KIEV VE LO FA FARE? MOSCA NON CEDE DI UN MILLIMETRO SULL’UCRAINA E IN RUSSIA SERPEGGIA MALUMORE VERSO ZAR PUTIN - “FORBES” ADDIRITTURA IPOTIZZA UN “GOLPE STRISCIANTE” CONTRO IL CREMLINO, ORMAI ABBONDONATO DAI SUOI OLIGARCHI

Anna Zafesova per http://www.lastampa.it/

LUKASHENKO MERKEL PUTIN HOLLANDE POROSHENKOLUKASHENKO MERKEL PUTIN HOLLANDE POROSHENKO

 

Nonostante lo speaker della Duma Sergey Naryshkin avesse pronosticato dalle pagine del governativo «Rossiyskaya Gazeta» un agosto fatale, con «provocazioni dei politici occidentali», l’estate non sembra aver portato sorprese.

 

La televisione mostra le ruspe che schiacciano formaggi e pesche europee, la dogana vuole dare fino a 12 anni di prigione a chi importa alimentari occidentali vietati dal Cremlino, i cosacchi fanno raid nei supermercati a caccia di parmigiano, il responsabile della cultura del comune di Mosca vuole vietare nelle biblioteche «50 sfumature di grigio» e altri libri sul «sesso fuori dal matrimonio».

 

putin  - merkel  - hollande  - poroshenko putin - merkel - hollande - poroshenko

Vladimir Putin in Crimea si immerge con un batiscafo per recuperare preziosi relitti archeologici, i blogger sono terrorizzati dall’oscuramento di Wikipedia, accusata di «propaganda di narcotici», e i sondaggi mostrano che tutto questo gode dell’immancabile appoggio di più dell’80% dei russi. I tentativi di dialogo con l’Occidente sembrano abbandonati, come dimostrato anche dal vertice di oggi tra Angela Merkel, Francois Hollande e Petro Poroshenko sul conflitto ucraino: Putin non è stato invitato, e il “quartetto di Normandia” di fatto è diventato un “trio”.

 

IL GELO CON LA CANCELLIERA 

putin e poroshenkoputin e poroshenko

Uno smacco che potrebbe essere l’ultimo segnale dell’insofferenza della cancelliera verso il suo collega russo, dopo essersi convinta che è diplomaticamente incorreggibile. Non è escluso anche che gli europei vogliano fare pressioni per concessioni sull’autonomia dei territori controllati dai separatisti, una condizione posta da Mosca che blocca il negoziato di Minsk, da discutere senza mettere in imbarazzo Poroshenko. Il Cremlino ha reagito con insolito sangue freddo al mancato invito a Berlino: «Aspettiamo i risultati», ha commentato il ministro degli Esteri Serghey Lavrov. 

 

QUALCOSA È CAMBIATO 

putin nel sottomarino 5putin nel sottomarino 5

I cremlinologi, che come ai tempi sovietici deducono le svolte politiche dai trafiletti sui giornali, hanno notato un maggiore criticismo dei media, con campagne prima concesse solo ai blog dell’opposizione. Tra le vittime, alcuni fedelissimi del presidente, come il suo portavoce Dmitry Peskov, finito nel mirino per il costosissimo orologio sfoggiato al suo matrimonio e poi per il gossip sulla sua luna di miele, in Sicilia a bordo di uno yacht da sceicco. Un altro ex intoccabile finito sui giornali è stato il magnate Ghennady Timchenko. E il potentissimo capo delle ferrovie Vladimir Yakunin all’improvviso si è dimesso per diventare un comune senatore.

 

LE SANZIONI 

putin condona la poligamiaputin condona la poligamia

Si tratta di amici di Putin sotto sanzioni degli Usa e dell’Ue perché considerati pilastri del regime. Sul loro potere, la loro corruzione, il loro lusso e i loro rapporti di parentela e affari girano più leggende che fatti, ma dopo le sanzioni tutti hanno fatto dichiarazioni pubbliche di fedeltà al presidente (anche se Timchenko si è lamentato di non poter più usare il suo jet privato in America). L’improvviso tramonto di Yakunin è diventato il giallo dell’estate, e qualcuno lo vede come segno di screzi tra Putin e i suo falchi.

 

SEGNALI DI INSOFFERENZA? 

Il calcolo di Washington e Bruxelles era proprio questo: convincere i putiniani che il loro leader non era fonte di benefici, ma anzitutto di guai. La rivista americana «Forbes» ipotizza un «golpe strisciante» contro il padrone del Cremlino, ormai tradito dal suo “Politburò 2.0”. I segni di insofferenza dell’ala moderata del governo, e degli imprenditori, sono più visibili.

PUTIN A EXPO 2015PUTIN A EXPO 2015

 

Anche perché il rublo ha appena vissuto l’ennesima settimana nera, e la crisi cinese spegne le speranze riposte dal “Politburò 2.0” a oriente: nel 2015 gli investimenti della Cina in Russia sono scesi del 20%, e il nuovo calo dei prezzi del petrolio sta mettendo a rischio i contratti energetici di Mosca con Pechino.

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