giorgia meloni giancarlo giorgetti superbonus

ACCANTONATO IL SUPERBONUS, RESTANO LE MACERIE – GIORGETTI ALLA CAMERA CONFERMA CHE NON SARA’ PROROGATA L'AGEVOLAZIONE EDILIZIA PER LE RISTRUTTURAZIONI - NELLA LEGGE DI BILANCIO TORNERANNO I VECCHI SCONTI DEL 65% E 50% – RIMANE IL GROSSO PROBLEMA DELLE 320 MILA PERSONE RIMASTE CON IL CERINO IN MANO DOPO LO STOP ALLA CESSIONE DEI CREDITI D'IMPOSTA – L'INCOGNITA SU QUALE SARÀ IL PESO SUI CONTI PUBBLICI: IL DEFICIT 2023 DOVREBBE PASSARE DAL 4,5% IPOTIZZATO AL 6,5-7% – MELONI: “I BONUS VOLUTI DAL GOVERNO CONTE SONO COSTATI 140 MILIARDI, CIOÈ FRA 4 E 6 MANOVRE”

Estratto dell’articolo di Gianni Trovati e Marco Mobili per “il Sole 24 Ore”

 

SUPERBONUS 110

Il Governo «non ha intenzione di procedere alla proroga delle misure relative agli interventi nelle forme finora conosciute». Al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti bastano poche parole nella risposta di ieri al Question Time alla Camera per affossare le speranze di una riapertura dei termini per le ristrutturazioni avviate con il Superbonus e inciampate nel caos di questi mesi sulla cessione dei crediti.

 

L’attenzione delle ultime settimane si era concentrata in particolare su un’ipotesi di rinvio, anche breve, della scadenza del 31 dicembre entro cui vanno chiusi i lavori dei condomini, e su quello il titolare dei conti ha risposto.

 

In pratica, la manovra dovrebbe chiudere definitivamente il sipario sul Superbonus, riconducendo il ventaglio delle agevolazioni edilizie nei binari tradizionali del 65 e del 50%. Senza cessioni del credito e sconti in fattura.

 

IL CONTO DEL SUPERBONUS - MEME BY OSHO

Sul tavolo c’è insomma l’ultima tappa della stretta in più tempi che prima ha provato a rallentare le cessioni dei crediti per contrastare le frodi, e poi ha ridotto le percentuali di beneficio con un decalage che a questo punto verrebbe accelerato dalla “normalizzazione” degli incentivi.

 

[….]

 

Una delle tante incognite sul bilancio pubblico arriva da lì, perché le Cila hanno validità triennale e quindi molte di quelle presentate ma ancora “in sonno” potrebbero in teoria tradursi in lavori (e in cessioni dei crediti, pur con i limiti oggi in vigore) nei prossimi mesi. E proprio per questo tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane c’è anche quella di uno stop per decreto alla validità delle Cila che ancora non sono sfociate nell’avvio dei lavori.

MEME SU GIUSEPPE CONTE E SUPERBONUS BY USBERGO

 

La netta ostilità del Governo nei confronti del Superbonus è nota. «I bonus voluti dal Governo Conte sono costati 140 miliardi, cioè fra 4 e 6 manovre», ha riassunto ieri la premier Giorgia Meloni ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta. «Misure pagate da tutti gli italiani che hanno interessato meno del 3% del patrimonio immobiliare», aveva sottolineato poco prima alla Camera Giorgetti.

 

Le valutazioni sull’impatto macroeconomico del superincentivo sono «soggette a un ampio margine di incertezza», ha ricordato poi il ministro, come conferma «la significativa variabilità dei risultati prodotti» da chi ha provato a misurarli; mentre «la quantificazione dei costi per le finanze pubbliche è certa e dovrà darsene conto anche nella prossima Nadef». Il che implica la conferma di una probabile risalita del deficit 2023 dal 4,5% ipotizzato ad aprile verso l’area 6,5-7% caricando tutta la spesa imprevista quest’anno.

 

corteo degli esodati del superbonus a roma 1

Ma ad angosciare di più il Governo sono le prospettive future, su cui pesa la minaccia dei crediti che impattano sul debito quando vengono utilizzati in compensazione riducendo il gettito fiscale e dunque aumentando il fabbisogno da coprire con titoli di Stato.

Si tratta dei 109 miliardi che i contribuenti hanno ancora in pancia (15-20 in più di quelli calcolati ad aprile) e che dovrebbero scaricarsi nei prossimi anni, soprattutto nel 2024-27.

 

corteo degli esodati del superbonus a roma 2

Per arginare questo flusso, Giorgetti ha spiegato che «sono allo studio dell’Esecutivo strumenti attraverso i quali consentire la verifica della bontà dei crediti ancora in possesso dei cittadini e sorti nel periodo antecedente l’introduzione dei vincoli di appropriatezza».

 

 Si tratta in pratica dei crediti nati prima del freno alle cessioni tirato dal Governo Draghi a inizio 2022 (Dl 4 di quell’anno); l’idea è quella di chiedere ai titolari di questi bonus una sorta di verifica a chiamata da parte dell’agenzia delle Entrate. Per poter utilizzare il credito in compensazione, se il progetto diventerà norma, le imprese dovrebbero quindi chiedere all’amministrazione finanziaria un esame preventivo sulla legittimità del bonus. Nella speranza di attutire l’impatto su un debito/Pil già messo in difficoltà dalla congiuntura .

giuseppe conte manifestazione esodati del superbonus 1

 

Sulla questione crediti è intervenuta anche l’Ance, l’associazione dei costruttori, con un ulteriore invito al governo ad assumere nuove misure per gestire la situazione. «Reputiamo questo un governo responsabile, escludiamo che possa abbandonare famiglie e imprese incolpevoli», sottolinea la presidente dell’Ance Federica Brancaccio, contestando la ripartenza del mercato delle cessioni dei crediti indicata dal ministro dell’Economia a Montecitorio. […]

giuseppe conte manifestazione esodati del superbonus 2SUPERBONUS 110 corteo degli esodati del superbonus a roma 3

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