lorenzo fioramonti luigi di maio

CHE DOLCI QUESTI GRILLINI CHE SI ACCORGONO SEMPRE TROPPO TARDI COME ''NEL M5S IL DISSENSO NON È AMMESSO, O TACI O ESCI''. ORA È IL TURNO DI FIORAMONTI, L'ULTIMO FUORIUSCITO. ''DI MAIO NON LO SENTO DA SETTIMANE, GRILLO NEANCHE, CASALEGGIO VISTO UN PAIO DI VOLTE IN VITA MIA. LA PIATTAFORMA ROUSSEAU È INADEGUATA, INUTILMENTE COSTOSA (COSTA 1,5 MLN L'ANNO, NEL MERCATO SAREBBERO 30MILA)''. BEN SVEGLIATO - E SUL PARTITO CHE STA METTENDO IN PIEDI…

 

 

Concita De Gregorio per “la Repubblica”

 

Intervista all' ex ministro che ha lasciato il governo e il Movimento di Concita De Gregorio Lorenzo Fioramonti - 42 anni, laureato in filosofia, storico dell' economia, teorico dell' economia del benessere (wellbeing economy), ex ministro dell' Istruzione per il Movimento Cinque Stelle, che ha da pochi giorni abbandonato - risponde al telefono dalla Germania, il paese di sua moglie, dove ha trascorso le vacanze dai suoceri. «Sono entrambi ammalati di Alzheimer.

luigi di maio lorenzo fioramonti

Quando suono il piano li sento che si chiedono a vicenda: chi è l' uomo che sta suonando? È un grandissimo tema, questo della qualità della vita nell' età ultima.

Meriterebbe una riflessione collettiva, politica. Sono stati - questi, per noi - giorni belli e difficili».

 

Professor Fioramonti, lei è stato al governo fino a pochi giorni fa. La stupisce che l' Italia fosse all' oscuro dell' attacco in cui è stato ucciso il generale Suleimani?

«Di Trump non mi stupisce nulla. Mi stupisce la subalternità dei nostri governi alle sue politiche».

 

Che conseguenze teme?

lorenzo fioramonti

«Scatenare un conflitto in una parte del mondo così delicata, che ha così tanto sofferto, è irresponsabile. Conosco bene l' Iran. Ho lavorato a lungo a un progetto di ricerca con l' università di Teheran. È un Paese colto, sofisticato, con livelli di istruzione fra i più alti del mondo e grandi possibilità di emancipazione. Le forze progressiste e quelle conservatrici si fronteggiano. I miei colleghi, lì, lamentano la miopia dell' Occidente: gli attacchi rafforzano il conservatorismo e l' estremismo».

 

Crede che il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, abbia la capacità di gestire una crisi così complessa?

«Bisogna dargli tempo. Servono controllo e coraggio. La politica estera non è una dependance dell' economia. A volte i neofiti non hanno coraggio per paura di ciò che non conoscono. Non mi riferisco solo al problema linguistico. Di Maio ha intuito.

Speriamo».

 

Da quanto non vi sentite?

«Da qualche settimana. Avremmo dovuto vederci domani ma non accadrà: sono uscito dal Movimento».

 

Con amarezza?

«Diciamo che il mio gruppo mi ha attaccato come se fossi un nemico».

 

Ha sentito Grillo?

«No».

 

Casaleggio?

alfonso bonafede lorenzo fioramonti

«Assolutamente no. L' ho incontrato fugacemente un paio di volte in vita mia. Del resto credo che sappia cosa penso della piattaforma Rousseau: inadeguata, inutilmente costosa (un milione e mezzo l' anno, a prezzi di mercato ne costerebbe 30 mila), farraginosa. È sbagliato persino il modo in cui vengono poste le domande, declinate in modo da assecondare e incoraggiare risposte prevedibili».

 

Cosa rimprovera al Movimento?

«L' impossibilità di un confronto critico. Non è ammesso il dissenso, non c' è ascolto. I panni sporchi in famiglia. Per il resto: si tace o si esce».

 

Se ne è reso conto nelle ultime settimane? Mai negli anni da sottosegretario e da ministro?

