emmanuel macron coronavirus

IL FONDO PER NON TOCCARE IL FONDO - MACRON: ''L'UNIONE È AL MOMENTO DELLA VERITÀ. DOBBIAMO DECIDERE SE È UN PROGETTO POLITICO O SOLO UN MERCATO. IO PENSO SIA IL PRIMO E QUINDI SERVONO TRASFERIMENTI FINANZIARI E SOLIDARIETÀ. SERVE UN RECOVERY FUND PER I PAESI CHE A CAUSA DELL'ALTO DEBITO POSSONO SPENDERE MENO, E RISCHIANO DI SALTARE SOTTO I COLPI DELLA CRISI. SENNÒ I POPULISTI VINCERANNO IN ITALIA, SPAGNA, FORSE IN FRANCIA''

1. MACRON: "FONDO COMUNE O L'UE RISCHIA IL CROLLO"

Alberto D’Argenio per “la Repubblica”

 

CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON

Emmanuel Macron lancia la carica: l' Unione è arrivata «al momento della verità», i leader devono «decidere se è un progetto politico o solo un mercato. Io penso sia un progetto politico e quindi servono trasferimenti finanziari e solidarietà». Il presidente francese parla al Financial Times a una settimana dal cruciale vertice Ue sulla risposta alla crisi economica da coronavirus. Schiera ancora la Francia sulla linea di Italia e Spagna, in netta contrapposizione con la Germania di Angela Merkel: «Non c' è altra scelta» - spiega dall' Eliseo - se non creare un fondo «che possa emettere debito comune con garanzie comuni» per finanziare la ripresa. Altrimenti l' Unione rischia il collasso.

 

La Francia insiste, vuole un Recovery Fund che rastrelli sul mercato almeno 500 miliardi per sostenere i Paesi che a causa dell' alto debito possono spendere meno, rischiando di saltare sotto i colpi della crisi.

«Se non lo facciamo, io vi dico che i populisti vinceranno in Italia, in Spagna, forse in Francia e altrove».

 

L' idea è sostenuta da 14 partner, ma è bloccata da Germania, Olanda, Austria, Finlandia, Svezia e Danimarca. Consapevole della necessità di trovare un accordo tra le due fazioni, in particolare con Berlino, Macron aggiunge: «Ho un dialogo permanente» con Angela Merkel e l' olandese Mark Rutte.

 

lagarde merkel macron

Iniziano dunque le danze in vista del burrascoso vertice di giovedì prossimo. Un antipasto ieri è arrivato alla riunione dei ministri delle Finanze dei 27, durante la quale Roberto Gualtieri, insieme ai colleghi di Francia, Spagna e Portogallo, si è schierato sul Fondo per la ripresa, in contrapposizione con i nordici.

 

Intanto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, davanti al Parlamento europeo presieduto da David Sassoli ha affermato che «l' Unione deve presentare una scusa sentita all' Italia, ma le scuse valgono solo se si cambia comportamento». Ecco perché von der Leyen lavora a un Piano Marshall che possa mettere d' accordo tutti. Si fonderà su una proposta di bilancio Ue 2021-2027 più corposo e capace di andare sui mercati per raccogliere i soldi necessari alla ripresa. La filosofia è tedesca: lasciare la gestione a Bruxelles per rassicurare gli elettori che i fondi non saranno sprecati per le cicale del Sud e mascherare i bond come iniziativa comunitaria che esclude la mutualizzazione dei debiti nazionali.

MERKEL E MACRON SGHIGNAZZANO

 

 Mentre i nordici vogliono allungare i tempi, i Paesi del Club Med chiedono di partire subito, senza dover arrivare al 2021 con i soli 500 miliardi messi in campo da Mes, Bei e Commissione. Von der Leyen lavora a un compromesso, uno "strumento ponte" da attivare solo in caso di necessità. Ma il pressing è tale che ieri i 5Stelle a Bruxelles sono arrivati al punto di votare contro il paragrafo della risoluzione che chiedeva la creazione di Recovery Bond all' interno del bilancio comunitario.

EPA Il presidente francese Macron.

 

 

2. MACRON STRINGE ALL'ANGOLO LA MERKEL VON DER LEYEN: «SCUSE ALL'ITALIA»

Antonio Pollio Salimbeni per “il Messaggero”

 

La Ue «non ha scelta»: va creato un fondo per la ripresa continentale che rafforzi le misure anticrisi già prese. «Potrebbe emettere debito comune con garanzie comuni» per finanziare gli stati secondo le loro necessità e non secondo la dimensione delle loro economie. A meno di una settimana dall'ennesimo vertice dei capi di stato e di governo (giovedì prossimo), il presidente francese Macron conferma la sua linea per sostenere in modo solidale l'uscita rapida dalla recessione che includa tutti i paesi e non si caratterizzi come una corsa a chi guadagna le posizioni migliori.

