giuseppe conte

“CHE VADANO LIBERI, IN PACE, A CERCARSI UNA NUOVA COLLOCAZIONE. MA NON CI ROMPANO LE SCATOLE” – GIUSEPPE CONTE METTE L'ELMETTO SULLA TESTA CATRAMATA E ALZA LA TENSIONE CONTRO DI MAIO E GLI ALTRI SCISSIONISTI: “CI RISPARMINO LE LACRIME DI COCCODRILLO” – IL POVERO PEPPINIELLO, SENZA SOLDI PER FARE LA CAMPAGNA ELETTORALE, DEVE RISOLVERE LA GRANA DEI CAPILISTA. E INTANTO CONTINUA A FARE A CAZZOTTI CON GRILLO, CHE GLI HA VIETATO DI METTERE IL SUO NOME NEL SIMBOLO DEL M5S – IL NODO DELLE PARLAMENTARIE SU SKYVOTE: GLI EX GRILLINI ANDATI CON LUIGINO SONO ANCORA ISCRITTI ALLA PIATTAFORMA ONLINE…

1 - GRILLO NON VUOLE CONTE NEL SIMBOLO M5S

Estratto dell’articolo di Pietro De Leo per “Libero quotidiano”

 

giuseppe conte beppe grillo

Non è mai foriera di buoni destini una leadership a metà. Giuseppe Conte ha fissato l'orientamento per il Movimento 5 Stelle, a sinistra del Pd. E però c'è l'assedio di Beppe Grillo, costante, martellante. Con il linguaggio e i retaggi dei tempi andati. Il no a rimuovere il tetto al doppio mandato. E poi, ora, pure sul simbolo. Che non vedrà comparire il nome dell'ex Presidente del Consiglio. Questo stando quanto racconta un retroscena Adnkronos che raccoglie i virgolettati di persone vicine al comico. Niente personalismi è la parola d'ordine. Così come pare serpeggi un duello sulle candidature.

 

giuseppe conte

Mentre Grillo insiste per riproporre le "parlamentarie", ossia la consultazione sul web, Conte invece non vorrebbe essere del tutto marginale sul dossier candidati e spingerebbe per un meccanismo "misto" in cui gli possa rimanere un ruolo nel determinare i capilista.

Ieri, intanto, il Presidente del Movimento si è esibito sulle ultime novità, dagli addii alla sofferta decisione, stante l'intransigenza di Grillo, a non derogare allo stop dopo il secondo giro. […]

 

 

2 - M5S, VIA ALLA CAMPAGNA LOW COST CONTE: I TRADITORI VADANO IN PACE

Cla. B. per il “Corriere della Sera”

 

roberto fico e giuseppe conte

Conte prova a ripartire dopo la bufera (e i lutti) per lo stop al terzo mandato che ha fatto fuori tanti big e alcuni fedelissimi. Il Movimento potrebbe perdere altri pezzi dopo il ministro D'Incà e il capogruppo alla Camera Crippa, ma il leader sa che non può sprecare un secondo in più. Per sperare di rimanere almeno tra il 10 e il 12% sta preparando una campagna elettorale a tappeto, puntando in particolare al Sud.

 

L'ex premier e il fidato portavoce Rocco Casalino sono quasi sicuri di candidarsi nella «loro» Puglia. Camera o Senato? Si valuterà in base alle stringenti necessità imposte dal Rosatellum. Di sicuro è che la campagna M5S sarà rigorosamente low cost . Nelle casse del partito sono rimasti solo spiccioli.

 

GIUSEPPE CONTE IN VACANZA SUL GARGANO

Già si faticava a fronteggiare le spese correnti per via dei mancati contributi di decine di parlamentari, poi ad aggravare il quadro si è aggiunta la maxi scissione di Di Maio. I 5 Stelle, come sempre, punteranno sulla campagna social, ma l'ex premier è consapevole che ciò non basta più: così si spenderà il più possibile in prima persona, ma non potrà contare su un simbolo modificato, perché Beppe Grillo lo ha vietato senz' appello.

 

Nelle prossime ore dovrebbero essere approvati i criteri per le candidature. È già aspra la corsa per aggiudicarsi i posti blindati da capolista. Secondo previsioni ottimistiche (cioè conquistando l'11-12%), al Movimento toccherebbero 12 posti al Senato e 25 alla Camera. «Ci aspetta una campagna elettorale dura ma entusiasmante - dice Conte alla riunione del Movimento Puglia -. Ci diranno "il voto a voi è sprecato". Noi dobbiamo spiegare che il nostro è l'unico voto utile, perché i cittadini avranno la garanzia che rispetteremo gli impegni presi».

 

mario draghi federico dinca

Dopo aver definito «eroi» gli esclusi dal terzo mandato ma rimasti con il M5S, Conte lancia strali contro Di Maio: «Quando le persone che hanno avuto tutto dal M5S - diventando ministri, capigruppo, sottosegretari - decidono di rinnegare tutto questo, potrebbero agire quantomeno con discrezione».

