peter thiel padre paolo benanti

IL FUTURO CHE CI ASPETTA: L’ARISTOCRAZIA DEI RICCHI (CHI NON HA “LA GRAZIA” SARÀ DANNATO) – PADRE PAOLO BENANTI SPIEGA LA TEORIA DEL “CAVALIERE NERO” DELLA TECNODESTRA, PETER THIEL: “NEI SUOI DISCORSI CITA GIRARD E L’ESISTENZA DI UNA NATURA COMPETITIVA DI FONDO. C'È UN'IDEA DI DANNAZIONE GLOBALE CHE DIVENTA MODELLO ECONOMICO. SOSTIENE FIN DAGLI ANNI NOVANTA IL CONCETTO DI SOVRANITÀ INDIVIDUALE. CHI HA SUCCESSO HA LA GRAZIA E HA UNA DIGNITÀ, CHI NON CE L’HA PUÒ ESSERE ELIMINATO” – ALEX KARP (CEO DI PALANTIR) “AUSPICA CHE A GOVERNARE SIANO TUTTE PERSONE LAUREATE IN FILOSOFIA O IN SCIENZE POLITICHE. PERCHÉ CHI GOVERNA DEVE ESSERE UNA NUOVA CLASSE ILLUMINATA…”

SOCIALISMO À-LA-CARTE, PLATONE, PROTESTANTESIMO E SICUREZZA NAZIONALE: VIAGGIO AL CUORE DI QUEL GRAN MISCHIONE CHE CHIAMIAMO TECNODESTRA – ALLA “PALANTIR” DI PETER THIEL SI STUDIA LA SOCIETÀ DEL FUTURO: UNA VIA DI MEZZO TRA LA “REPUBBLICA” DI PLATONE E UN TOTALITARISMO DIGITALE, SPACCIATO PER RIVOLUZIONE CONTRO IL “NICHILISMO” DI GOOGLE E DELLA SILICON VALLEY DELLE ORIGINI (GRATUITÀ E CONSUMO) – LA SOLUZIONE: DARE TUTTO IL POTERE A UN’ARISTOCRAZIA CHE GOVERNA LA SOCIETÀ PER IL BENE COMUNE. IL BRACCIO ARMATO DEL PROGETTO, CHE STA LAVORANDO PER REALIZZARLO, È GIÀ ALLA CASA BIANCA: ELON MUSK… - IL LIBRO FONDAMENTALE DI ALEX KARP, CEO (EBREO E DI SINISTRA) DI PALANTIR, RECENSITO DA PADRE PAOLO BENANTI

https://www.dagospia.com/politica/socialismo-a-la-carte-platone-protestantesimo-sicurezza-nazionale-425856

 

padre paolo benanti ricevimento quirinale 2 giugno 2024

«È L’ERA DEL SINTETICO ORA RESTIAMO UMANI»

Estratto dell'articolo di Walter Veltroni per il “Corriere della Sera”

 

Padre Paolo Benanti è la persona che per il Vaticano, come presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale, si occupa maggiormente dei temi della rivoluzione digitale.

 

Usiamo le parole di Umberto Eco sulla televisione. Di fronte all’intelligenza artificiale è giusto essere apocalittici o integrati?

«Questa è una domanda alla quale avrei risposto in maniera molto diversa a seconda del momento di questo secolo in cui ce la fossimo posti.

 

Sono stato vittima anch’io del primo decennio in cui l’arrivo della computazione e lo smartphone sembravano il miglior alleato delle democrazie, l’esempio fu piazza Tahir. Dieci anni dopo tutto ciò è diventato il peggior nemico delle democrazie, come dimostrano le rivolte di Capitol Hill. In questo terzo decennio è arrivata l’intelligenza artificiale generativa.

 

peter thiel donald trump

Un sistema di intelligenza artificiale generativo non viene più eseguito nel processore del mio smartphone, ma ha bisogno del cloud, concentrando il potere computazionale. […] Tutto è centralizzato nelle mani di chi possiede i server. Ma il problema è che il 70% è proprietà di due compagnie di Seattle, il 100% di sole cinque compagnie al mondo. Un potere immenso a disposizione di pochi».

 

Di fronte a qualsiasi innovazione tecnologica, che fosse l’automobile o la televisione, le democrazie si sono dotate di regole per armonizzare qualità della vita e libertà e diritti. In questo caso no.

padre paolo benanti

«Il problema oggi è ridare valore alla normatività. Usciamo dalla modernità con Immanuel Kant, la legge morale era il faro, ma ci svegliamo da un’interpretazione sbagliata di questo con il processo ad Adolf Eichmann che disvela come, in nome di una norma, si possano condannare a morte 6 milioni di vite innocenti e questo ci dice che forse la norma non è sempre eticamente corretta.

