roberto vannacci e la passeggiata identitaria a firenze

“DICONO CHE LA ‘REMIGRAZIONE’ COSTA TROPPO. MA COME, CONTE HA FATTO UN BUCO DI 160 MILIARDI CON IL REDDITO DI CITTADINANZA E NON RIUSCIAMO A TROVARE 1,5 MILIARDI?” – IL GENERALE VANNACCI ESONDA DURANTE LA “PASSEGGIATA IDENTITARIA” A FIRENZE: “NÉ LA DESTRA NÉ LA SINISTRA VOGLIONO RIPORTARE LE PREFERENZE NELLA LEGGE ELETTORALE. FORSE HANNO PAURA CHE QUALCUNO NON LI ELEGGA" – “NOI SIAMO LA SPORCA DOZZINA, I FIGLI DI NESSUNO. NOI SIAMO LA FECCIA E PROPRIO PER QUESTO NON MOLLEREMO DI UN MILLIMETRO. TUTTO STA ANDANDO SECONDO I PIANI” - NESSUNA TENSIONE DURANTE LA PASSEGGIATA, SOLO UN ANZIANO CHE SI È AFFACCIATO DAL TERRAZZO AL PASSAGGIO DEI VANNACCIANI MOSTRANDO PIÙ VOLTE IL DITO MEDIO…

VANNACCI, DICONO CHE REMIGRAZIONE COSTA 1,5 MILIARDI, SECONDO ME MOLTO MENO

'Dichiarazione Onu sancisce diritto di tornare nel suo paese, noi vogliamo riportarceli'

ROBERTO VANNACCI E LA PASSEGGIATA IDENTITARIA A FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 19 GIU - "Prima la remigrazione era come i versetti satanici, non si poteva dire, ora l'hanno digerita e stanno provando un altro piano di battaglia. Dalla sinistra ci dicono che costa troppo, 1,5 miliardi dicono. Ma come, Conte ha fatto un buco di 160 miliardi con il reddito di cittadinanza e non riusciamo a trovare 1,5 miliardi? Ma secondo me ci vuole molto ma molto meno". Lo ha detto il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a margine della Passeggiata identitaria a Firenze.

 

"Poi ci dicono ce non si chiama remigazione ma deportazione - ha aggiunto -. Io invito a vedere il significato di deportazione: vuol dire trasportare in modo coatto uno o più persone in un posto lontano dalla loro patria ma noi cogliamo riportarle nella loro patria. Non è deportazione ma è l'articolo 13 della dichiarazione universale dell'Onu che sancisce che ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di tornare nel suo paese di origine".

 

VANNACCI, DESTRA E SINISTRA NON VOGLIONO PREFERENZE, TEMONO NON ESSERE ELETTI

ROBERTO VANNACCI E LA PASSEGGIATA IDENTITARIA A FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 19 GIU - "E' scellerata una legge elettorale quella che non riporta la sovranità agli elettori, ovvero quella che non riportala possibilità di esprimere la preferenze e di eleggere i propri rappresentanti. Una democrazia è tale se il popolo può eleggere i propri rappresentanti e non se questi rappresentanti sono nominati dalle segreterie di partito. E stranamente né la destra, né la sinistra vogliono riportare le preferenze nella legge elettorale. Forse hanno paura che qualcuno non li elegga". Lo ha detto il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a margine della Passeggiata identitaria a Firenze.

ROBERTO VANNACCI E LA PASSEGGIATA IDENTITARIA A FIRENZE

 

PASSEGGIATA BLINDATA PER VANNACCI, 'DAREMO VOCE ALLA FECCIA'

Generale:'vedo a Firenze inferriate alle finestre, pure piani alti, non si può viver così'

(ANSA) - FIRENZE, 19 GIU - Passeggiata identitaria blindata per il generale Roberto Vannacci e i suoi fedelissimi di Futuro Nazionale, questa sera per le strade del quartiere di Gavinana a Firenze. Alcune centinaia, 3-400, i partecipanti. Nutrito lo spiegamento di forze dell'ordine.

 

Dopo il raduno in piazza Bartali, il corteo, è partito, aperto dallo stesso Vannacci insieme ai deputati Edoardo Ziello e Laura Ravetto e al consigliere regionale e coordinatore nazionale Massimiliano Simoni (tutti ex Lega) dietro allo striscione di Futuro nazionale.

 

Tra bandiere tricolori, lo striscione 'Send them back', inno di Mameli e i cori 'Italia nazione, remigrazione', 'dove sono gli antifascisti' e 'c'è solo un generale', la passeggiata dei futuristi nazionali si è diretta verso piazza Francia. Nessuna tensione, solo un anziano che si è affacciato dal terrazzo al passaggio dei vannacciani mostrando più volte il dito medio.

In piazza Francia l'europarlamentare si è concesso a selfie e autografi e si è soffermato a parlare per pochi minuti. "Sono rimasto colpito, ai piani bassi e anche ai piani alti ci sono le inferriate alle finestre E secondo voi per quale motivo? Non possiamo rassegnarci a vivere in queste condizioni", ha esordito Vannacci.