 

mark rutte giuseppe conte

In una intervista al Financial Times, si appella al senso di responsabilità dei leader Ue sapendo di avere con sé molto consenso, di Italia e Spagna innanzitutto, poi di altre 8-9 nove paesi. E sapendo che l'opposizione del fronte del Nord e della Germania alle emissioni di debito comune resta forte. Inutile disegnare scenari di rottura franco-tedesca: erano e restano improbabili. Intanto il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen incalza i Paesi europei: «La Ue chiede scusa all'Italia».

 

IL PRESSING

Il dialogo con la cancelliera Merkel «è permanente», precisa Macron. Tuttavia la diversa impostazione è evidente. Stando alle valutazioni del Fondo monetario i due paesi soffrono della crisi economica in misura diversa: la Francia più della Germania. Il messaggio di Macron è chiaro: se non prevale la solidarietà «vinceranno i populisti oggi, domani e dopodomani in Italia, Spagna, forse in Francia e altrove. Se la Ue è un progetto politico il fattore umano è la priorità, entra in gioco la solidarietà, l'economia segue».

 

DAVID SASSOLI URSULA VON DER LEYEN

E ancora: «Non possiamo avere un mercato unico in cui alcuni sono sacrificati, non è più possibile avere dei finanziamenti non mutualizzati per spese che stiamo sostenendo per contrastare il covid-19 e che avremo per la ripresa». È il momento di andare «contro tutti i dogmi», lo stanno facendo tutti gli stati inclusi i più liberisti. Sarebbe un errore storico insistere sul fatto che «i peccatori devono pagare».

 

La richiesta francese di riparazioni alla Germania dopo la prima guerra mondiale è stato un errore «colossale e fatale» che scatenò la reazione populista tedesca. Non ripetiamolo.

Difficile dire adesso quale sarà il punto di caduta del negoziato. Ieri si sono riuniti di nuovo i ministri finanziari, ma hanno trattato di sfuggita la questione del Fondo per la ripresa. Le posizioni restano quelle note e l'ostacolo emissione di debito comune sì-no è sempre li. Tuttavia è un fatto che Commissione, Consiglio Ue e sherpa stanno lavorando molto intensamente sul modo in cui usare il bilancio Ue 2021-2027 come moltiplicatore di capitali insieme a garanzie degli stati.

 

L'idea è che sia la Commissione a emettere bond, non gli Stati insieme. Per la presidente della Commissione von der Leyen il bilancio Ue sarà la chiave della ripresa, va usato come leva per gli investimenti» anticipando i fondi per farli partire subito. Si parla di mille miliardi che potrebbero mobilitare molto di più attraendo capitali privati. Von der Leyen ha parlato di qualche «migliaio di miliardi».

 

von der leyen

La ripresa non sarà simmetrica come lo shock che si è abbattuto sulle economie, ma asimmetrica, cioè diversa da paese a paese. Quindi, conclude von der Leyen, «coesione sociale e convergenza economica saranno più importanti rispetto al passato». Anche se non è certo una fan dei coronabond, la presidente è sulla stessa linea di Macron. Non a caso rileva che «molti erano assenti quando l'Italia ha avuto bisogno di aiuto all'inizio della pandemia e la Ue ora deve presentare una scusa sentita all'Italia, e lo fa. Ma le scuse valgono solo se si cambia comportamento».

 

LE TAPPE

Il ministro delle finanze francesi Le Maire ha difeso l'emissione comune di obbligazioni da parte di un «veicolo speciale» sostenuto dai governi, ma si è anche detto aperto a considerare soluzioni nel quadro del bilancio Ue. Il ministro Gualtieri ha confermato che per l'Italia la proposta francese «è la migliore soluzione» e che se si decidesse di agire attraverso il bilancio Ue sarà necessaria una forte accelerazione. I Nordici premono per fissare una data o condizioni per sapere in anticipo quando il nuovo fondo dovrà chiudere.

OLAF SCHOLZ BRUNO LE MAIRE

 

In un'intervista a vari quotidiani europei, Le Maire ha confermato che la nuova linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità potrà essere usata per le spese sanitarie anche indirette come quelle per sostenere lo stop all'attività delle imprese e dei servizi. Secondo il ministro francese c'è spazio per una trattativa perché l'emissione di debito comune è solo per il futuro e non viene proposta una mutualizzazione del debito passato, per un periodo limitato e per gli investimenti che dovrebbero essere decisi dalla Commissione, non dagli stati. Si tratta di aiuti, di sovvenzioni non di prestiti ai governi che li restituirebbero in base al peso del pil nazionale.

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