giorgia meloni carlo nordio sergio mattarella

FIATO SUL COLLE – LA FIRMA DI MATTARELLA SULL’AUTORIZZAZIONE ALLA PRESENTAZIONE AL PARLAMENTO DEL DDL NORDIO È UN ATTO DOVUTO, MA IL CAPO DELLO STATO HA FATTO CAPIRE ALLA MELONI CHE LA NORMA CHE ABROGA L’ABUSO D’UFFICIO POTREBBE ESSERE BOCCIATA IN FASE DI PROMULGAZIONE – IL REATO È PREVISTO DALLA LEGGE EUROPEA, ED È STATO CITATO ESPLICITAMENTE DA UNA RECENTE DIRETTIVA UE, PERALTRO CONDIVISA UFFICIALMENTE DAL GOVERNO ITALIANO…

Estratto dell’articolo di Giuseppe Salvaggiulo per “La Stampa”

 

giorgia meloni alfredo mantovano adolfo urso sergio mattarella

Se non sarà modificata, la norma del ddl Nordio che abroga l'abuso di ufficio è destinata a essere bocciata dal presidente della Repubblica, nel momento in cui sarà chiamato a firmare la legge per farla entrare in vigore. La strada tracciata dal capo dello Stato nel colloquio riservato davanti alla Vetrata è ora chiara alla presidente del Consiglio.

 

L'ipotesi che il Quirinale rifiuti l'autorizzazione alla presentazione in Parlamento del disegno di legge sulla giustizia è frutto di analfabetismo costituzionale. L'atto è dovuto, un tagliando di regolarità formale. Ma serve a mettere il Quirinale a conoscenza del contenuto delle iniziative del governo, in modo da poter esercitare le sue prerogative, anche informali. Cosa che Sergio Mattarella ha fatto nel vis-à-vis con Giorgia Meloni. Il presidente della Repubblica ha spostato la palla sul ben più penetrante controllo in sede di promulgazione di una legge che ha compiuto tutto l'iter parlamentare. […]

 

sergio mattarella giorgia meloni

Mattarella è molto sensibile alle manifestazioni disfunzionali degli altri poteri costituzionali. Il 24 febbraio si è fatto sentire sulla legge di conversione del decreto milleproroghe, gonfiata dal Parlamento con 205 misure dalle originarie 149. Non potendo rifiutare la promulgazione (il decreto era in vigore da quasi due mesi), Mattarella ha accompagnato la firma con una lettera in cui richiama all'ordine governo e parlamento.

 

giorgia meloni carlo nordio

[…] Mattarella è stato parco nel rinvio di leggi alle Camere. Anche perché ormai le leggi derivano quasi esclusivamente da decreti, su cui è più utile far valere le stesse ragioni nella moral suasion con il governo. Durante la cerimonia del ventaglio del 30 luglio 2015, sei mesi dopo l'elezione, Mattarella annunciò la sua interpretazione del potere di rinvio, riservandosi di usarlo «soltanto quando riscontri una chiara violazione della Costituzione, un chiaro contrasto con la Costituzione».

 

sergio mattarella giorgia meloni alla riunione del Consiglio Supremo di Difesa

Due anni dopo, ricevendo alcune scolaresche al Quirinale, precisò: «C'è un caso in cui posso, anzi devo non firmare: quando arrivano leggi che contrastano palesemente, in maniera chiara, con la Costituzione». Era il 26 ottobre 2017. Al giorno successivo risale l'unico caso di mancata promulgazione di una legge nel corso della sua (doppia) presidenza.

 

Mattarella rinviò alle Camere la legge «per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo». Questo precedente è stato esplicitamente richiamato alla premier Meloni. Allora Mattarella motivò il rinvio adducendo in particolare «evidenti profili di illegittimità costituzionale» in riferimento all'articolo 117 della Costituzione, secondo cui «la potestà legislativa è esercitata nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali». La norma che prevedeva solo una sanzione amministrativa per chi finanzia la produzione di quelle armi violava le convenzioni di Oslo e di Ottawa, che impongono sanzioni penali.

 

LEGA NORDIO - MEME BY EMANUELE CARLI

Anche oggi è il rispetto del diritto europeo e dei trattati internazionali il problema squadernato sotto gli occhi della premier. Nel caso del ddl Nordio, il faro è acceso sulla norma che cancella il reato di abuso di ufficio. La questione era già stata sollevata un paio di mesi fa nelle audizioni parlamentari da numerosi giuristi.

 

L'Italia aderisce con altri 188 Paesi alla convenzione Onu di Merida contro la corruzione, che all'articolo 19 impone di «conferire carattere di illecito penale al fatto per un pubblico ufficiale di abusare delle proprie funzioni o della propria posizione al fine di ottenere un indebito vantaggio per sé o per un'altra persona o entità». Una fattispecie corrispondente all'abuso di ufficio.

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

 

C'è di più. All'inizio di maggio la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per uniformare e rafforzare le misure anti corruzione, come reazione al Qatargate. L'abuso di ufficio, assieme al traffico di influenze, è esplicitamente citato tra i reati da contrastare […] Prima di redigere il suo testo, la commissione Ue ha interpellato gli Stati membri. Hanno risposto 25 su 27. Tutti hanno detto che l'abuso di ufficio è già previsto come reato […]. Anche il governo Meloni ha risposto a Bruxelles in questo senso. Salvo proporre di abolirlo con il ddl Nordio. Qualche settimana dopo.

CARLO NORDIO GIORGIA MELONI - FOTOMONTAGGIO IL FATTO QUOTIDIANOGIORGIA MELONI CARLO NORDIO nordio meloniGIORGIA MELONI - CARLO NORDIO - ILLUSTRAZIONE - IL FATTO QUOTIDIANOsergio mattarella giorgia meloni alla riunione del Consiglio Supremo di Difesa

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