matteo salvini gianluca savoini

PERCHÉ LA LEGA DOPO L’INCONTRO MOSCOVITA DI SAVOINI HA INSERITO UN EMENDAMENTO ALLA LEGGE “SPAZZACORROTTI” PER CANCELLARE IL DIVIETO DI FINANZIAMENTO ESTERO AI PARTITI? – LA MODIFICA NON È PASSATA. MA AD APRILE 2019 INVECE, NEL DECRETO CRESCITA, COMPARE UNA DEROGA NON DA POCO AL DIVIETO DI FINANZIAMENTO ESTERO: “ALLE FONDAZIONI, ASSOCIAZIONI E COMITATI NON SI APPLICA”

Da www.lettera43.it

vladimir putin e gianluca savoini

 

A cavallo tra ottobre e novembre del 2018, la Lega presentò un emendamento che avrebbe cancellato il divieto di finanziamento ai partiti da parte di uno Stato straniero. A rivelarlo, il 12 luglio, è stato il quotidiano Repubblica, sottolineando come il blitz del Carroccio sia avvenuto pochi giorni dopo l’incontro per parlare di possibili finanziamenti alla Lega tra il neo indagato Gianluca Savoini, consigliere di Matteo Salvini, ed emissari del presidente russo Vladimir Putin.

 

L’EMENDAMENTO ALLA LEGGE “SPAZZACORROTTI”

GIANLUCA SAVOINI AL VERTICE FRA I MINISTRI DELL INTERNO NEL LUGLIO DEL 2018 A MOSCA

L’emendamento in questione aveva l’obiettivo di modificare l’articolo 7 della legge “Spazzacorrotti” (per esteso “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione”), cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, con cui in quei giorni non mancarono tensioni sul tema. In particolare, nel mirino della Lega finì il comma 2: «Ai partiti e ai movimenti politici è fatto divieto di ricevere contributi provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri, da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero o da persone fisiche maggiorenni non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto». Quella norma secondo noi andava cancellata perché vietava per esempio a un’associazione di veneti emigrati di inviarci un contributo qualsiasi

matteo salvini vladimir putin luigi di maio

 

 

Il Carroccio depositò un emendamento a firma di nove deputati tanto stringato quanto eloquente: «Sopprimere il comma 2». L’emendamento, alla fine, fu ritirato. Per la precisione, il 18 novembre del 2018. Esattamente un mese dopo l’incontro di Mosca che oggi scuote la Lega.

 

igor iezzi matteo salvini

Parlando a Repubblica, uno dei nove firmatari di quell’emendamento, il fedelissimo di Salvini Igor Iezzi, giustifica così il blitz leghista: «Quella norma secondo noi andava cancellata perché vietava per esempio a un’associazione di veneti emigrati, che è persona giuridica con sede all’estero, di inviarci un contributo qualsiasi. Una carognata vera ricollegarlo alla storia dei russi di questi giorni. Sono arrivati a tanto?».

 

LA DEROGA INSERITA NEL DECRETO CRESCITA

matteo salvini gianluca savoini a mosca

 

Divenuto legge lo” Spazzacorrotti”, e con esso la norma che vieta i finanziamenti esteri ai partiti, la Lega spostò il mirino sul decreto Crescita. Riferisce ancora Repubblica: «All’articolo 43 (lettera d) compare una deroga non da poco al divieto di finanziamento estero: “Alle fondazioni, associazioni e comitati non si applica”».

 

Il M5s riuscì a depotenziare la deroga con un emendamento che vieta alle fondazioni di devolvere gli eventuali finanziamenti esteri ai partiti. «Argine effimero, fanno notare i tecnici in materia, dato che», spiega Repubblica, «è già difficile collegare una fondazione a un partito di riferimento. Figurarsi monitorare tutti i suoi canali di finanziamento».

 

 

 

 

HOTEL METROPOL MOSCA

 

matteo salvini vladimir putin luigi di maio

 

 

 

 

matteo salvini vladimir putin gianluca savoin

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?