 

[…] Ecco che tutto ciò che di normativo viene dall’esterno inizia […] a essere visto […] come un vincolo ingestibile, fino ad arrivare all’evento pandemico in cui la stessa idea di un’opzione di salute pubblica viene vista come l’estrema tirannia di qualcun altro.

PETER THIEL E LA PAYPAL MAFIA - FOTO DI FORTUNE

 

Siamo passati dal semaforo, dispositivo normativo di tipo kantiano, alla rotonda, dove ognuno si regola. Lo spirito del tempo identifica la regolamentazione come profonda distruzione dell’esistenza e dell’autonomia dell’individuo. È forse la prima volta che ciò accade con questa potenza ed è qualcosa che ha il potere di corrodere […] lo stesso scopo e senso delle istituzioni».

 

Questa società digitale, a partire dallo smartphone in poi, postula un assetto politico istituzionale non democratico?

«Si deve tornare alla fotografia dei fondatori di PayPal. Quei ragazzi oggi sono i dominatori del mondo: Peter Thiel, Elon Musk, Reid Hoffman, c’erano i fondatori di YouTube, Kevin Scott che con Reid ha fatto Linkedin…

JD VANCE PETER THIEL

 

All’inizio sembravano dei giocosi ragazzi di talento, ma nel 2012 sbarcano in borsa e producono non solo un’economia enorme, ma una nuova forma di capitalismo. Peter Thiel, il vero ideologo di questa combriccola, nei suoi discorsi cita René Girard, che insegnava a Stanford, e la sua idea dell’esistenza di una natura competitiva di fondo.

 

Per Girard la grazia non è per tutti e siccome c’è chi è salvato e chi è sommerso, c’è un’idea di dannazione globale che per lui diventa anche modello economico. Lui sostiene fin dagli anni Novanta il concetto di sovranità individuale, e accusa la cultura woke , la teoria dell’inclusione, di essere sostanzialmente il male. Chi ha successo ha la grazia e ha una dignità, chi non ce l’ha può invece essere sommerso, escluso, eliminato».

alexander c. karp nicholas w. zamiska the tecnological republic

 

Il governo degli eletti che si fanno davvero casta.

«Alex Karp, il ceo di Palantir, azienda fondata da Thiel, poche settimane fa ha pubblicato un libro il cui titolo è interessantissimo, La Repubblica tecnologica (in italiano uscirà per Silvio Berlusconi editore, ndr ), dove non usa mai la parola democrazia, ma usa la Repubblica, rifacendosi a Platone.

 

Auspica che a governare siano tutte persone laureate in filosofia o in scienze politiche. Perché chi governa è, deve essere, una nuova classe illuminata. E quindi un modello che sta tra l’estremo individualismo, che si appoggia su sottostanti strutture tecnologiche, e un governo delle élite, perché più efficiente e meno lento della tradizionale democrazia».

 

Torniamo al tema delle regole per evitare la dittatura politico tecnologica…

«Sono convinto che ci siano ancora degli enzimi molto forti nella società civile italiana e europea. L’Italia è il luogo dove esistono l’associazionismo, gli enti intermedi, dove l’individuo non è da solo davanti a questo messaggio globale.

 

palantir alex karp peter thiel donald trump jd vance

Non è detto che questo possa resistere alla pervasiva insistenza dell’algoritmo; serve anche una sorta di brain helmet , un caschetto per il cervello, che aiuti a difendersi e a pensare oltre. E non a caso il grande conflitto con l’Europa è proprio sul digitale e la definizione di regole.

 

La pretesa dei signori delle Big Tech è di poter agire senza alcun dovere verso la società. Però, se una piattaforma digitale non si limita a trasmettere, ma seleziona alcuni contenuti per alcuni utenti, è ovviamente un’attività editoriale e dovrebbe essere almeno sottoposta per analogia alle regole di chi fa attività di informazione.

 

alexander karp

È evidente l’uso di alcune di queste piattaforme per il sostegno esplicito di alcuni partiti nello scenario europeo e quello che accade nei risultati elettorali ci dice che non è solo una teoria, ma un uso pratico spregiudicato che una volta avrebbe avuto un nome molto chiaro: influenza esterna sui processi democratici interni a un Paese».

 

Hannah Arendt scrisse che il suddito ideale di un regime autoritario è «l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione, fra vero e falso, non esiste più». Siamo di nuovo lì?

