fake news

CI SEI O CI FAKE? – FATE LEGGERE A PIERO COLAPRICO (AUTORE DELL’ARTICOLO SUI 200 INSULTI ALLA SEGRE CHE NON ERANO 200) L’INTERVISTA DI “TERMOMETRO POLITICO” AL PROFESSOR WALTER QUATTROCIOCCHI: “LE TESTATE ORMAI VOGLIONO SOLO CLIC E VIRALITA'. SICURAMENTE C’È UNA STRUMENTALIZZAZIONE. IL PROBLEMA È CHE NON CERCHIAMO L’INFORMAZIONE UTILE, MA QUELLA CHE CI PIACE. TRIBÙ CHE SI RIUNISCONO INTORNO AD UN TOTEM E LO DIFENDONO DAI NEMICI…”

 

 

Gianluca Borrelli per www.termometropolitico.it

 

walter quattrociocchi

Si fa un gran parlare di fake-news (qui un nostro articolo sul tema e sulla correlazione con comportamenti elettorali), di analfabetismo funzionale e di odio sui principali media in quella che sta diventando una vera e propria guerra tra bande sui social.

 

Per cercare di capire come si sta sviluppando questo fenomeno proponiamo una nostra intervista a Walter Quattrociocchi: direttore del Laboratorio di Dati e Complessità e docente di Social Network Analysis all’Università Ca’ Foscari di Venezia e uno dei massimi esperti internazionali di analisi dati e reti sociali.

 

Domande e risposte su fake-news e molto altro

 

FAKE NEWS

D. Professore, può dirci in due parole di cosa si occupa?

R. Dirigo un gruppo di ricerca che ha avuto la fortuna di studiare in maniera quantitativa (analisi su milioni di utenti) l’impatto dei social media sui comportamenti umani.

 

D. Come si diffonde l’informazione in rete?

R. Internet e i social, in particolare, hanno cambiato il nostro rapporto con le informazioni. Accediamo senza sforzo a un’enorme quantità di contenuti, ma oltre alla quantità è aumentata anche l’eterogeneità.

 

INSULTI A LILIANA SEGRE RACCOLTI DALL OSSERVATORIO SULL ANTISEMITISMO

Apriamo Google, digitiamo qualche parola chiave e un algoritmo ci riporterà una lista di documenti indicizzati che parlano di quello che abbiamo chiesto, non di quello che vogliamo sapere. Il ruolo dell’essere umano in questo processo è fondamentale, nonostante le apparenze.

 

D. Provi a spiegarla a qualcuno che non ne capisce nulla.

R. Il modo in cui impostiamo la ricerca a influisce sul risultato che poi otteniamo. Un conto è impostare la ricerca con “danni vaccini”, e un altro è scrivere “vaccini” e basta. Nel primo caso l’algoritmo ci riporta documenti che hanno la co-occorrenza delle parole danni e vaccini. Decidiamo il risultato di una ricerca prima ancora di averla iniziata.

 

Insomma, il modo in cui impostiamo la ricerca influisce enormemente sul risultato che poi otteniamo. Stessa cosa succede nella produzione dei contenuti. Scrivere un pezzo su un blog si può fare senza troppa fatica e a costo zero. Infatti scrivono tutti su qualunque argomento. Anche queste cose finiscono indicizzate dai motori di ricerca.

l articolo di pietro colaprico su liliana segre

 

D. Questo avviene perché Internet decostruisce ogni ordine e gerarchia?

R. Internet è nata per decentralizzare, e fa perfettamente il suo dovere. Questa facilità nella produzione e nella fruizione dei contenuti ha ovviamente cambiato anche il modello di business dell’informazione. Bisogna produrre tanti contenuti in poco tempo e renderli accattivanti. Quello che paga è il numero di click.

 

l articolo di pietro colaprico su liliana segre.

Tante anime che competono in un mercato in cui la moneta è l’attenzione dell’utente. I nostri esperimenti dicono che tendiamo a guardare le informazioni che più aderiscono alla nostra visione del mondo e ad ignorare informazioni a contrasto. Se qualcuno ci porta informazioni contro il nostro pensiero, in base a quanto teniamo all’argomento, tendiamo a chiuderci e radicalizzarci.

 

D. Quindi cosa sono le fake-news?

l articolo di pietro colaprico su liliana segre.

R. Un modo errato e goffo di definire un qualcosa che è cambiato nel mondo dell’informazione. Tutti usano fake-news, o informazioni poco accurate, o strumentali, dipende dalla prospettiva che si difende. La maggior disponibilità di contenuti ha solo aumentato la nostra possibilità di scelta, per cui finiamo per fare scelte molto più selettive. Non cerchiamo l’informazione utile, ma quella che ci piace. Per capire bene le dinamiche basta pensare alle tribù che si riuniscono intorno ad un totem e lo difendono dai nemici. In questo ambiente quello che realmente si perde è la comunicazione e lo scambio di informazioni. Il risultato è che spesso girano studi pseudoscientifici insensati che servono solo a creare attenzione e a confermare il pregiudizio delle persone.

 

walter quattrociocchi 1

D. Ci può fare qualche esempio?

R. Questo ambiente di comunicazione così estremo e tendente alla segregazione ha creato dei vuoti pazzeschi, al punto che è iniziata la folle corsa alla tuttologia. Si trovano notevoli sforzi, a volte poco appaganti, per ridurre il mondo a vero o falso. Esercizio che in un ambiente disintermediato diventa una gara autoreferenziale ad autoincensarsi. Il fenomeno è generale, avviene in tutti i settori.

