di Bari, alle sue spalle Patrizia D'Addariolavitola tarantiniNICLA TARANTINI FINI-TULLIANI, montecarlo2cnfntll27 baciamano montesano tulliani finiANGELA E GIAMPI TARANTINI

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...