roberto rossi ignazio visco

CHI DICE CAZZATE? - NELL’AUDIZIONE IN COMMISSIONE D’INCHIESTA SULLE BANCHE, IL PM DI AREZZO ROBERTO ROSSI (EX CONSULENTE DI RENZI A PALAZZO CHIGI) HA FORNITO VERSIONI DIVERSE DA QUELLE CHE RISULTANO AGLI ATTI - IL SENATORE ANDREA AUGELLO ACCUSA IL MAGISTRATO (“NON HA DETTO LA VERITÀ”) E HA CHIESTO AL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI DI SOLLECITARE BANKITALIA ALLA TRASMISSIONE DI NUOVI DOCUMENTI…

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

roberto rossi

La commissione parlamentare d' inchiesta dovrà svolgere nuove verifiche su quanto accaduto nel crac di Banca Etruria. In vista dell' ufficio di presidenza fissato per martedì che deciderà sulle audizioni del governatore di Bankitalia Vincenzo Visco e dell'ex amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni, saranno acquisiti nuovi documenti che riguardano i rapporti tra l' istituto di credito aretino e Bankitalia.

 

ignazio visco

Le carte già a disposizione mostrano infatti che durante l'audizione di giovedì il procuratore Roberto Rossi, titolare dell' indagine, avrebbe fornito versioni diverse da quelle che risultano agli atti. Tanto che alcuni esponenti dell' opposizione lo accusano addirittura di «aver mentito prospettando una situazione ben diversa da quella che invece ha portato al fallimento».

 

Sono proprio le relazioni, gli scambi di lettere e le citazioni per le azioni di responsabilità a fornire il quadro che stride con le dichiarazioni dell' alto magistrato. Anche tenendo conto che Rossi ha dichiarato di avere tuttora in corso «approfondimenti sul ruolo di Bankitalia e Consob», pur consapevole che si tratta di attività per le quali è competente la procura di Roma.

 

boschi ghizzoni

«Ci è sembrato un poco strano - attacca Rossi - che la Banca d'Italia avesse inoltrato a Banca Etruria un invito di integrazione con la Banca Popolare di Vicenza che era in condizioni simili». In realtà la sequenza emersa dagli atti racconta una storia diversa. Il 3 dicembre 2013 l' allora governatore Visco scrive una lettera al presidente del cda di Etruria Giuseppe Fornasari per evidenziare le «rilevanti criticità» dovute tra l'altro «alle dimensioni del portafoglio deteriorato» e sottolinea la convinzione che la Banca «non sia più in grado di percorrere in via autonoma la strada del risanamento».

 

IGNAZIO VISCO MATTEO RENZI

Dunque «dispone la convocazione del cda entro 10 giorni dal ricevimento della missiva con all' ordine del giorno l' integrazione della Popolare in un gruppo di adeguato standing in grado di apportare le necessarie risorse patrimoniali, manageriali e professionali». Per questo Etruria nomina come advisor «per il supporto» nella ricerca Rothschild e Lazard che contattano 27 gruppi.

 

Si fa avanti soltanto PopVicenza che il 29 gennaio 2014 formalizza il proprio interesse. Il direttore generale chiede un incontro in Bankitalia per illustrare la strategia: procedere con «un'Opa per cassa su almeno il 90 per cento del capitale». Bankitalia dà conto delle trattative in corso con numerosi verbali. L'ultimo, datato 18 giugno 2014, è un «appunto per il direttorio» in cui il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo dà atto che il negoziato è fallito «perché Etruria ha formalmente respinto la proposta di Opa». E quindi propone «un' approfondita ed estesa opera di revisione degli impieghi riguardante la corretta classificazione di vigilanza e un' aggiornata valutazione del grado di recuperabilità».

il servizio di francesca biagiotti a ballaro su pier luigi boschi 7

 

Il secondo punto sul quale saranno effettuati ulteriori controlli riguarda la posizione dell' ex vicepresidente Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena. Durante la sua audizione il procuratore Rossi ha dichiarato che Boschi e gli altri componenti dei Cda a partire dal 2010 non sono tra gli indagati per bancarotta «perché non hanno partecipato alle riunioni degli organi della banca che hanno deliberato finanziamenti finiti poi in sofferenza».

 

il servizio di francesca biagiotti a ballaro su pier luigi boschi 5

Ma anche perché «non avevano informazioni sufficienti sulle operazioni». Una posizione che ha scatenato le opposizioni. Con una richiesta formale il senatore di Idea Andrea Augello accusa il magistrato di «non aver detto la verità, esponendo una tesi falsa» e per questo ha chiesto al presidente Pier Ferdinando Casini di sollecitare Bankitalia alla trasmissione di nuovi documenti.

 

E spiega: «Tutte le linee di credito e richiedono un formale rinnovo, generalmente ogni 18 mesi. È impossibile che il nuovo cda si sia baloccato solo con crediti insolventi, ma deve aver rinnovato tra il 2010 e il 2012 tutti i crediti privi di garanzie erogati nel biennio precedente. E questo è peggio di quanto fatto da chi li ha concessi anche perché ha ritardato la possibilità di avviare una procedura di recupero, finché la situazione non è divenuta insostenibile e il cda ha proceduto ad una serie di svalutazioni, azzerando il patrimonio aziendale».

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