1. FATTO L’ACCORDO, SCATTA L’ORA DI RE GIORGIO. LA SUA MEDIAZIONE SARÀ FONDAMENTALE PER BLINDARE L’ASSENSO DEGLI ALFANOIDI AL PATTO ELETTORALE RENZIE-BANANA 2. ALFANO, AL DI LÀ DI QUALCHE PROTESTA A MEZZO STAMPA, STA GIÀ AMPIAMENTE TRATTANDO. E HA IN MANO UN BUON ARGOMENTO DA SBANDIERARE: I LISTINI BLOCCATI SCELTI DAL RENZUSCONI SONO L’ENNESIMA PORCATA CHE PRODURRÀ UN PARLAMENTI DI NOMINATI 3. SU QUESTO PUNTO, CHE TOCCA DIRETTAMENTE LA LIBERTÀ DI SCELTA DEGLI ELETTORI, C’È SCARSO DIBATTITO E NON SI SA COME LA PENSA RE GIORGIO. NON È UNA QUESTIONE DA POCO E GETTA UN’OMBRA INQUIETANTE ANCHE SULLA CARICA DI “NUOVISMO” DI RENZIE 4. CON I LISTINI BLOCCATI, IL PREGIUDICATO SDOGANATO E IL ROTTAM’ATTORE CONQUISTEREBBERO IL TOTALE CONTROLLO DEI GRUPPI PARLAMENTARI E AVREBBERO ZERO DISSENSI INTERNI. INSOMMA, SI SCRIVE “MAGGIORITARIO” MA SI LEGGE “TOTALITARIO”

a cura di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - IL SUSSURRO DEL RE
Un minuto dopo il voto al Nazareno scatterà l'ora del re. Re Giorgio non avrebbe formalmente titolo a mettere bocca sulla nuova legge elettorale finché non gli arriva un testo definitivo dalle Camere, del quale dovrebbe controllare che non faccia a pugni con la sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum. Ma se i partiti gli hanno chiesto in ginocchio di sobbarcarsi un secondo mandato è perché hanno bisogno della sua mediazione.

E allora Bella Napoli sarà fondamentale per blindare l'assenso degli Alfanoidi al patto Renzie-Banana. Angelino Jolie, al di là di qualche protesta a mezzo stampa, sta già ampiamente trattando. Gli hanno fatto fare per giorni la figura del ricattatore (senza accordo, crisi di governo), ma in realtà ha in mano un buon argomento da sbandierare: i listini bloccati scelti dal Renzusconi sono l'ennesima porcata che produrrà un Parlamenti di nominati.

Su questo punto, che tocca direttamente la libertà di scelta degli elettori, c'è scarso dibattito e non si sa come la pensa Re Giorgio. Non è una questione da poco e getta un'ombra un po' inquietante anche sulla carica di "nuovismo" di Renzie. Con i listini bloccati, Berlusca e il Rottam'attore conquisterebbero il totale controllo dei gruppi parlamentari e avrebbero zero dissensi interni. Insomma, si scrive "maggioritario" ma si legge "totalitario".

2 - RENZUSCONI AL TRAGUARDO
"Ostacoli finali all'intesa", titola in prima il Corazziere della Sera, spiegando che l'ultima trattativa tra Renzie e Alfanayev è ormai sul premio di maggioranza (p.2). Ma l'avviso ai navigati più importante è nel velinone planato giù dal Colle con cronometrica precisione: "Napolitano chiede un'intesa più ampia ma non contro la maggioranza. Secondo il Colle la riforma evita l'automatismo del voto subito.

Da stasera al vaglio del presidente la coerenza tra la legge elettorale e la sentenza della Consulta. Già in dicembre il capo dello Stato si era appellato a Forza Italia perché non abbandonasse il tavolo delle riforme" (p. 3). Il Giornale infierisce su Lettanipote: "Il Quirinale esulta. Letta tagliato fuori non ha alternative. Napolitano soddisfatto per l'intesa Pd-Fi, purchè non si perda Ncd. Il premier costretto ad accettare: meglio commissariato che dimesso" (p. 7).