«Sono sempre stato critico in modo esplicito. A volte ci si dimentica cosa sono le cinque stelle. Acqua pubblica, mobilità sostenibile, ambiente. L' economia del benessere è ciò a cui ho dedicato tutta la mia vita di studi. Serve un' alleanza di governi che puntino al benessere sociale e ambientale, non alla crescita del Pil. Ci sono quattro governi che hanno preso a modello i miei lavori accademici, le mie proposte: Scozia, Finlandia, Nuova Zelanda, Islanda. Quattro giovani donne coraggiose. Volevo provare a farlo anche in Italia».

 

Voleva o vuole?

lorenzo fioramonti 3

«Voglio. Ma non potevo più fare la figurina da esibire».

 

In che senso figurina?

«Se mi chiami per le mie competenze non puoi non tenerle in nessun conto. Sa quante volte mi sono trovato in imbarazzo?»

 

Cominci dalla prima.

«È successo dopo pochi mesi. Avevo conosciuto di Maio alla presentazione di un mio libro, "Presi per il Pil". Mi avevano invitato per mail, non avevo nessuna relazione personale. Qualche tempo dopo Di Maio mi chiese se volevo aiutarlo a individuare una possibile squadra di governo. Era Natale del 2017. Gli presentai Pasquale Tridico, l' attuale presidente Inps, Andrea Roventini del Sant' Anna di Pisa, altri. Lo accompagnai in un paio di missioni estere ad accreditarsi con banchieri, investitori stranieri. Alla Borsa di Londra. Ci sentivamo quasi quotidianamente. Fino a maggio 2018. Il 9 mi trovavo a Firenze per la Festa dell' Unione europea con Tridico, Roventini e economisti di tutta Europa.

 

Apprendemmo che si era redatto un contratto di governo con la Lega. Nessuno di noi ne sapeva niente. I colleghi stranieri ci chiedevano: perché siete qui e non a quel tavolo? Poi uscì quella foto, del contratto: c' erano un giornalista, un esperto di comunicazione».

 

Lei era contrario all' alleanza con la Lega. Come mai è entrato in quel governo da sottosegretario?

«Mi proposero di fare il ministro delle Infrastrutture e risposi di no.

fioramonti

Poi tornarono alla carica, avevano bisogno di una persona competente all' Istruzione. Me lo chiesero come un favore, si era a poche ore dalla presentazione della squadra».

 

Glielo chiese Conte?

«No, la segreteria di Di Maio».

 

La segreteria?

«Sì, lo staff. Chiamò Alessio Festa.

Disse che li avrei messi in grande difficoltà rifiutando. Chiesi la massima autonomia e me la garantirono».

 

Sempre Festa, gliela garantì?

«In quell' occasione parlai con lui».

 

Anche per l' incarico da ministro l' ha chiamata lo staff?

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 3

«No, in questo caso Di Maio. Avevamo avuto molte polemiche, anche aspre. Non me l' aspettavo affatto. Ero in Germania, Di Maio mi chiamò a poche ore dal giuramento. Sorpreso, ne discussi in famiglia. Mia moglie, che è economista, sostiene che bisogna sempre fare politica coraggiosamente quando ne sia data possibilità. Parlammo fino a tardi, presi l' ultimo volo Easy Jet. A Conte dissi subito che se per la scuola non avessi avuto almeno un miliardo in più mi sarei dimesso.

 

Nel primo colloquio. Uno e sei erano già impegnati per il rinnovo del contratto dei docenti. Ne servivano almeno altrettanti: fui chiarissimo».

 

E invece niente soldi, molte polemiche. Prima sul crocifisso in classe

«Ho detto che nella mia scuola ideale non dovrebbero esserci simboli religiosi. L' ho detto da persona che pratica da anni il dialogo interreligioso, che ha incontrato papa Francesco, che è stato in Israele più volte, che studia ebraico antico e che è un patito di don Milani. Non dovrebbero esserci».

beppe grillo davide casaleggio 7

 

Poi sulle sue proposte di microtasse per finanziare la scuola. Le merendine, le bibite gassate, i viaggi aerei.

«All' inizio avevo proposto di rimodellare l' Iva, aumentarla sui consumi dannosi. Avremmo avuto 5 miliardi da reinvestire».

 

Le hanno risposto che tassare le bibite gassate e le merendine è cosa da Stato etico. Il primo a criticarla fu Di Maio.

«Indice di un' ignoranza profonda.

