poletti figlio manuel giuliano

CERVELLI CHE NON FUGGONO: IL FIGLIO DI POLETTI FA IL DIRETTORE DELLE RIVISTE DELLE COOP, DIRETTE DAL PADRE PER ANNI E FINANZIATE CON MOLTI SOLDI PUBBLICI - LE OPPOSIZIONI DEPOSITANO UNA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO IL MINISTRO, ''COMPORTAMENTO INADEGUATO AL RUOLO, AFFERMAZIONI GRAVISSIME''

 

1. LAVORO: DEPOSITATA MOZIONE SFIDUCIA CONTRO POLETTI

 (ANSA) - E' stata depositata questa mattina al Senato una mozione di sfiducia nel confronti del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, firmata dai senatori di Sinistra italiana, del M5S, della Lega e di alcuni senatori del Gruppo Misto. Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa di Sinistra italiana al Senato. Il Ministro - si legge nella mozione - "ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un'occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili".

MANUEL E GIULIANO POLETTIMANUEL E GIULIANO POLETTI

 

In particolare - si legge nella nota di Sinistra Italiana - la mozione di sfiducia ricorda la dichiarazione "inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini" del Ministro Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle Camere e alla convocazione delle elezioni politiche, e le "affermazioni gravissime" dello stesso Ministro sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all'estero.

 

 

2. POLETTI JR. NON EMIGRA: LAVORA NEL FEUDO DI PAPÀ E PRENDE SOLDI PUBBLICI

Paolo Bracalini per il Giornale

 

Tra i milioni di giovani rimasti in Italia, a riprova che «non è che qui sono rimasti solo i pistola» come sostiene il ministro del Lavoro Giuliano Poletti (contro cui il M5s presenterà una mozione di sfiducia), c' è anche suo figlio, Manuel Poletti.

 

giuliano poletti  6giuliano poletti 6

Poletti jr, uno dei due pargoli dell' ex presidente di Legacoop, non ha mai sentito la necessità di partire per l' estero per cercare un impiego fuori dall' Italia, unendosi così a quell' esercito di espatriati che, sempre citando il ministro, in molti casi «è bene che stia dove è andata perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi». Manuel Poletti, infatti, si è inserito bene nel mondo del lavoro, traducendo la sua passione per il giornalismo in una brillante carriera, già direttore poco più che trentenne.

 

giuliano poletti  1giuliano poletti 1

Prima il figlio di Giuliano Poletti, ex segretario del Pci di Imola e poi consigliere Pds alla Provincia di Bologna, è stato preso dall' Unità (quotidiano organo del Pci-Ds-Pd) come corrispondente da Imola. Tempo di farsi le ossa come cronista, e Poletti jr riesce a fare il balzo. Dove? Nel mondo delle coop rosse, fiorente industria soprattutto nella rossa Emilia Romagna. Una passione che spesso si tramanda in famiglia, ed è proprio quel che è successo in casa Poletti.

 

Dopo l' Unità, il figlio del ministro Poletti (che, a riprova che le occasioni in Italia si trovano se ci si impegna, è ministro del Lavoro col diploma di perito agrario) è passato a guidare alcuni settimanali locali controllati da cooperative associate a Legacoop, la potente associazione che proprio suo padre ha presieduto per più di dieci anni, dal 2002 al 2014, prima di essere chiamato a Roma dal premier Renzi.

Attualmente Poletti jr è presidente di Media Romagna soc.coop., una cooperativa che fa parte di LegaCoop Romagna.

 

La coop del figlio del ministro si occupa di comunicazione, ed edita un giornale di cui è direttore lo stesso Manuel Poletti, SetteSereQui, nato dalla fusione di tre precedenti testate della provincia di Ravenna. Come cooperativa editoriale, il gironale di Poletti jr ha ottenuto i contributi pubblici all' editoria. Parecchi: 191mila euro nel 2015, 197mila nel 2014, e 133mila nel 2013.

 

tweet giuliano poletti  5tweet giuliano poletti 5

Più di mezzo milione di euro in tre anni. «In questa veste di imprenditore-cooperatore, oltre che di socio e lavoratore della sua cooperativa, Manuel Poletti sta seguendo in parte le orme del padre muovendo passi importanti all' interno di Legacoop Romagna - scriveva Italia Oggi -. È lui infatti a guidare il neonato network ribattezzato Treseiuno, una rete di cooperative romagnole attive nei settori della comunicazione e dell' informatica nata con lo scopo di fare massa critica e intercettare nuovi mercati e possibilità di sviluppo».

 

L' obiettivo del network di coop lo ha spiegato lo stesso Poletti jr al notiziario associativo Romagna Cooperativa: «Proporci come fornitori di servizi avanzati ad associazioni e imprese. E non solamente del mondo cooperativo». In particolare si punta a fornire servizi a «Fico», la grande «Fabbrica italiana contadina» di Bologna progettata dal gruppo Eataly di Oscar Farinetti, grande sponsor del Pd di Renzi, di cui Poletti senior è stato (ed è ancora, con Gentiloni) ministro.

 

SALVATORE BUZZI E GIULIANO POLETTISALVATORE BUZZI E GIULIANO POLETTI

Incroci inevitabili, coincidenze fatali, a prescindere dal sicuro merito e impegno dietro alle carriere. Così come sarebbe malevolo voler vedere per forza un marchio parentale anche nella linea politica del giornale-coop diretto dal figlio del ministro-ex Legacoop. Ad esempio sul referendum, il direttore Poletti jr ha firmato un editoriale-appello il giorno prima del voto: «Basta un Sì per un Paese migliore». Disdetta per la famiglia Poletti, ha stravinto il No. Si vede che non sono andati via abbastanza buoni a nulla.

 

 

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