meloni la russa fazzolari annalisa terranova meloni referendum

È COMINCIATA LA FRANA! "CI VUOLE UN PARTITO CREDIBILE", PIAGNUCOLA LA MELONA ANNALISA TERRANOVA. E SPARA A ZERO CONTRO DELMASTRO, BARTOLOZZI, SANTADECHÈ E LA ''CLASSE DIGERENTE'' DI FRATELLI D'ITALIA: "ANCHE SE SEI INNOCENTE O SE SEI STATO SOLO 'LEGGERO', TI FAI DA PARTE E BASTA", E POI TIRA UN CALCIO IN CULO AL PIO MANTOVANO: "NON SI VINCE SE HAI LA CHIESA CONTRO" - DIMENTICANDO CHI HA PROMOSSO LA RIFORMA DI SETTE ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE, L'IDEOLOGO DELLA FIAMMA MAGICA FAZZOLARI ORA SCOPRE CHE "IL REFERENDUM CADEVA NEL MOMENTO MENO ADATTO PER POTERLO VALUTARE IN MODO SERENO". COMUNQUE, "FAZZO" FA BENE A PREOCCUPARSI PER IL FUTURO: "ORA C'E' IL RISCHIO DI UN'AZIONE PIÙ INVASIVA DA PARTE DEI MAGISTRATI". E S'ATTACCA ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE E PREMIERATO (CIAO CORE!) - 'GNAZIO LA RUSSA, CHE DALL'ALTO DI UNA NAVIGATISSIMA ESPERIENZA POLITICA, AVEVA AVVISATO MELONI DI NON ROMPERE I COJONI ALLA MAGISTRATURA PERCHE' "NON VALE LA CANDELA", ORA SI LIMITA BEFFARDO A POSTARE SUI SOCIAL LA CANZONETTA "TEMPO DA LUPI": "UN INVITO A NON ABBATTERSI MAI..." - VIDEO

 

REFERENDUM: LA RUSSA POSTA 'TEMPO DA LUPI', MAI ABBATTERSI

ignazio la russa - voto per il referendum costituzionale sulla giustizia - foto lapresse

(AGI) - Roma, 23 mar. - "Ma e' tempo da lupi, un tempo da cani casa farai del tuo domani? E' un tempo da lupi: finiti gli eroi, questo e' un tempo per noi". E' quanto posta su Facebook il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dopo l'esito del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.

 

Si tratta di un verso della canzone di Leo Valeriano 'Tempo da Lupi', pubblicata negli anni Settanta. Un invito a non abbattersi mai, "la destra ha vinto, spesso ha perso, ma mai bisogna abbattersi", il senso implicito dell'invito dopo la socnfitta del Si' al referendum.

 

Dal profilo Facebook di Annalisa Terranova

 

annalisa terranova

 

 

Così di getto. La sconfitta è netta e importante. Nessuno credo si aspettasse queste proporzioni.

 

1) Il No aveva propaganda facile da fare: la difesa della Costituzione, la frottola che il governo voleva sottomettere i magistrati. Più difficile di sicuro spiegare il contenuto della ritorma.

 

2) Non si può sempre pensare che se Meloni scende in campo risolve i problemi. Ci vuole dietro un partito credibile. Ci vuole una mobilitazione non "seduta"

 

3) Il tema della classe dirigente è dirimente. Si rifletta sulla comunicazione: il boomerang di Rogoredo, le frasi di Bortolozzi, le esagerazioni di Nordio. Su Santanchè e Delmastro penso che se tu crei imbarazzo alla tua comunità politica anche se sei innocente anche se sei stato solo "leggero" ", ti fai da parte e basta. E prima accade meglio é

 

annalisa terranova

4) non si vince se hai la Chiesa contro. E nelle parrocchie si faceva propaganda per il No. Mantovano ha detto che i cattolici votavano SI e ha detto una cosa abbastanza infondata.

 

5) Ora ogni possibilità di riforma è stroncata sul nascere. Il campo largo ha sempre lo stesso problema: manca un leader riconosciuto da tutti. La vera vittoria è quella della casta dei magistrati che continueranno a impedire ogni tentativo di incidere radicalemnte sul tema dell'immigrazione.

 

6) La politica estera: la prudenza del governo Meloni è stata subissata dalla propaganda, dall'accusa di complicita col genocidio a quella di vassallaggio a Trump. Questo ha inciso sulla popolarità e anche sulla credibilita della presidente del Consiglio.

 

FAZZOLARI, OBIETTIVO FINE LEGISLATURA RISPETTANDO GLI IMPEGNI PRESI

FAZZOLARI DIRETTORE DEL TG1 - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA

(ANSA) - ROMA, 23 MAR - "Noi siamo molto sereni perché il nostro orizzonte non sono le prossime elezioni politiche, che ci interessano il giusto, ma rispettare gli impegni presi in questa legislatura, non faremo delle scelte volte a massimizzare il consenso di qui alle politiche, l'azione sarà quella di chiudere la legislatura con il grande merito di dire ''abbiamo rispettato gli impegni e poi gli italiani giudicheranno'. C'è ancora più determinazioni a completare il programma".

 

Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari parlando con l'ANSA rispondendo alla domanda se sia necessario un cambio di passo nell'azione di governo all'esito del referendum sulla giustizia.

