FATTI MANDARE DALLA LEGA A PRENDERE IL LATTE - LA LOBBY DEGLI ALLEVATORI DEL NORD CHE NON VOLEVANO PAGARE LE MULTE DEL LATTE SFRUTTAVA UNA COOPERATIVA CHE FACEVA CAPO A CREDIEURONORD, BANCA CHE FACEVA CAPO AL CARROCCIO - BOSSI HA CERCATO DI CONTINUO IL CONFRONTO CON RIGOR MONTIS PUR DI DIFENDERE GLI INTERESSI DI QUESTI ALLEVATORI TRUFFALDINI, A SCAPITO DI TUTTI GLI ALTRI...

Paolo Berizzi Paolo Griseri per "la Repubblica"

Forse dovevano arrivare i tempi delle vacche magre, o forse il sistema di mungitura era già talmente chiaro, lì, da vedere. Bastava solo mettere insieme dei passaggi, dei pezzi, delle dichiarazioni, e insieme le leggi, le promesse, le regole non rispettate, la resistenza a oltranza degli ultrà del latte.

Febbraio 2012, quasi un anno fa. Nella sala riunioni siedono Mario Monti, Luca Zaia, Umberto Bossi, il ministro dell'agricoltura Mario Catania, i vertici dell'Agea, l'agenzia alimentare. Bossi ha una richiesta precisa: l'ennesima proroga che consenta a poche centinaia di allevatori di farla franca, di non pagare la multa del latte. L'incontro, naturalmente, si conclude con un nulla di fatto. Ma non è questo il punto.

Il vero nodo è un altro: perché un manipolo di splafonatori, inviso a tutti gli allevatori che le multe le hanno pagate, continua a tenere sotto scacco i vertici della Lega? A costringerli a chiedere addirittura l'intercessione del tanto detestato premier dei tecnici? Qual è il potere di pressione dei «milk warriors» sui piani alti del Carroccio? Qual è la loro minaccia nascosta?

Queste domande non sono curiosità di oggi. Sono il cuore di svariate indagini giudiziarie alla ricerca del filo verde che parte dalle stalle padane, passa per i misteriosi traffici di una banca salvata dagli amici di Antonio Fazio, la Credieuronord, e finisce in una miriade di cooperative agricole che nascono, prosperano e falliscono alla velocità della luce. Secondo i giudici, per nascondere la truffa del latte prodotto in eccesso.

O forse, più legalmente, per creare l'accumulazione primitiva del denaro che servì da carburante ai primi passi del movimento di agricoltori che un giorno sarebbe confluito nel Carroccio. E' su quelle cooperative che indagano oggi i giudici di Milano, è sui rapporti con gli uomini di quelle cooperative che sono state interrogate come testimoni le segretarie amministrative della lega di Milano e Torino.

Su quel sistema ha indagato a metà del decennio scorso la procura di Saluzzo. E nel 2009 il tribunale della cittadina piemontese si è pronunciato condannando per truffa una sessantina di allevatori. Le cooperative sotto processo si chiamavano «Savoia»: nascevano e dopo un po' morivano. Si arrivò così a «Savoia 6». Il loro ispiratore era l'europarlamentare leghista Giovanni Robusti, leader dei Cobas del latte prima di andare a Strasburgo.

Si legge nella sentenza di condanna: «Dal momento in cui gli allevatori fatturavano il latte che eccedeva le quote loro assegnate, venivano effettuate (dalla cooperativa ndr) tre registrazioni. La prima estingueva il debito nei confronti del fornitore del latte facendo sorgere contemporaneamente un debito nei confronti degli organi competenti per il superprelievo (la multa ndr)».

In sostanza l'allevatore trasferiva la multa alla cooperativa che gli pagava il latte come se non fosse multato. «La seconda registrazione - dice la sentenza di Saluzzo - segnalava lo spostamento di denaro dal conto della banca della cooperativa a un conto acceso presso Credieuronord», la banca fondata dai leghisti. Credieuronord, pochi giorni dopo, restituiva il denaro alla cooperativa. Così le cooperative e Credieronord facevano da schermo e consentivano agli allevatori di non pagare le multe.

Funzionava così anche per le cooperative La Lombarda su cui indaga oggi la procura di Milano? Quali interessi si nascondono dietro i mille tentativi di coprire gli splafonatori? E' certo che il Senatur ha sempre difeso i «milk warriors».

Racconta Dario Fruscio, leghista, ex presidente dell'Agea, l'agenzia che doveva controllare il sistema delle quote latte: «Il leader del mio partito voleva che io menassi il can per l'aia sulle multe per le quote latte, mentre io volevo che fossero pagate». Conferma l'ex ministro Paolo De Castro, oggi presidente della commissione agricoltura a Strasburgo: «Da sempre la Lega ha difeso la minoranza di allevatori che non pagano le multe. A danno della maggioranza e dei finanziamenti destinati all'Italia».

Non tutti i leghisti ci stanno a finire sul banco degli imputati. L'ex ministro Luca Zaia, parlando ieri con i suoi collaboratori, si è difeso: «Sono stato l'unico a fare una legge tombale contro gli splafonatori». Eppure proprio durante il suo ministero si è verificato l'episodio più curioso di questa storia: l'indagine di un ufficiale dei carabinieri secondo il quale l'Ue aveva sbagliato i conti calcolando come vive mucche di 80 anni, le ottuagenarie del latte. Un bel regalo, certamente involontario, agli splafonatori che oggi gridano al grande equivoco di Bruxelles e brandiscono la relazione come un tempo i giovani rivoluzionari cinesi facevano con il libretto rosso di Mao.

 

bossi umberto UMBERTO BOSSI jpegMARIO MONTI VERSIONE ALICE COOPER CON LOGO LISTA MONTILUCA ZAIA SPEZZA IL PANE ANTONIO FAZIO credit euro nordDARIO FRUSCIO

Ultimi Dagoreport

trump zelensky putin

DAGOREPORT - LA MASCALZONATA DI TRUMP RISERVATA A ZELENSKY ("E' L'ORA CHE L'UCRAINA SI DOTI DI UN NUOVO PRESIDENTE") È L’ULTIMO, DISPERATO TENTATIVO, DI RISALIRE LA CHINA PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO DEL 3 NOVEMBRE – OTTENENDO IL GASOLIO RUSSO, INDISPENSABILE PER RIDURRE IL PREZZO RADDOPPIATO DEL CARBURANTE AMERICANO, IL TYCOON HA DETTO SÌ A TUTTE LE RICHIESTE DI PUTIN – MA PER FAR DIMENTICARE TUTTI I DISASTRI DEI PRIMI DUE ANNI DELLA AMMINISTRAZIONE TRUMP, I GIORNI SONO CONTATI: MANCANO SOLO TRE SETTIMANE ALLE MIDTERM – PERCHÉ GLI USA SOFFRONO SE SONO AUTOSUFFICIENTI ENERGETICAMENTE? FACILE: LE COMPAGNIE PETROLIFERE SONO PRIVATE E IL PREZZO LO FA IL MERCATO. NON POSSONO ABBASSARLO PER COMPIACERE TRUMP – LA STRATEGIA DELL’UE: WAIT AND SEE. IL 4 NOVEMBRE IL CIUFFO PLATINATO DELLA CASA BIANCA ABBASSERÀ LA CRESTA... - VIDEO

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ALESSANDRO ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...