 

Poi l'affondo: «Ci risparmino le lacrime di coccodrillo. Che vadano liberi, in pace, a cercarsi una nuova collocazione. Ma non ci rompano le scatole». A sostegno del leader, nonostante l'esclusione dalla corsa per il Parlamento, c'è anche il presidente della Camera Fico: «Continueremo a lavorare come sempre insieme e uniti in questa estate di campagna - dice al vertice del Movimento campano - . Io ci sono, continuiamo a lavorare per il nostro territorio e per il nostro Paese».

GIUSEPPE CONTE IN VACANZA SUL GARGANO BY OSHO

 

Non tarda la replica velenosa di Di Maio: «Conte ha realizzato il suo sogno: ha smantellato il M5S, Grillo se ne è accorto in ritardo e sta cercando di intervenire». Il ministro degli Esteri, che oggi lancerà Impegno civico, chiede di «istituire una commissione parlamentare d'inchiesta per accertare legami tra i partiti italiani e la Russia».

Altrettanto tagliente la risposta di Stefano Buffagni (M5S): «Se Di Maio sa parli subito, anche l'esperto del settore che portava avanti quella linea è nel suo partito», dice riferendosi al sottosegretario Manlio Di Stefano, che intratteneva rapporti con Russia unita, il partito di Putin.

 

3 - M5S LA BATTAGLIA SUI CAPILISTA

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

GIUSEPPE CONTE BEPPE GRILLO

Una curiosità: gli scissionisti di Luigi Di Maio sono ancora iscritti alla piattaforma delle adunate online del M5S, Skyvote. Sicuramente Giuseppe Conte e Beppe Grillo saneranno questa anomalia prima di dare il via alle "parlamentarie", ma il fatto che ieri se ne sia parlato ai vertici del Movimento è la prova di quanto sulla selezione dei prossimi candidati ci sia grande agitazione.

 

La composizione delle liste è la vera battaglia che Conte intende vincere con Grillo. L'ex premier vuole mano libera sui capilista. È il compromesso che proporrà al comico genovese nelle prossime ore. Si faranno le elezioni vecchio stile sulla Rete, come vuole Grillo: gli attivisti si potranno candidare assieme agli eletti che ancora hanno la carta del secondo mandato da giocarsi, ma Conte deciderà chi mettere al primo posto del listino proporzionale.

 

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

Con questa legge elettorale, la stessa del 2018, è l'unico reale margine di manovra che resta al leader per garantirsi un gruppo compatto di fedelissimi. Rispetto a 5 anni fa, le prospettive del M5S sono diversissime. Allora i grillini erano lanciati verso un trionfo alle urne e il capo politico - era Di Maio - poteva contare sul casting dei candidati nei collegi uninominali, molti dei quali sarebbero entrati in massa in Parlamento, anche senza aver mai avuto un legame storico con il M5S. Questa volta, sulla parte maggioritaria del Rosatellum, le speranze di un partito che (al momento) andrà in solitaria sono nulle. I collegi potrebbero essere zero.

 

GIUSEPPE CONTE

Grillo ha chiesto una rigenerazione e vuole parlamentarie pure: no a deroghe sul principio della territorialità, né pluricandidature. Avere l'ultima parola sui capilista nel proporzionale, però, per Conte è vitale. E lo considera suo diritto da statuto, a differenza del terzo mandato, dove il ruolo del garante è rimasto centrale.

 

Solo così chi lo ha seguito nella lunga e tormentata faida interna che ha stravolto il Movimento può avere maggiori chance di essere nel gruppo più striminzito degli eletti, una cinquantina, forse qualcosa di più, tra Camera e Senato. Il caso di Stefano Patuanelli è l'esempio che fanno tutti. Il ministro dell'Agricoltura è candidabile in Friuli Venezia Giulia. Nel 2018 è stato eletto senatore. Ma oggi, al Nord, il M5S praticamente non attrae più voti. Se fosse indicato in un collegio uninominale sarebbe spacciato.

BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE - MARIO DRAGHI - BY EDOARDO BARALDI

 

Conte dovrebbe piazzarlo in cima al listino della Camera, dove ci sono più possibilità di spuntarla. Sui capilista, un cedimento dell'avvocato al garante potrebbe essergli fatale. Non solo per l'immagine che, dopo il diktat di Grillo sui mandati, rimanderebbe di leader per l'ennesima volta indebolito e con poteri dimezzati.

 

Ma anche perché Conte vuole tutelarsi dal timore di «infiltrati» che sono rimasti attivisti a pieno titolo nel M5S ma con simpatie verso Di Maio e che potrebbero essere manovrati dal suo braccio destro Pietro Dettori, ex uomo della Casaleggio dentro l'Associazione Rousseau. […]

FEDERICO DINCA

SALVINI PUTIN CONTE DI MAIOdi maio conteLUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTEBEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE

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