“BOSSI È IL PADRE DELLA PATRIA CHE SOGNA LA MELONI” – FRANCESCO MERLO DEMOLISCE LA RETORICA DEL “SENATUR” COME “SINCERO DEMOCRATICO”, COME FINANCO MATTARELLA L’HA DEFINITO: “BOSSI HA AVUTO DA MORTO L’APPLAUSO DI TUTTA LA NOMENKLATURA, NON SOLO DI DESTRA, CHE A LUI DEVE LA PARTE PEGGIORE DI SÉ STESSA. RACCONTA, QUESTO APPLAUSO, IL DIFFICILE CAMMINO DI UN PAESE CHE È DIVENTATO RAZZISTA SENZA ACCORGERSENE. GLI ITALIANI, TUTTI BOSSIANI SENZA SAPERLO, GLI DEVONO PERSINO LA NEOLINGUA, IL TURPILOQUIO CHE HA ORMAI ABOLITO LA SINTASSI COME RAFFINATEZZA DA NOIOSI” – ““LE BIOGRAFIE ROMANZATE HANNO DERUBRICATO IL RAZZISMO A ELEMENTO DELLA SUA SCAPIGLIATURA. MA, IN CANOTTIERA E MANGIANDO SARDINE QUEL TENERONE HA REGALATO ALL’ITALIA UNA…” - IL "TERUN" A NAPOLITAN, IL TRICOLORE PER "PULIRSI IL CULO", L'OFFESA ALLA BONIVER: VIDEO
Estratto dell’articolo di Francesco Merlo per “la Repubblica”
Giorgia Meloni è andata, grata e commossa, nella chiesa di Pontida, perché sa di dovere a lui e non al suo Almirante il razzismo creativo delle deportazioni in Albania.
La ragione sociale della destra al governo, più del fascismo e della camicia nera, è il pensiero di Bossi, non quello contro Roma ladrona, ma quello attualissimo del nativismo sovranista, delle piccole patrie e dei dialetti, della rabbia contro gli immigrati stupratori, è la voglia di armare il crocifisso contro le moschee, di cacciare gli africani, di sparare ai ladri.
umberto bossi e l ampolla con l acqua del po
[…] Bossi […] non ha avuto da morto solo l’applauso alla carriera dei vecchi arrabbiati di Pontida, ma di tutta la nomenklatura, non solo di destra, che a lui deve la parte peggiore di sé stessa.
Racconta, questo applauso, il difficile cammino di un Paese che è diventato razzista senza accorgersene. Gli italiani, tutti bossiani senza saperlo, gli devono persino la neolingua, il turpiloquio che ha ormai abolito la sintassi come raffinatezza da noiosi.
È stato Bossi a degradare soggetto verbo e predicato a trabocchetti dei “padrùn” e dei “terùn” che ovviamente mandava “a cagare”. Bossi è stato il capo incendiario di “Fahrenheit 451” nel cuore del Nord , ha diretto il rogo dei libri nelle valli dei dané mentre nel cerchio magico della sua cascina Magnago si ballava il valzer dei diplomi e delle lauree comprate.
Le biografie romanzate hanno derubricato il razzismo a elemento della sua scapigliatura.
Ma, in canottiera e mangiando sardine quel tenerone […] ha regalato all’Italia una girandola di invenzioni nere, che sono diventate la nostra normalità: il reato di clandestinità, […] le ronde anti immigrati […], il disprezzo […] verso la scuola nel meridione, la sperimentazione appassionata di provvedimenti e leggi contro ubriachi, miserabili e clochard, lo sghignazzo per gli omosessuali, l’odio verso i mussulmani.
[…] Persino il presidente Mattarella, che certo non è l’oratore di Cechov che sbagliava morto, ha rimpianto «il sincero democratico». Ma chi? Bossi prometteva “pallottole”, con il tricolore «si puliva le palle», nei suoi strampalati raduni aizzava la folla contro i giornalisti indicandoli per nome: «vi prenderemo a pugni visto che non abbiamo i soldi per comprarvi» (e ogni tanto con il timbro di Pontida arrivavano in redazione buste con fogli di carta igienica usata).
[…] Bossi è il padre della patria che sogna la Meloni, l’inventore dell’Italia che, parce sepulto, non ci piace.
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UMBERTO BOSSI DOPO L'ICTUS
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umberto bossi con il figlio renzo foto lapresse
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umberto bossi ministro delle riforme 2002 foto lapresse
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umberto bossi con roberto maroni alla festa della lega nord 2017 foto lapresse
silvio berlusconi e umberto bossi nel 2000 foto lapresse
umberto bossi e massimo dalema foto lapresse
UMBERTO BOSSI IN CANOTTIERA.
UMBERTO BOSSI DURANTE UN COMIZIO
UMBERTO BOSSI
umberto bossi pontida
UMBERTO BOSSI
SILVIO BERLUSCONI E UMBERTO BOSSI
UMBERTO BOSSI IN CANOTTA
LUCA ZAIA - UMBERTO BOSSI - MATTEO SALVINI
CLEMENTE MASTELLA E UMBERTO BOSSI
UMBERTO BOSSI DURANTE UN COMIZIO
UMBERTO BOSSI IN CANOTTIERA
UMBERTO BOSSI VERSA L'ACQUA DEL PO
umberto bossi alle elezioni del 1992


