IL CONTROPIEDE DI GALAN: “I PM NON MI HANNO ASCOLTATO. SU DI ME UN MUCCHIO DI FESSERIE. MIA MOGLIE NON ERA UNA CUBISTA. NON HA IL FISICO. LA FIRMA SUL CONTO DA 50 MILIONI A SAN MARINO È FALSA. LA MINUTILLO? AVEVA UN CAPPOTTO DA 16 MILA EURO” - LA PROCURA: “RICONDUCIBILI A GALAN AFFARI PER 50 MLN DI DOLLARI”

Da “la Stampa

 

giancarlo galan presenta la sua difesa alla cameragiancarlo galan presenta la sua difesa alla camera

«Sono stato investito da un ciclone umano, mediatico, giudiziario che mai avrei pensato. Io non ho le colpe che mi vengono attribuite e le fesserie più colossali riguardano la mia condizione patrimoniale».  Lo dice il deputato di Fi Giancarlo Galan illustrando la memoria difensiva depositata in Giunta per le autorizzazioni alla Camera relativamente all’inchiesta Mose e alla richiesta di arresto. 

 

«Finalmente dopo 20 giorni posso parlare. Finora non ho parlato con nessuno per rispetto nei confronti della magistratura: volevo che i magistrati fossero i primi ad ascoltare. Non hanno voluto farlo e ora io sono qui, perché in questo frattempo sono state scritte tutte le peggiori infamie sul sottoscritto, sono stato investito da un ciclone giudiziario, umano e mediatico che mai avrei pensato, anche perché non ho le colpe che mi vengono attribuite dai miei tre accusatori». 

giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 6giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 6

 

«Io so che il politico è un mostro, ma mi aspettavo più rispetto nei confronti miei e della mia famiglia. Mia moglie non faceva la cubista, non ha neppure il fisico anche se è una bellissima donna a cui voglio bene. Quando mi ha conosciuto lavorava nel volontariato ed è stato licenziata».  

 

E Galan prosegue nella sua autodifesa tirando in ballo anche le accuse che gli sono state mosse in relazione al suo patrimonio. Il deputato smentisce che il conto corrente con 50 mila euro a San Marino sia suo. «La firma» messa per prelevare quei soldi «è falsa ed è attestata da due perizie grafiche, non ho nulla da nascondere, nulla di segreto e cifrato, non c’è assolutamente nulla».

giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 5giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 5

 

E puntualizza anche sulla vicenda del presunto restauro milionario din una sua casa di proprietà :«Sulla storia della casa sono state dette colossali fesserie. Altro che restauro milionario». La casa, spiega, «l’ho comprata da un dentista già restaurata. Gli infissi sono esattamente gli stessi, il restauro riguarda il terzo piano e la suddivisione in 7 stanze della parte dell’agriturismo. Ho speso 700 mila euro e i lavori erano finiti già nel 2007. Quante balle».  

 

E a proposito del capitolo su Claudia Minutillo, sua ex segretaria, Galan dice che «va aperto prima con i magistrati che con i giornalisti». «Volevo assumere mia cugina, ma Minutillo - racconta il deputato - era stata appena licenziata da Paolo Scarpa Bonazza Buora, molto influente all’epoca in quanto coordinatore regionale di Forza Italia, che la mise in mezzo ad una strada e lei con grande abilità si ingraziò tutti andando a lavorare al gruppo regionale. Essendo una gran lavoratrice si fece assumere. L’ho mandata via più di otto anni fa per l’antipatia che aveva con mia moglie. Sì, ma la verità è che era antipatica a tutti, nessuno la sopportava. Ed era la segretaria più lussuosamente e costosamente vestita dell’emisfero boreale... Quando ho saputo che indossava un cappotto da 16 mila euro, allora qualche dubbio mi è venuto...».  

giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 4giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 4

 

2 - MOSE:PROCURA,RICONDUCIBILI GALAN AFFARI 50 MLN DLR

(ANSA) - Nelle carte dell'inchiesta Mose si parla di "cospicue operazioni commerciali nel Sud Est asiatico" nell'ordine di 50 milioni di dollari, trovate in documenti in possesso del 'prestanome' Paolo Venuti, per le quali emergerebbe "la riconducibilità alla famiglia Galan". Lo affermano i pm nella richiesta al gip degli arresti del 4 giugno scorso.

 

A queste operazioni - compravendite societarie soprattutto in Indonesia - i pm erano arrivati tramite documenti trovati dal Gico in possesso di Venuti in occasione di uno suo espatrio il 19 luglio 2013. Venuti era in partenza dall'aeroporto di Tessera per l'Indonesia. I magistrati annotano che la "riconducibilità alla famiglia Galan" emergerebbe da una serie di conversazioni intercettate tra lo stesso Venuti e la moglie di questi, nel periodo in cui si diffonde la notizia del decesso della suocera di Galan.

 

giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 3giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 3

I coniugi Venuti, amici dei Galan, si sentono in obbligo di partecipare al funerale. In un intercettazione ambientale Venuti parla con la moglie sull'opportunità di rinviare la partenza ed andare al funerale. "Senti Paolo - risponde la moglie - c'è un po' l'idea che tu sei là per lavoro per la storia del gas che Giancarlo è cosa a cui lui è molto sensibile...se stessimo andando a Rovigno ancora ancora...ma tu sei lì per lavoro! ... chiama Giancarlo ... digli che è la storia dell'Indonesia del gas spiegagli che è il gas ... che è la conclusione della vicenda del gas".

 

giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 2giancarlo galan presenta la sua difesa alla camera 2

Al che Venuti conferma, "sì sì, lo so". Rientrati in Italia, Venuti e la moglie - si legge sempre nella carte dell'inchiesta - riferiscono alla moglie di Galan di essere appena tornati dall'Indonesia e chiedono con urgenza un incontro. La sensazione, secondo i pm, è che tale urgenza "vada ricondotta proprio all'anzidetto controllo doganale e quindi all'acquisizione di documentazione che si ritiene riconducibile alla famiglia Galan".

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