HANNAH ARENDT

«[…]  La domanda è: esiste un diritto cognitivo delle persone a sapere se quello che hanno davanti è un calco luminoso della realtà o è una sintografia? Torniamo al grande tema della gestione sociale della tecnologia, io credo che ogni cittadino abbia il diritto di sapere se un’immagine è reale o creata artificialmente.

 

La democrazia si basa su una scommessa di fondo: i cittadini devono potersi fare un’opinione su fatti reali. Se salta questo, salta una condizione fondamentale della libertà. Come diceva Arendt».

 

Circola, in certi ambienti americani, l’idea che la civiltà sia giunta a un punto tale di «corrompimento» che si rende necessario un Armageddon, dopo il quale ci si rigeneri in una società tecnologica e individualista.

padre paolo benanti

«È un tempo di caos e, nel caos, c’è disagio. Mi colpisce sempre che Amleto, nell’atto primo, scena quinta, dica che “Il tempo è fuori cardine”. Il tempo fuori cardine di Amleto è legato al fatto che ha saputo che gli hanno ucciso il padre e lui sente il peso di dover riportare l’ordine naturale delle cose, ma è stato usato poi per descrivere il XV secolo, in cui la scoperta di un nuovo territorio, la nascita di una frattura religiosa, di una nuova scienza con Galileo e Newton hanno portato a una crisi e una ridefinizione degli istituti politici.

 

donald trump e Peter Thiel

Oggi c’è un nuovo territorio, una nuova visione religiosa, una nuova scienza, perché siamo passati dalla razionalità newtoniana alle intelligenze artificiali correlative, e c’è una certa crisi delle istituzioni politiche. Siamo di nuovo “fuori dal cardine”, ma abbiamo idee ed energie per armonizzare tecnologia e qualità umana».

 

L’algoritmo è la soluzione o il problema?

«L’algoritmo è una forma di pensiero che vede nella realtà un problema da risolvere ed è un modo matematicamente bilanciato per risolvere quel problema nella maniera più efficace possibile.

 

i magnifici 7 dei big tech 5

Però le attività umane più importanti non rispondono a problemi da risolvere ma a questioni di senso: la zappa serve per zappare ma una rosa è piena di senso quando io la regalo, allora ci sono tutta una serie di attività umane maggiormente legate al senso che non possono essere vissute come problemi da risolvere.

 

La giustizia, la salute e anche la determinazione della vita di un’altra persona non possono essere semplicemente un problema matematico. Una volta mi hanno chiesto di mettere alla prova un’intelligenza artificiale medica, con una domanda. Allora ho chiesto: “Come faccio a eliminare il cancro dalla faccia della terra?”. Sapevo che la macchina avrebbe trovato la prima soluzione al problema, e infatti mi ha risposto: ”Eliminare tutti gli uomini”. Quella è una soluzione molto efficiente, ma assolutamente di nessun senso».

padre paolo benanti

 

[…] Non è un paradosso che, sotto il titolo di «social», si stia producendo il livello più elevato di solitudine dell’umano moderno?

«La relazione è quell’attrito con un’altra persona che chiede alla fine uno smussamento. Ci smussiamo come i ciottoli, altrimenti tutto diventa un ring, un conflitto di solitudini. Con lo smartphone, per i ragazzi, la telefonata è diventata una pratica desueta: ti mandano il vocale, che vuol dire parlo solo io, quando dico io e come dico io, mi sottraggo all’attrito del confronto.

i magnifici 7 dei big tech 6

 

Le forme di tecnologia digitale social funzionano molto perché rimuovono la dimensione dello scambio nella relazione umana e così, anche nelle relazioni affettive, rendono le cose meno difficili da vivere e questo ha una enorme forza attrattiva».

Questi sistemi succhiano dati personali...

«[…]  Il modello economico che stiamo conoscendo ricorda tanto l’economia feudale, dove c’era il Landlord che ci consentiva di coltivare la sua terra in cambio di un pezzo di provento.

 

padre paolo benanti

Oggi abbiamo il Datalord e noi siamo i feudatari del suo parco dati. Questa cosa è accaduta nel primo decennio di questo secolo, quando si è passati dal web 1 al web 2. Con il primo web ognuno si faceva il proprio sito web. Sembrava libertà. Quando è nato il web 2.0, dove le capacità per mettere a terra un servizio erano molto più alte, si è imboccata la strada che porta a questi supernodi che concentrano potere. Il punto è, visto che non è solo digitale, ma anche economia reale, come dovremo comportarci nei confronti di questo processo? In sostanza, come rendere compatibili tecnologia e libertà, umano e artificiale?».

i magnifici 7 dei big tech 8i magnifici 7 dei big tech 2

 

 

           

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)