“UMBERTO BOSSI ERA UN INTRATTABILE DAL CUORE GRANDE, UNO AL QUALE NON GLIELA SI FACEVA” – GIULIANO FERRARA MEMORIES: “IL RIBALTONE DEL 1994 NON CI SAREBBE MAI STATO SE BERLUSCONI NON AVESSE AVUTO LA FISSA DI CONSIDERARSI L’AZIONISTA DI RIFERIMENTO TITOLARE DELLE QUOTE E DEGLI UOMINI E DONNE DEGLI ALTRI” – “BOSSI ERA SIMPATICAMENTE ALIENO, BADAVA AL SODO. L’ESPRESSIONE DA LUI USATA CHE PIÙ MI COLPÌ FU: ‘SE CONTINUA COSÌ, ANDIAMO TUTTI A SCOPARE IL MARE’" - "HA AVUTO UNA VECCHIAIA INGRATA, CON LA CONSOLAZIONE DELLA STIMA DI BERSANI. LUI, BOSSI, CHE DAVVERO PER UNA VOLTA AVEVA SMACCHIATO IL GIAGUARO PER POI CAVALCARLO IN TRAVOLGENTE...”
Estratto dell'articolo di Giuliano Ferrara per “il Foglio”
umberto bossi e l ampolla con l acqua del po
Ora Umberto Bossi, anti italiano e arci italiano allo stesso titolo, è nel ricordo statista e sincero democratico, il che paradossalmente ha un fondo di verità. Sopra tutto era un tipaccio non privo di malinconica rozzezza, un intrattabile dal cuore grande, uno al quale non gliela si faceva.
Dopo la vittoria elettorale, [...] ricevo una telefonata di Berlusconi che mi chiede di fare il suo ministro. [...] Gli dissi che andava bene e lui, per non perdere tempo, aggiunse. Caro Giuliano, mi scriva una lettera ai deputati e senatori leghisti, faccia capire loro che sono eletti grazie anche e sopra tutto ai voti di Forza Italia, i miei. E che dunque sarei contento, mi consentano, se considerassero che sono il loro capo.
SILVIO BERLUSCONI E GIULIANO FERRARA
Da sconsigliori inveterato, osservai al Cav. che la faccenda [...] avrebbe provocato subito un disastro. I voti erano di coalizione, ma la lista era della Lega, e il patriottismo di partito avrebbe indotto deputati e senatori a votargli la sfiducia al primo giro, su ordine del Senatur.
La cosa fu per fortuna archiviata. Ma una sera di forte agitazione nella maggioranza, con Bossi che tuonava e smaniava, andai a via dell’Anima [...]. Amabilmente rimproverai il Cav. per le sue trame con quelli della Liga veneta di Franco Rocchetta, rivali del Bossi lombardo, e gli dissi che a forza di provocarlo sarebbe finita che ci ributtavano all’opposizione.
SILVIO BERLUSCONI E UMBERTO BOSSI
Il Cav., tra i più forti e scettici incantatori della verità, mi rispose di non preoccuparmi, ché lui il capo della Liga non sapeva nemmeno chi fosse. Alla fine [...] presi un taxi e il conducente mi disse: “Che stava dar Berlusca, dotto’?”. “Sì”. “Ah, ieri sera c’ho portato l’onorevole Rocchetta” (il tassista romano è grandiosamente indiscreto).
Poi diventarono amiconi, e insieme fecero cose piuttosto buone, ma [...] il ribaltone non ci sarebbe mai stato se Berlusconi non avesse avuto [...] la fissa di considerarsi non tanto il capo di una maggioranza politica quanto l’azionista di riferimento titolare delle quote e degli uomini e donne degli altri.
Più o meno lo stesso accadde [...] anche con il secondo ribaltone del povero Fini. A Bossi non gliela si faceva, a Fini gliela fece alla grande. [...]
Nei vertici politici Bossi era simpaticamente alieno, badava al sodo. L’espressione da lui usata che più mi colpì fu questa: “Se continua così, andiamo tutti a scopare il mare”. Visitato dall’amicizia, dalla tenacia e dalla malattia, infine, ha avuto una vecchiaia ingrata, con la consolazione della stima di Bersani. Lui, Bossi, che davvero per una volta aveva smacchiato il giaguaro per poi cavalcarlo in travolgente fraternità.
giuseppe leoni umberto bossi
silvio berlusconi e umberto bossi nel 2000 foto lapresse
roberto maroni silvio berlusconi umberto bossi 2007 foto lapresse
umberto bossi pontida
UMBERTO BOSSI - LICIA RONZULLI - SILVIO BERLUSCONI