Che l'accordo sia vicino lo si capisce anche dalle parole di Mariangela Lupi sulla Stampa. Il giornale di Torino titola: "Renzi, avvertimento ad Alfano". Ma poi intervista il ministro che dice: "Se si istituiscono collegi piccolissimi in cui passano due o al massimo tre parlamentari, di fatto si inserisce la soglia del 18%. Ma è tutto scongiurato. Ci sarà una soglia di sbarramento seria che per noi deve essere del 4 per cento se si è in coalizione e dell'8 se si va da soli" (p. 2).

La Repubblica dei renziani (Eu-genio escluso) retrosceneggia così: "La mossa del segretario per l'ultimo via libera. ‘Pronto a correzioni sul premio di maggioranza'. Le ipotesi per garantire la governabilità se nessuno supera la soglia del 35%. L'avvertimento del sindaco: ‘Se poi salta tutto, allora si torna al sistema spagnolo secco'. Il leader Fi: ‘Non mi manderanno in galera. Si può fare la norma per gli ultra 75enni'" (p. 3).
Sul fronte interno, i maggiori ostacoli a Renzie (che però ha numeri schiaccianti nel partito): "La sinistra dem non ci sta e attacca. Fassina: ‘L'incontro? Mi vergogno, referendum tra gli scritti'. La direzione vota la proposta di riforma. I bersaniani vogliono garanzie sul governo" (Messaggero, pp. 2-3).

3 - ODO NANI FAR FESTA
Grande euforia intorno al cagnolino Dudù: "Berlusconi blinda il partito sul patto. ‘In campo siamo solo io e Matteo'. Il leader chiede ai suoi di essere ‘massimamente collaborativi'. Il Cavaliere non ha fretta di andare alle urne perché lui ora è "praticamente imbattibile" (Corriere, p. 4). Il Giornale di famiglia è al settimo cielo: "Il Cav si gode il trionfo: ma occhio alle trappole. Berlusconi avvisa: ‘Il patto con Renzi? Ottima base di partenza però il diavolo si annida nei dettagli'. Poi passa Renatino Brunetta con i dossier della Freefoundation e si arriva al lirismo: "Così la nuova legge elettorale aiuterà l'Italia a battere la crisi" (p. 8). Buone speranze anche per inquinamento globale e diabete.

4 - MA FACCE RIDE!/
"Grillo: un accordo tra extraparlamentari" (Corriere, p. 3). Ha parlato l'incandidabile. Ma dal fronte dei grillini filtra qualche lamentela: "Cinquestelle, cresce la fronda anti-Grillo. ‘C'è ancora tempo, incontriamo Renzi'. Orellana, Battista e Pinna: sulle riforme non tocchiamo palla. Il leader: ‘L'intesa di cui parlano è un'allucinazione'" (Messaggero, p. 4).

5 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
"Dagli esami medici ai mutui, stangata sulle spese detraibili. Si cerca di esentare i redditi bassi. Dieci giorni per evitare che i tagli colpiscano tutti gli italiani. Gli sconti saranno ridotti dal 19 al 18% e si applicheranno retroattivamente al 2013" (Repubblica, p. 10). C'è tutta l'inciviltà giuridica italiana in questi tagli retroattivi che compensano una misura di mera propaganda come il mini-taglio del cuneo fiscale: con una mano lo Stato finge di mettere in tasca ai redditi più bassi 190 euro l'anno, con l'altra glieli toglie giocando sulle detrazioni.

Allegria anche per quest'inchiesta della Stampa dei Lingotti in fuga: "Industria in crisi, a rischio 18 mila posti di lavoro. Sino a oggi raggiunti 62 accordi tra governo e parti sociali: salvi 12mila occupati. Nei settori di siderurgia ed elettrodomestici sono in bilico quasi 50 mila lavoratori" (p. 12). Sul Messaggero, "Lavoro. All'Italia il record Ue degli ‘scoraggiati': oltre 3 milioni. In aumento le persone che hanno abbandonato la ricerca di un posto. Siamo al 13,1% delle forze attive contro una media del 4,1%. I due terzi sono al Sud" (p. 7).
Sarà una ripresa senza lavoro, ma pochi hanno il coraggio di dirlo. Insomma, non sarà una vera ripresa.