 

Nel vuoto totale proliferano gli “esperti” di ogni cosa. Mi è capitato di fare interviste con giornalisti che erano evidentemente poco esperti di quello di cui volevano scrivere e spiegare. Ho incontrato persone che dicevano di fare analisi dati su reti sociali che non sapevano bene cosa stessero implementando. Mi è capitato di mettere le mani su un’analisi dati che diceva di aver trovato influenze russe nelle elezioni di un Paese Europeo salvo poi scoprire che l’analisi era stata fatta da un principiante e completamente fallata.

 

TRUMP FA GLI AUGURI A HATERS E FAKE NEWS MEDIAl articolo di pietro colaprico su liliana segre

Capita di vedere analisi di flussi senza fare le percentuali, le frazioni, le distribuzioni di probabilità. Cose abbastanza simpatiche, ma fatte male, con risultati sballati, che possono alimentare derive assurde e complottiste (sia da destra che da sinistra) su temi che spaventano.

 

Nel senso se vuoi vedere quante fake news si diffondono su un social e mi dai il numero assoluto (senza dividere per il numero totale di interazioni) non stai dicendo nulla. Se non tieni conto della modalità di interazione non mi dici nulla sul pattern che dici di aver trovato. Insomma capita spesso che ci siano esperti improvvisati con la pretesa di spiegare cose che non sanno.

 

episodi antisemitismo 2018 osservatoriol articolo di pietro colaprico su liliana segre

Alcuni di questi studi poi sono su basi quantomeno opinabili. Sicuramente c’è una strumentalizzazione delle informazioni e spesso si cercano di far passare ricerche e studi che non lo sono. L’appellativo di analfabeta funzionale, per esempio, è una strumentalizzazione, un nuovo modo di dare dello stupido a chi non la pensa come noi. Ci sono studi che contraddicono fortemente questa ipotesi, ma quelli ovviamente non fa comodo prenderli in considerazione. Sempre stesso meccanismo, uso l’informazione che mi dà ragione, che mi piace, poco importa del valore di verità. È questo meccanismo del voler avere per forza ragione che innesca la spirale di odio.

 

donald trump fake news twitter

D. Cui prodest? Certo alcuni giornali faranno click e venderanno copie ma a chi giova alimentare la spirale dell’odio? Non conviene ai cittadini e non conviene nemmeno alla politica…

R. Nel breve termine fa ricevere molti like e un alto coinvolgimento degli utenti. Magari qualche ciarlatano può avere il suo momento di gloria sparandola grossa, ma nel medio e lungo termini l’effetto è la rottura di ogni credibilità e fiducia.

 

D. Chi decide cosa è vero e cosa è falso? Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Forse la frase più bella della del film Joker è proprio questa. La classe dirigente, soprattutto giornalistica, si è forse arrogata un ruolo che non le spettava. È questa la vera fake news?

joker 4

R. I giornali non sono portatori di verità come si pensa che debbano essere. Possono riportare i fatti (cercando di farlo bene) e le opinioni (mostrando le diverse campane ove possibile e non sposando una tesi a prescindere). Il dibattito sulle fake-news è quindi mal posto. I giornalisti sono forse che quelli che hanno pagato di più il cambio di paradigma nel mondo dell’informazione. Alcuni forse hanno anche interesse a mantenere il problema declinato nella forma “dobbiamo combattere le bugie contro la verità”, il problema è che cosi facendo dicono enormi bugie anche loro e rischiano di fare danni incalcolabili.

 

Tutto quanto detto in precedenza si fonda su un paio di fattori:

 

boldrini sorella

la convinzione diffusa che i lettori siano tutti bambini sciocchi da educare istruire e dirgli cosa fare e cosa pensare;

 

la convinzione che questo compito spetti ai media, che invece hanno spesso come reale obiettivo quello di fare click e soldi, se necessario anche a dispetto della verità.

Facilmente quando il discorso si radicalizza (praticamente sempre) si tende verso il paternalismo e questa tendenza allontana ancora di più le persone. Come dicevo prima, a volte, c’è anche la tendenza ad arrogarsi il ruolo di guru ed esperto (salvo poi non capirci nulla dell’argomento riportato).

 

fake news 1

La causa è venduta come nobile: «salvare la democrazia dalla degenerazione dell’ignoranza» salvo poi utilizzare modalità e linguaggio organici alle cose che si vogliono combattere.

 

Ricapitolando, gli italiani non sono analfabeti funzionali, sono solo un po’ pigri o distratti, i media si perdono in narrative spesso motivate dal bisogno di fare click e soldi e alla fine si alimentano delle inutili spirali di odio e di sospetto reciproco che non fanno bene alla coesione sociale e al benessere della cittadinanza stessa, finendo col polarizzare le opinioni e creare conflitti anche dove non ci sono.

fake news

 

La spirale dell’odio nasce dal fatto che abbiamo smesso di ascoltare. Nasce dal fatto che le élite hanno dimenticato di svolgere un servizio per la società (e non per appagare il proprio ego). Nasce dal fatto che proliferano i ciarlatani e cosi la fiducia va a rotoli. Andrebbe riconquistata la fiducia piano piano, parlando con competenza e rispetto, ma pare sia esercizio troppo complicato e in antitesi con il modello di business dei contenuti social.

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…