ROBERTO VANNACCI E LA PASSEGGIATA IDENTITARIA A FIRENZE

 

Per poi attaccare: "Noi siamo la sporca dozzina, i figli di nessuno. Noi siamo la feccia e proprio per questo non molleremo di un millimetro. Perché sapete chi è la feccia? La feccia sono i giovani che vengono abbandonati dopo l'università, che devono andare a studiare all'estero", "sono i negozianti che finiscono il turno di lavoro e vengono rapinati in mezzo alla strada.

 

La feccia sono i cittadini che non riescono a mandare da soli i figli a scuola perché hanno paura che siano aggrediti e che sono stati totalmente abbandonati, la feccia sono gli imprenditori che non riescono a mandare avanti la loro attività e la stessa cosa i commercianti. Noi rappresentiamo tutte queste persone e vi posso assicurare che la feccia avrà una voce". Da piazza Francia la passeggiata ha effettuato il percorso inverso per tornare in piazza Bartali per i saluti finali di Roberto Vannacci.

ROBERTO VANNACCI E LA PASSEGGIATA IDENTITARIA A FIRENZE

 

PER VANNACCI PASSEGGIATA IDENTITARIA E SFIDA: 'VA TUTTO SECONDO I PIANI'

(di Leonardo Testai) (ANSA) - FIRENZE, 19 GIU - Passeggiata "identitaria" e sfida politica. Ma anche proteste. Roberto Vannacci entra a Firenze e non lo fa in punta di piedi. Forte dei sondaggi alza la voce e scrolla le spalle davanti ai contestatori.

 

Di piazza e della politica. "Io dei sondaggi non mi sono mai fidato. I miei sondaggi sono queste persone, sono i miei soldati. Tutto sta andando secondo i piani", Siamo solo all'inizio, il bello ha ancora da venire", promette il generale che non si vede come "uno allo sbaraglio", come chi guida "il partito dello zero virgola", con "una missione impossibile". Ma come chi ha costruito "cum grano salis" un progetto.   

 

Male accolto, per la verità, dal quartiere fiorentino che lo ha ospitato, Gavignana. Qui, Vannacci, chiede sicurezza, decoro, e lo sgombero dello storico centro sociale Cpa. In risposta sono state organizzate una serie di presidi e manifestazioni, tutte a debita distanza. Massiccia e discreta la presenza delle forze dell'ordine e mentre la giornata volge al termine non si sono registrati momenti di attrito.   

 

ROBERTO VANNACCI E LA PASSEGGIATA IDENTITARIA A FIRENZE

La mattina è stata la volta dell'iniziativa 'Suona la Martinella, Firenze si ribella', promossa da Aned, Anpi, Arci e Cgil al Memoriale delle Deportazioni, vicino al luogo scelto per la manifestazione di FnV. Presenti un centinaio di persone con la sindaca Sara Funaro che ha sottolineato: "Vogliamo ribadire il messaggio che Firenze è una città di dialogo, una città di ponti che non accetta messaggi che incitano all'odio. Le nostre città sono luoghi di dialogo e di confronto, se Vannacci vuole fare gli show, vada a Cinecittà".

 

Roberto Vannacci con la moglie Camelia Mihailescu

Di Vannacci "Meno se ne parla e meglio è", ha commentato in giornata il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.  Lui, però, va per la sua strada e punta la sua ex coalizione: "Noi abbiamo una coalizione di centrodestra che sta facendo la stessa politica della sinistra, l'agenda Draghi, e che sta seguendo l'agenda delle multinazionali, della burocrazia di Bruxelles. La stessa che fa la sinistra". E "se il governo di centrodestra fa le stesse cose che vogliono" al Pd "c'è qualcosa che non funziona".    

 

Vannacci intanto sorride alle centinaia di persone che hanno partecipato alla Passeggiata identitaria, partita da piazza Bartali, acclamando il suo arrivo all'urlo 'Generale, generale', 'Chi non salta è comunista', 'Dove sono gli antifascisti' e inneggiato cori sulla remigrazione. Dopo un breve discorso da un piccolo palco la passeggiata è partita per sfilare nel quartiere fiorentino di Gavinana e poi tornare al luogo di partenza.

ROBERTO VANNACCI A UN GIORNO DA PECORA

 

"Sgomberiamo in ordine cronologico, si arriverà anche a Casapound" a Roma, ma "cominciamo dal Cpa che è occupato dal 2001", ha detto a margine dell'iniziativa. "Non accetto che si derida l'Italia - ha poi sottolineato rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano dell'uscita di Trump su Meloni -, e deridendo il nostro presidente del Consiglio, a prescindere che sia di destra o di sinistra.

 

La nostra Patria non è in svendita, la nostra patria non è del primo offerente, noi la difendiamo a qualsiasi costo", e "non posso condividere un attacco, oltretutto sfruttando un particolare privato. Perché se fosse stata effettivamente chiesta la foto, sarebbe stato sfruttare un'azione nell'ambito del privato per poi usarla come leva politica contro una nazione, perché offendendo il presidente del Consiglio si offende una nazione stessa".

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