salvini berlusconi tajani

FORZA ITALIA, ALLARME EUROPEE: SI RISCHIA IL FLOP - SI COMPLETA l’ACCORDONE TRA SALVINI E BERLUSCONI - ECCO LO SCHEMA DECISO PER LE PROSSIME REGIONALI. DEPUTATI E SENATORI AZZURRI NON PAGANO LE QUOTE AL PARTITO E BERLUSCONI TENTA IL RILANCIO 'LOW COST'... – E SUI TAGLI AL ‘GIORNALE’

Marco Antonellis per Dagospia

SALVINI BERLUSCONI

 

Mentre Antonio Tajani tenta di rilanciare il partito con la kermesse di Fiuggi e Silvio Berlusconi prosegue nel suo 'great game' con Matteo Salvini, i sondaggi riguardanti le prossime elezioni europee in mano a deputati e senatori azzurri non promettono nulla di buono. "Al momento gli eletti di Forza Italia si conterebbero sulle dita di una mano" spiegano parlamentari molto bene informati sui fatti. In poche parole Forza Italia alle europee rischia di eleggere al massimo 5 o 6 europarlamentari. Solo un numero così esiguo avrebbe la certezza dell'elezione (ed è per questo che Tajani, a dispetto della ritrosia dimostrata dal Cav, continua a sgolarsi per convincerlo a scendere in campo e candidarsi alle europee).

 

salvini berlusconi

Ma sono numeri troppo esigui per Silvio  Berlusconi che infatti non potendo più contare su numeri elettorali soddisfacenti preferisce rafforzare l'accordo tutto di potere con l'alleato (almeno sulla carta) Matteo Salvini. E proprio in questa ottica, in attesa dell'incontro per suggellare ufficialmente l'accordo, gli 'ufficiali di collegamento' tra i due partiti, dopo Rai, Consiglio di Stato e Csm avrebbero finalmente trovato un accordo definitivo anche sulle prossime elezioni regionali: l'accordo prevede che la Sardegna tanto amata dal Cavaliere finisca appannaggio della Lega di Salvini, il Piemonte invece vada ad un nominativo indicato da Forza Italia mentre si farebbe pari e patta (una a testa) con la scelta dei candidati in Abruzzo e Basilicata. In più nell'accordo entrerebbe di gran carriera anche la città di Bari che vedrebbe il centrodestra presentarsi unito.

 

Intanto, mentre Silvio Berlusconi ha scoperto con disappunto che sono molto meno del 50% i parlamentarti che finora hanno versato i trentamila euro dovuti al partito per la candidatura delle scorse elezioni politiche (ed in molti stanno addirittura chiedendo una rateizzazione del dovuto) si tenta di rilanciare il partito via web ed in maniera low cost: il partito del Cavaliere, starebbe già lavorando, al momento in via riservata, ad un grande portale web. La nuova piattaforma, che dovrebbe partire già nelle prossime settimane, permetterebbe persino il tesseramento on-line, addirittura tramite smartphone.

SALVINI BERLUSCONI

 

Non ci sarà più una molteplicità di siti ricollegabili a Forza Italia come accade ora e verranno chiusi quelli di Camera e Senato, assorbiti nel nuovo e più grande portale di Forza Italia. Ma c'è di più, perché Silvio Berlusconi vuole far diventare il nuovo sito una vera e propria piazza telematica dove fare politica, opinione, dibattito. Proprio per questo sono già state sondate numerose personalità della cultura, della società civile e dell'imprenditoria per collaborare alle varie tematiche che di volta in volta saranno trattate dal nuovo sito.

 

 

 

 

 

SILVIO BERLUSCONI SI ARRENDE: SI’ AI TAGLI AL GIORNALE

berlusconi salvini

Erano stati in molti a sperare che Silvio Berlusconi potesse cambiare segno alla decisione presa dai vertici del Giornale di famiglia riguardante gli annunciati tagli del 30% degli stipendi per i giornalisti a partire dal 1° gennaio 2019 e per i successivi tre anni. Tagli che avevano portato i redattori del Giornale al primo giorno di sciopero dopo tanti anni di vita, sin da quando il quotidiano venne fondato nel 1974. Ma, come spiegano fonti interne al quotidiano, non c'è stato nulla da fare. Il Cavaliere, una volta messo debitamente al corrente della situazione non ha potuto fare altro che dare via libera al piano "lacrime e sangue". Ora come, extrema ratio, i giornalisti hanno inviato una lettera riservata a Berlusconi nella speranza che la decisione possa cambiare.

 

salvini e berlusconi in conferenza stampa

Ma le speranze, a questo punto, sono ridotte al lumicino. Anche perché in molti si aspettavano quanto meno dei tagli 'compensativi' alla costosa gestione della sede di via Negri (che spesso ospita le attività anche dei nipoti del Cav) piuttosto che alle collaborazioni di amici e parlamentari al quotidiano. Insomma, se proprio si dovevano fare sacrifici era meglio ripartirli equamente. Mentre ora, come raccontano sottovoce persone informate molto bene dei fatti "il messaggio che Berlusconi lancia ai giornalisti e al Paese è quello dell'inizio della resa".

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