CHI NON HA SPIATO, LANCI IL PRIMO SASSO – UN EX-ALTO FUNZIONARIO DI DOWNING STREET CONFERMA LA SPY-STORY, DATATA 2007, DEL SASSO-CIMICE CON CUI LONDRA SPIAVA I RUSSI - UNA FINTA ROCCIA, AL CUI INTERNO ERA NASCOSTA UNA RICETRASMITTENTE PER LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI TRA I SERVIZI BRITANNICI E L’OPPOSIZIONE CLANDESTINA A PUTIN - CINQUE ANNI FA BLAIR SMENTÌ TUTTO MA POCHI MESI DOPO L´EX AGENTE DEL KGB DISSIDENTE LITVINENKO, FU ASSASSINATO A LONDRA CON IL POLONIO RADIOATTIVO…

Enrico Franceschini per "la Repubblica"

Una cimice in una roccia? Quando il Cremlino la tirò fuori, cinque anni or sono, sembrò una storia inverosimile, come la spada nella roccia di re Artù. L´Fsb, erede del Kgb sovietico, accusava i servizi segreti britannici di avere nascosto una microspia dentro un sasso depositato in una strada di Mosca e di averlo poi usato come una versione ad alta tecnologia della vecchia tecnica della "buchetta della posta": per non rischiare di essere beccato mentre scambia informazioni, il doppiogiochista deposita il suo segreto in un luogo prestabilito e più tardi l´agente va a recuperarlo.

Solo che questa era una "buchetta" digitale: una finta roccia, al cui interno era nascosta una ricetrasmittente. Avendola scoperta e tenuta sotto osservazione, l´ex Kgb filmò un uomo che si avvicinava con aria circospetta, rallentava il passo e si allontanava rapidamente. Pochi minuti dopo arrivava un altro uomo, che ripeteva lo stesso balletto sospetto attorno alla roccia e se la filava ancora più velocemente. Recuperata dal servizio segreto russo, la roccia con cimice incorporata fu mostrata in un programma della televisione russa, insieme al filmato dei due tizi.

Un esperto spiegò cosa (probabilmente) facevano: il primo, tenendo nascosto sotto il pesante paltò un mini computer portatile, scaricava informazioni "top secret" dentro la roccia; e il secondo, armato di un analogo computer, andava a prenderle. Proprio come nella classica strategia della "buchetta della posta". Solo che i due erano stati individuati e il Cremlino aveva potuto denunciare il complotto.

Tony Blair, allora primo ministro, se la cavò con un «no comment», la stampa inglese e buona parte di quella mondiale fecero pesanti ironie su quello che la fantasia di Vladimir Putin, all´epoca presidente russo, poteva inventare per accusare l´Occidente. Il motivo era evidente: Mosca sosteneva che i servizi segreti britannici finanziavano gruppi politici dell´opposizione russa e che lo scambio di informazioni riguardava appunto tale attività clandestina. Con la scusa della cimice nella roccia, zar Putin represse ancora di più il dissenso in casa propria.

Cinque anni più tardi salta fuori che questa vicenda da romanzo giallo, più improbabile di quelle di certi gialli, era vera. Lo ammette, sorprendentemente, un inglese: Jonathan Powell, in quei giorni capo di gabinetto di Blair. Intervistato dalla Bbc per un programma sulla Russia di Putin, l´ex-alto funzionario di Downing Street afferma: «La roccia-microspia fu imbarazzante. Ci presero con le mani nel sacco. Chiaramente l´avevano scoperta da qualche tempo e aspettavano il momento buono per i propri scopi politici».

Perché Powell abbia deciso di parlare adesso, non è chiaro, a meno che nelle sue nuove mansioni di lobbista non abbia ricevuto l´incarico di pubblicizzare La talpa, il nuovo film tratto da un celebre thriller di Le Carrè, una trama della guerra fredda, sugli schermi in questi giorni. Ipotesi improbabile, ma non più di quanto sembrasse la cimice nella roccia.

«È la prima volta che abbiamo pizzicato gli 007 di Sua Maestà mentre erano in azione», si vantò nel 2006 l´Fsb. «Penso che meno si dice in questioni di intelligence, meglio è», minimizzò Blair per tutta risposta. Ebbene, avevano ragione i russi. Ma non tutti i misteri di questa sfida tra spie sono stati risolti, neanche adesso che Powell ha spiattellato la (sua) verità. Non si è mai saputo, per esempio, chi fosse il russo che depositava informazioni nella roccia: secondo le indiscrezioni era un ufficiale del servizio segreto russo che faceva l´informatore per Londra, presumibilmente non ha fatto una bella fine, ma perché non processarlo in pubblico?

Ancora più strano è che il Cremlino, pur accusando per nome e cognome quattro diplomatici dell´ambasciata britannica a Londra come responsabili della "Operazione Roccia" e dunque in realtà agenti dell´MI6, l´agenzia di spionaggio inglese, non li espulse, come si fa in questi casi. E infine non bisogna dimenticare che, pochi mesi dopo la "cimice nella roccia", l´ex-agente del Kgb Aleksandr Litvinenko, diventato un dissidente in esilio, fu assassinato a Londra con il polonio radioattivo - anche questo un giallo mai risolto, sebbene in Inghilterra siano certi che fosse opera di Mosca. Alzi un sasso, si potrebbe concludere, e cosa scopri? Un covo di vipere.

 

LA RACCOLTA DI INFORMAZIONI DAL SASSO CIMICE jpegIL SASSO CIMICE CON CUI LONDRA SPIAVA MOSCA jpegJONATHAN POWELL jpegIL SASSO CIMICE jpegIL SASSO CIMICE jpeg3 arrivo tony blairPUTIN

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)