giorgia meloni zelensky macron volenterosi parigi

GIORGIA MELONI, IL CAVALLO DI TROIA DI TRUMP IN EUROPA – LA DUCETTA SI È DANNATA PER SABOTARE IL VERTICE DEI VOLENTEROSI DI PARIGI: MANCAVA SOLO CHE VOLASSERO I CEFFONI! - È ARRIVATA PER ULTIMA, CON UN RITARDO DI UN’ORA, TANTO CHE È STATA L’UNICA A NON ESSERE ACCOLTA DA EMMANUEL MACRON. HA DISERTATO LA CONFERENZA STAMPA E NON È APPARSA NELLA GALLERIA DIGITALE DEI LEADER SORRIDENTI – A PORTE CHIUSE, FA METTERE A VERBALE LA CONTRARIETÀ ITALIANA ALL’INVIO DI TRUPPE E FA INSERIRE NERO SU BIANCO UN PASSAGGIO SULL’OSSERVANZA DEGLI “ORDINAMENTI COSTITUZIONALI” PER LA RATIFICA DEI FUTURI ACCORDI SULL’UCRAINA. CHE QUINDI SARANNO OGGETTO DI UN VOTO ALLE CAMERE (DOVE C’È IL RISCHIO CHE LA LEGA NON LI VOTI). CILIEGINA SULLA TORTA: FRENA SULL’INGRESSO DELL’UCRAINA IN UE. NON C’È FRETTA, PRIMA TOCCA ALL’ALBANIA DEL SUO CARO AMICO EDI RAMA…

 

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

volodymyr zelensky emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Nel gelo di Parigi […] Giorgia Meloni appare e scompare nel giro di tre ore scarse. Defilata, costretta dalle contingenze a partecipare a una riunione dove si accelera su un progetto, quello delle truppe europee in Ucraina, che non ama e che non sposerà.

 

Nel giorno in cui altri europei aprono a un contributo militare, vedi la Spagna di Sanchez o la Germania di Merz, ma pure, felpatamente, gli Usa di Trump, Meloni ribadisce per l'ennesima volta il suo no. Secco, definitivo, quasi notarile.

 

Segnale: la Maserati fiammante con a bordo la leader italiana è l'ultima a fare capolino nel cortile dell'Eliseo. Meloni arriva nel quartier generale della presidenza della République quando la riunione dei volenterosi è cominciata da un pezzo, quasi un'ora. Il motivo del maxi-ritardo è la visita ai feriti di Crans-Montana ricoverati a Milano.

giorgia meloni arriva in ritardo al vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

 

Anche l'anno scorso, stesso vertice, stessa scena: la premier si era presentata per ultima. Sempre a seduta iniziata. Pure stavolta va così: a differenza di tutti gli altri leader, Meloni è l'unica a non essere accolta da Emmanuel Macron, indaffarato a presiedere il summit.

 

Sullo scalone si affaccia un alto funzionario, il capo del protocollo dell'Eliseo, Frédéric Billet. Rispetto all'anno scorso, Macron non scorta Meloni nemmeno all'uscita: è atteso in conferenza stampa, con Zelensky, Starmer e Merz.

giorgia meloni arriva in ritardo al vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

 

Mentre parlano ai cronisti, Meloni si è già accomodata sull'aereo di Stato, per tornare a Roma. Il francese su Instagram celebra «una grande giornata per l'Europa e l'Ucraina» e nella galleria digitale dei leader sorridenti, Meloni non c'è. Si vede la sua sedia vuota.

 

Compare nella foto di famiglia, rimandata a fine vertice per far sì che ci fosse.

Nel chiuso dell'Eliseo, di fianco a Starmer, in quattro minuti la premier mette a verbale, ovvio, il sostegno a Kiev. Ma il contributo dei vari paesi alla forza multinazionale sarà «volontario», insiste. E il governo italiano questa volontà non ce l'ha.

 

Nessun soldato sul campo in caso di cessate il fuoco. Zero sminatori, nemmeno un osservatore. Meloni ribadisce il concetto nella nota serale di Palazzo Chigi: tra «i punti fermi» c'è «l'esclusione dell'impiego di truppe italiane sul terreno».

 

Che offrirà allora Roma, come contributo alle garanzie di sicurezza per il paese di Zelensky? Per ora si sa che parteciperemo al «meccanismo di monitoraggio» del cessate il fuoco. In che modo? Presto per dirlo, di sicuro non in prima linea: chi nel governo padroneggia il dossier suggerisce un contributo di intelligence, di logistica […], più l'addestramento dei soldati, ma a casa nostra.

 

foto di gruppo vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Meloni e i suoi sherpa ci tengono a un altro passaggio della dichiarazione di Parigi. Quello in cui si parla dell'osservanza degli «ordinamenti costituzionali» per la ratifica degli accordi che riguarderanno l'Ucraina.

 

Vale per il trattato modello articolo 5 della Nato, che dovrebbe scudare Kiev. È una proposta italiana, l'articolo 5, vero. Ma sarà comunque oggetto di un voto alle Camere. Meloni lo fa capire nella nota, ricordando «il rispetto delle procedure costituzionali». Si spera insomma che la Lega non si metta di traverso, come per le armi. La premier si mostra fredda anche su un'altra questione discussa ieri […]: l'ingresso dell'Ucraina nell'Ue in tempi stretti. Meloni sposa il percorso teorico, ma senza fretta. Prima tocca all'Albania di Edi Rama.

 

mette frederiksen emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Ufficialmente al tavolo dei volenterosi non si discute mai dell'elefante nella stanza, la Groenlandia (come del Venezuela). Quando Meloni deve ancora atterrare, viene diffusa la dichiarazione dei leader europei che chiedono il rispetto del diritto internazionale. La presidente del Consiglio ci mette la firma, dopo avere ottenuto rassicurazioni che il testo sarebbe stato «costruttivo» con gli Usa. Della serie: bene fissare alcuni principi, ma senza mettere un dito nell'occhio a Trump. […]

VERTICE DEI VOLENTEROSI ALL ELISEO A PARIGI CON VOLODYMYR ZELENSKY

EMMANUEL MACRON E VOLODYMYR ZELENSKY - VERTICE DEI VOLENTEROSI A PARIGIEMMANUEL MACRON E VOLODYMYR ZELENSKY - VERTICE DEI VOLENTEROSI A PARIGIemmanuel macron e volodymyr zelensky - vertice dei volenterosi all eliseo - parigi vertice dei volenterosi all eliseo - parigigiorgia meloni - vertice dei volenterosi all eliseo - parigivolodymyr zelensky emmanuel macron e keir starmer - vertice dei volenterosi all eliseo - parigi

Ultimi Dagoreport

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)