Il sistema fiscale è sempre un sistema di indirizzo, se no tutto sarebbe tassato allo stesso modo. Il fisco tiene in considerazione i bisogni, le priorità. La salute, naturalmente. In Austria un governo di centrodestra ha aumentato le imposte sui voli aerei.

 

Da noi è arrivato il no dal ministero: avremmo danneggiato Alitalia, hanno detto. D' altra parte la politica in questo governo non si fa in consiglio dei ministri ma nelle riunioni di maggioranza. Non sai mai chi decide. Io mi sono trovato a leggere sui giornali che l' Agenzia nazionale della Ricerca era in programma per il 2020».

 

Non sapeva chi avesse deciso?

«Credo che facesse piacere a Conte, ma non so».

 

Rocco Casalino, il portavoce, non la avvisava?

«Quello della comunicazione è un gruppo chiuso. Decidono chi deve parlare, quando, di che cosa.

Hanno un filtro di "controllo qualità" che agli esordi del Movimento, viste le inesperienze, poteva avere un senso ma oggi è soffocante. Una camicia di forza».

 

È vero che sta preparando il partito di Conte?

«Sarei in contatto con Conte, in questo caso».

 

Invece?

«Ci ho parlato per avvisarlo delle mie dimissioni, prima di Natale. Ho chiamato il presidente Mattarella e lui. Siamo rimasti che ci saremmo aggiornati, non l' ho più sentito. Gli ho mandato un whatsapp e non ha risposto».

beppe grillo davide casaleggio 5

 

E Mattarella? L' ha sentito di nuovo?

«No. Ho molto rispetto, direi deferenza. Aspetto l' occasione per dirgli quanto abbia apprezzato il suo discorso di fine anno, specie la parte sui giovani. È emozionante che i ragazzi manifestino con chiarezza le loro idee. Anche i miei figli lo fanno».

 

Quanti anni hanno i suoi figli?

«Nove e cinque».

 

Manifestano?

«Sì, sono andati con la mamma in piazza, coi loro cartelli sul clima. La scuola in Germania fa un' educazione capillare allo sviluppo sostenibile. E adesso, ne sono orgoglioso, anche noi. La crisi climatica è materia obbligatoria: siamo i primi al mondo».

 

Che cosa sarà Eco, la forza che sta preparando: un gruppo parlamentare?

rousseau il sistema operativo

«In principio doveva essere un' associazione culturale per promuovere l' ecologia dell' economia. L' ecologia, che significa studio della casa, è alla radice dell' economia, le regole della casa. Non c' è una forza dentro il Parlamento che rappresenti i valori ambientali ecologisti moderni. Avevamo pensato a un intergruppo, ma non potevo farlo da ministro. Ora arrivano moltissime sollecitazioni da parlamentari del Pd, di Leu, del misto e del Movimento. Vedremo.

La formazione di un gruppo parlamentare dipenderà da quanti saremo, alla fine».

 

Il debutto sarà a fine gennaio?

«Forse primi di febbraio. A Roma, in Parlamento. Un incontro pubblico con amministratori, presidenti di Regione, parlamentari».

rousseau voto sul processo a salvini 4

 

Ci sarà anche il sindaco di Parma, Pizzarotti?

«Credo che ci siano contatti, sì».

 

Conta di restare in politica a fine legislatura?

«Qualche giorno fa le avrei detto: torno a insegnare. Ma se attorno a Eco si creeranno le condizioni per tirare fuori l' Italia dalle sabbie mobili della politica credo che sia un dovere restare».

 

Anche se si creerà una lista: altrimenti dove si candida?

«Non ci ho mai pensato».

 

Sua moglie insiste nell' incoraggiarla?

«Con un po' più di prudenza. Il livello di violenza verbale della politica lascia sgomenti. Ma queste sono le battaglie che abbiamo fatto insieme da quando ci conosciamo.

Mattarella

Parliamo spesso delle donne che stanno cambiando il mondo, alla guida dei governi di cui le dicevo.

Sono loro i veri leader. Non certo Trump o Putin. In Italia, ci diciamo spesso, mancano donne alla guida dei processi politici».

 

Anche nel caso di Eco. O ci saranno donne alla guida?

«Ci saranno. Speriamo anche alla guida del Paese. Creare le condizioni perché le donne governino è ecologia dell' economia».

DI MAIO E PIZZAROTTI

 

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...