 

"Il nostro auspicio - ribadisce - è fare una grande rivoluzione culturale in Italia che finora non si è mai riusciti a fare" e cioè "portare a termine gli impegni presi con il programma di governo. Ci siamo presentati alle elezioni con determinati punti programmatici, l'ambizione è quella di finire la legislatura avendo portato a termine il programma".

 

FAZZOLARI, AVANTI CON LA LEGGE ELETTORALE, È UNA TAPPA DEL PREMIERATO

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

(ANSA) - ROMA, 23 MAR - "Vogliamo portare a termie tutti i punti del programma" compreso "il premierato", anche se il referendum sarà successivo alla fine della legislatura. Lo conferma il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari parlando l'ANSA all'esito del referendum sulla giustizia.

 

"Si cercherà di portare a termine anche la legge elettorale", assicura, spiegando che la proposta depositata alla Camera dal centrodestra "è compatibile con il modello di premierato che vogliamo portare a termine.

 

Questo è il senso, fare una legge elettorale che è la stessa che andrebbe bene" con la riforma costituzionale, si tratta insomma di una "tappa del premierato".

 

FAZZOLARI, REFERENDUM NEL MOMENTO PEGGIORE, NELL'INCERTEZZA SI SCEGLIE LO STATUS QUO

(ANSA) - ROMA, 23 MAR - "Il referendum cadeva nel momento meno adatto per poterlo valutare in modo sereno" perché "davanti a una grande incertezza si tende a rimanere ancorati allo status quo". E "oggettivamente gli italiani si sono dovuti esprimere" sul referendum costituzionale sulla giustizia "in un contesto di grande incertezza a livello internazionale ed economico" in cui si tende "a non vedere di buon occhio dei cambiamenti. In situazioni di incertezza si rimane con posizioni molto conservative.

Giovanbattista fazzolari

 

Come si è visto anche con l'emergenza Covid, quando c'è grande incertezza la gente dice che non è il momento di fare un salto nel vuoto". Lo afferma il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari parlando con l'ANSA dell'esito del referendum sulla giustizia. Anche le oscillazioni dello spread "nell'arco di poche ore, e che è calato dopo le dichiarazioni" di Donald Trump, per Fazzolari sono "sintomo di contesto internazionale di grande incertezza".

 

FAZZOLARI, LA MAGGIORANZA È ANCORA PIÙ COMPATTA DOPO IL REFERENDUM

(ANSA) - ROMA, 23 MAR - "Questo esito referendario compatterà ulteriormente la maggioranza, non porterà divisioni". Lo afferma il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari rispondendo all'ANSA dopo i risultati della consultazione popolare sulla riforma della Giustizia.

 

"La campagna contro il referendum - spiega - è stata molto radicalizzata dalle opposizioni, non è stata fatta nel merito della riforma, è stata una campagna fatta contro le forze di maggioranza, contro il governo con dei toni molto forti, lo stiamo vedendo anche le prime dichiarazioni post voto: radicalizzando la contrapposizione, l'opposizione compatta le file della maggioranza".

fazzolari meloni

 

FAZZOLARI, SERENI SULL'ESITO DEL REFERENDUM, FATTA LA NOSTRA PARTE

(ANSA) - ROMA, 23 MAR - "La riforma della giustizia era uno dei punti del programma di governo. L'abbiamo fatta e l'abbiamo sottoposta agli italiani" che l'hanno respinta con il referendum ma "noi abbiamo rispettato l'impegno preso in campagna elettorale".

 

Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari parlando con l'ANSA dell'esito del referendum che "viviamo con grande serenità" perché era "parte del programma. In tre anni e mezzo di governo la grande soddisfazione è che abbiamo fatto solo quello che era scritto nel programma, per noi è un grande vanto". Ora "vogliamo portare a termine tutti i punti del programma" poi "ci sottoporremo al voto degli italiani".

 

FAZZOLARI, ORA RISCHIO DI UN'AZIONE DELLE TOGHE PIÙ INVASIVA

MELONI - FAZZOLARI - GIORGETTI - FITTO - MATTARELLA

(ANSA) - ROMA, 23 MAR - "Il risultato di questo referendum è quello di legittimare una azione della magistratura su una serie di temi che per gli italiani oggi sono dirimenti: noi vediamo che l'azione del governo spesso viene rallentata sul fronte di immigrazione e sicurezza da decisioni che la magistratura non condivide e che potrebbero essere rafforzate in futuro, questa è una delle principali preoccupazioni".

 

Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari parlando con l'ANSA dell'esito del referendum. "Gli italiani chiedono a questo governo, ma chiederebbero a qualsiasi governo, maggior controllo dell'immigrazione illegale e di essere maggiormente incisivi in termini di sicurezza. Finora su questi due argomenti abbiamo visto che molte delle norme attuate vengono poi indebolite da decisioni prese dalla magistratura: all'esito del referendum la preoccupazione è che questa azione potrebbe diventare ancora più invasiva".

LA SVOLTA COMUNICATIVA DI FDI BY FAZZOLARI - VIGNETTA DI NATANGELO - IL FATTO QUOTIDIANOFazzolari Melonigiovanbattista fazzolari giorgia melonimeloni fazzolari

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO