renzi gentiloni mattarella

GIORNI CONTATI PER IL DUCETTO? GENTILONI VEDE OGGI PISAPIA. UFFICIALMENTE PER CERCARE VOTI PER LA MANOVRA; IN REALTA’, “ER MOVIOLA” E’ L’UNICO CHE – DEMOCRISTIANO COM’E’ – PUO’ PRENDERE LE REDINI DEL PD E GUIDARE LA COALIZIONE DI CENTRO SINISTRA ALLE ELEZIONI – LO SHOW DOWN ARRIVERA’ CON IL VOTO SICILIANO, POI RENZI RISCHIA LO SFRATTO DAL NAZARENO – BERLUSCONI PREPARA LO CHAMPAGNE

 

Goffredo De Marchis per La Repubblica

 

RENZI PD

Quando Paolo Gentiloni dice che «bisogna aiutare Pisapia » pensa più alle sorti del suo governo e della legge di stabilità che ai destini della sinistra. Ma la sostanza politica cambia poco: il premier cerca un asse con l' ex sindaco. Vale soprattutto per l' oggi ma può segnare anche la strada di domani. Oggi è fondamentale trovare un alleato meno minaccioso di Pier Luigi Bersani e Massimo D' Alema. Gentiloni vuole mettere in sicurezza tutti i passaggi di autunno sui conti pubblici.

 

bersani pisapia

Per garantire il risultato ha bisogno della sponda di un rappresentante della sinistra che non sia fedele agli ultimatum quotidiani dei suoi compagni, i quali ripetono lo slogan "Gentiloni ha solo più stile di Renzi, le sue politiche però sono identiche". Parole pericolose se dovessero trasformarsi in fatti, ovvero in voti parlamentari contro l' esecutivo.

 

PISAPIA BOSCHI 2

Da giorni Palazzo Chigi prepara l' incontro di stamattina con l' ex sindaco di Milano. Il premier e Pisapia si sono parlati più volte al telefono. Gli uffici della presidenza del Consiglio hanno concordato i dettagli del vertice, al quale parteciperanno assieme all' ex sindaco solo i capigruppo di Mdp. Matteo Renzi è stato avvertito per tempo, il Pd quindi conosce tutti i movimenti del governo verso una forza parlamentare avversaria dei dem (del suo segretario in particolare) eppure fondamentale in Parlamento per approvare la nota di relazione, l' aggiornamento al Def, la manovra economica.

 

gentiloni mattarella

La prudenza di Gentiloni, in questa fase, si manifesta nel rinvio dello ius soli. E nel prendere sul serio i toni di alcuni fuoriusciti del Pd. Il premier per esempio non può non vedere con quale frequenza si dice, a sinistra, che il governo ascolta Alfano e non loro. Che mancano i tavoli di confronto. Che «i voti di quell' area non arriveranno gratis o in maniera scontata. Si può sempre rischiare». Perché insistere sul confronto mancato infatti quando la realtà è diversa? Quale insidie nascondono queste polemiche?

 

SPERANZA PISAPIA

La capogruppo al Senato di Mdp Maria Cecilia Guerra ha visto ben tre volte, faccia a faccia, il ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan. Il titolare del Tesoro le ha illustrato, da economista a economista, i numeri. Ha confermato lo sforzo sul lavoro dei giovani (decontribuzioni per le assunzioni), ha chiesto di avere richieste più precise sulla sanità. Ma è stato netto sulle risorse di spesa che rimarranno alla fine dell' intervento complessivo: una cifra che non arriva al miliardo di euro. Difficile chiamarlo tesoretto, impossibile usarlo per aggiustare i conti della salute pubblica. Per quel capitolo servono sempre molti miliardi. Questa è la base su cui si può discutere. Con il passaggio preliminare del voto in aula al Senato di mercoledì: per approvare la nota di aggiornamento al Def serve la maggioranza assoluta, 161 sì.

 

inchino padoan1

Come ha detto ieri Roberto Speranza a Napoli, concludendo con l' ex sindaco la festa di Articolo 1, la sinistra punta a dirottare soldi sui problemi sociali: scuola, lavoro, povertà, servizio sanitario. Ma ha confermato: chiediamo discontinuità ma saremo responsabili, non faremo arrivare la Trojka in Italia.

 

Stamattina a Palazzo Chigi Gentiloni e Pisapia cercheranno delle soluzioni, apriranno un dialogo. Non è detto che arriveranno delle risposte, ma alla vigilia del voto sulla relazione del Def il governo avrà un interlocutore che non cerca la rottura col Pd a tutti i costi. Alla fine, il vertice servirà soprattutto a suggellare un riconoscimento politico. Per Pisapia quello del leader del campo a sinistra del Partito democratico, della personalità in grado di tenere ancora accesa la speranza di un centrosinistra largo senza escludere il Pd.

RENZI E GENTILONI

 

Però, nella sala di Palazzo Chigi, salterà agli occhi anche un altro particolare. Pisapia ha confessato di non parlare con Renzi da sei mesi, mentre oggi vede Gentiloni. L' impressione è che la mancanza di coraggio imputata da D' Alema all' ex sindaco sia in verità un' attesa. L' attesa di un cambio della guardia dentro il Pd, di una detronizzazione di Renzi. Che può passare dalle dinamiche interne, dal risultato delle regionali in Sicilia e avverrebbe sotto forma di un diverso candidato premier dem per le elezioni politiche.

 

E naturalmente uno dei nomi in pista, tra i tanti, è quello del premier in carica Gentiloni. Del quale Pisapia ha detto ieri: «La discontinuità di metodo c' è. Infatti ha un consenso molto maggiore rispetto a Renzi».

 

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…