6 - TONACHE ALLEGRE E ALABARDE IN FUGA
L'ex capo delle guardie svizzere, diventato nel frattempo supermanager di una ditta farmaceutica, si confessa con un settimanale di Basilea: "La lobby gay mina la sicurezza del Papa'. Ex capo delle guardie svizzere: in Vaticano è potentissima, come una società segreta. ‘Solidarizzano tra loro e sono più fedeli l'uno con l'altro piuttosto che verso l'istituzione. Avvertivo i miei uomini che alcuni esponenti della Curia potevano essere lascivi". E almeno in un caso le proposte erano arrivate da "un autorevole cardinale" (Repubblica, p. 19).

In effetti già papa Bergoglio aveva sottolineato che "bisogna distinguere tra l'essere gay e fare lobby. Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarlo? Le lobby, invece, non sono una buona cosa".

7 - LA (VERA?) STORIA DEL SESSO PER CONTRATTO CON L'ASSESSORE
Ricordate la storia del forzitaliota abruzzese De Fanis, assessore regionale alla cultura che aveva messo nero su bianco l'obbligo di quattro prestazioni sessuali al mese da parte della segretaria? Adesso arriva il verbale di lei, che spiega che è stata minacciata con una pistola: "Mi obbligava a fare sesso'. Ecco il contratto hard tra l'assessore e la segretaria. Spunta il foglio firmato dal politico abruzzese Luigi De Fanis in cui promette soldi alla sua collaboratrice in cambio di incontri erotici quattro volte al mese.

Lui sigla il documento poi lo butta, ma la donna lo recupera dal cestino e lo consegna agli inquirenti assieme all'assegno". Racconto di lei al pm: "Un giorno è arrivato in ufficio con una pistola in una busta e me l'ha puntata in faccia". Non solo, ma voleva anche uccidere la moglie fabbricando un veleno artigianale (fa il medico) "perché il suo piano era riscuotere l'assicurazione, visto che aveva uno scoperto di 70mila euro" (Repubblica, p. 21).
Se andiamo avanti così, in un prossimo verbale ci toccherà leggere che il sisma dell'Aquila è stato causato dal focoso De Fanis.

8 - TELECOM-MEDIA ALLA SPAGNOLA
Per non disturbare il disimpegno delle banche, il governino di Mezze Intese si guarda bene dall'intervenire sulla partita di Telecom Italia. Ma il tempo passa e il redde rationem si avvicina. Affari&Sfiganza di Repubblica prova a tenere alta l'attenzione: "Telecom: finale di partita per i soci, fra tre mesi spagnola o vera ‘public company'. Telefonica deve trovare il modo di sfilare dal gruppo italiano Tim Brasil, entro aprile.

A quel punto si aprono ulteriori scenari con ipotesi di fusioni che potrebbero riguardare anche Mediaset. Se non ci riuscirà, si aprirà un capitolo nuovo e si chiuderà l'era aperta dalle scalate". Fondamentale - e tutto politico - anche il nodo della rete: "La telenovela dello scorporo. Tavoli, cabine e commissioni allontanano ogni decisione. Tutti si dicono disponibili a riaprire le trattative, il vice ministro Catricalà lo chiede ogni giorno a gran voce, ma il premier ha avocato a sé la competenza in esclusiva" (pp. 2-3). E come si vede, Lettanipote ci lavora alacremente.

9 - NON SONO STATO, IO
"Fondazione Valore Italia, il funerale impossibile costa 50 milioni". Sul CorrierEconomia, Sergio Rizzo racconta l'ennesima incredibile storia di sprechi pubblici (p. 1). Dieci anni di vita, una missione mai portata a termine per far nascere l'Esposizione permanente del Made in Italy. Il commissario Maliconico si è dimesso, il commissariamento annullato. Nessuno può avviare la liquidazione prevista dalla legge". Poi uno si chiede perché, quando un politico promette la "promozione del made in Italy", la gente cambia canale.

10 - AGENZIA MASTIKAZZI (PLANETARIA) Prima pagina di Repubblica: ‘Carla Bruni: ‘Non ho nostalgia dell'Eliseo".
colinward@autistici.org

 

 

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