GIUDICI DI CASSAZIONE FURENTI PER L’INTERVISTA DI ESPOSITO - E LA MUSSOLINI LO IMITA IN SENATO: “CHILL’ NUN POTEVA NUN ZAPE’…” (VIDEO)

1. VIDEO: ALESSANDRA MUSSOLINI IN SENATO IMITA ANTONIO ESPOSITO "CHIST' È UNA STUPIDAGGINE, CHILL' NUN POTEVA NUN ZAPE'"...

Da http://video.repubblica.it/dossier/mediaset-sentenza-cassazione/mussolini-imita-esposito-l-intervento-e-in-napoletano/137113/135658


2. "PER NOI UN DANNO INCALCOLABILE" LA CASSAZIONE SI SCALDA CONTRO IL GIUDICE CHIACCHIERONE
Francesco Grignetti per "la Stampa"

I marmi, gli stucchi, le porte in legno brunito. E poi i corridoi interminabili, le scalee, gli androni. Ecco la severa Corte di Cassazione. Chi l'ha costruita l'ha pensata come tempio del diritto. Un luogo dove si dovrebbe mantenere la freddezza sempre e comunque. Il giorno dopo l'exploit del presidente Antonio Esposito, però, nei deserti corridoi marmorei si coglie una temperatura che non t'aspetti. Più che calda, incandescente.

Il Primo presidente, Giorgio Santacroce, non vuole più parlarne, di Esposito. Rinvia a quanto detto a caldo, dopo aver sentito il collega, e dopo aver spedito una relazione al ministro Cancellieri: «Reputo l'intervista rilasciata comunque in sé inopportuna». Santacroce nei giorni scorsi aveva stabilito, invocato, richiamato tutti al silenzio. Si profilava un passaggio terribile, per la Cassazione, con la sentenza su Berlusconi.

Esposito non gli ha dato il minimo ascolto. E ora Santacroce sbuffa con i suoi al telefono: «C'è l'autonomia dei collegi, l'autonomia dei singoli magistrati, la libertà di parola... Per noi (e quando dice «noi» calca la voce, perché intende i giudici di Cassazione, ndr) i magistrati parlano solo attraverso le sentenze. Però naturalmente Esposito è libero di parlare con i giornalisti, magari poteva evitare di farlo, ma ormai la cosa è fatta».

Quanto la consideri inopportuna, quell'intervista, basti considerare che Santacroce, nella veste di membro del Comitato di presidenza del Csm - assieme al vicepresidente Michele Vietti e al procuratore generale Gianfranco Ciani - ha deliberato ieri che sia aperta una pratica con la massima urgenza contro Esposito. Il quale ora, a 71 anni, e da presidente di sezione penale della Cassazione, rischia un trasferimento d'autorità in quanto avrebbe compromesso «l'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell'apparenza».

Sono giorni di ferie, com'è noto, in Cassazione. E quindi i suoi corridoi sono particolarmente sguarniti. C'è solo un'anima in pena che vaga. È appunto il presidente Esposito. Il suo telefonino squilla ininterrottamente. «Basta, la ringrazio, non dò più interviste. Oggi parlo solo con comunicati. Mi vuole dare la sua mail o un fax? Le faccio avere un testo».

Eppure il presidente Esposito freme. Non riesce a mordersi la lingua. Ce l'ha con i giornalisti. Con «quel» giornalista in particolare del "Mattino" che avrebbe tradito la sua trentennale fiducia. Presidente, gli chiediamo, sapeva della registrazione? «No. Registrava a mia insaputa». E quindi, anche lei, come tutti, s'è attaccato ai siti per risentirsi? «Per forza. Io non sapevo neppure dell'esistenza di una registrazione, tantomeno potevo averne copia. Ho dovuto riascoltarmi con il computer per capire meglio che cosa avevo detto e che cosa mi avevano attribuito. Per me, faceva fede solo il testo concordato. Quello che mi avevano sottoposto con un fax e che io ho autorizzato. Ce l'ho qui. Lo vuole? Glielo mando al suo fax».

È questo il caposaldo della difesa di Esposito: l'intervista da pubblicare era solo quella concordata, il resto non doveva esistere. Peggio ancora, è stata manipolata perché una frase vera segue una domanda che non è mai stata formulata. «Eseguita questa scorretta operazione - scrive infatti Esposito nel suo comunicato-arringa scritto in terza persona- di inserire nell'articolo una domanda proprio sul processo, mai invece formulata, il giornalista ha poi strumentalmente "agganciato" - e fatto risultare come risposta del dr. Esposito ad una specifica domanda sul processo mai rivoltagli - parte del discorso del tutto generico sui non-poteva-non-sapere».

Questo è quanto Esposito ha scritto nella notte, sentito e risentito il colloquio, in quel napoletano strettissimo che al Senato è già diventato fonte di gag tra Alessandra Mussolini e Roberto Calderoli. Ma ora come pensa di procedere? Farà azioni contro il giornalista o contro il giornale? «Non lo so, ci devo pensare, non lo escludo».

Mentre il presidente Esposito medita vendette, però, l'intera Cassazione vorrebbe la sua testa. Voci pubblicabili, poco o nulla. Parla in chiaro solo Giuseppe Maria Berruti, presidente di sezione civile della Cassazione, per invitare al silenzio: «Mi auguro - dice - che ora tutti tacciano. L'opinione pubblica è confusa. Gli stessi esperti del diritto faticano. Bisogna riflettere perché questa è una vicenda dolorosa. Mai l'autorità della Corte va contrapposta al consenso politico».

Lontano dai taccuini, però, più di un autorevole magistrato è esplicito e colorito. «Siamo basiti - dice uno perché mai Esposito avrebbe dovuto infilarsi in una strada di parole, smentite e controsmentite. Chiaro che vince il giornalista e perde l'intera magistratura». Un altro: «Io lo strozzerei con le mie mani. Ci ha fatto un danno incalcolabile. Il Pdl non aspettava altro per strillare». Un terzo: «La smentita l'ha fatta, ma per quel che conta, ormai... ».

 

IL GIUDICE ESPOSITO A TAVOLA CON AMEDEO FRANCO PRIMA DELLA SENTENZA SU BERLUSCONI Il collegio giudicante al bar durante una sosta in primo piano Esposito ed Aprile IMG WA VIGNETTA VINCINO DAL FOGLIO - GIUDICE ESPOSITOantonio espositocassazione esposito antonio GIORGIO SANTACROCE Michele Vietti

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....