macron e conte

E’ FINITO TUTTO A TARALLUCCI E BRIOCHES - GIUSEPPE CONTE DOMANI A PARIGI PER UN PRANZO CON MACRON - LA DISTENSIONE DOPO UN COLLOQUIO TELEFONICO AVVENUTO IERI SERA IN CUI SI E’ DISCUSSO DELLA AQUARIUS - IL PRESIDENTE FRANCESE: "NON HO MAI VOLUTO OFFENDERE L'ITALIA E IL POPOLO ITALIANO" - LA MEDIAZIONE DI JUNCKER E I RICHIAMI DI MATTARELLA...

1 - CONTE DOMANI A PARIGI, PRANZO CON MACRON

(ANSA) Conte domani a Parigi, pranzo con Macron. Necessarie nuove iniziative comuni su migranti - Nel colloquio telefonico avvenuto ieri sera Macron e Conte "hanno potuto discutere la situazione della nave Aquarius e avere uno scambio di vedute", spiega la nota di Palazzo Chigi.

MACRON E GIUSEPPE CONTE

 

"L'Italia e la Francia devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per una politica migratoria efficace con i paesi di origine e di transito attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e un meccanismo di solidarietà nella presa in carico dei rifugiati", si legge ancora nella nota che spiega come "Macron e Conte abbiano convenuto che, in vista del Consiglio Europeo di fine giugno, sono necessarie delle nuove iniziative da discutere insieme.

 

Per evocare questi temi e i numerosi dossier di comune interesse, il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro Conte si incontreranno a Parigi venerdì per un pranzo di lavoro seguito da una conferenza stampa".

 

MACRON E GIUSEPPE CONTE

2 - ELISEO CONFERMA, DOMANI COLAZIONE MACRON-CONTE

(ANSA) - L'Eliseo ha confermato questa mattina l'incontro a colazione, domani alla presidenza francese, fra il capo dello stato Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte.

 

3 - MACRON, MAI VOLUTO OFFENDERE L'ITALIA E GLI ITALIANI

(ANSA) - Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del colloquio telefonico di ieri sera con il premier Giuseppe Conte, ha "sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l'obiettivo di offendere l'Italia e il popolo italiano": è quanto si legge in una nota diffusa dall'Eliseo

 

4 - LA MEDIAZIONE DI JUNCKER PER L'INCONTRO CONTE-MACRON MATTARELLA: EVITARE STRAPPI

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

Cosa sta succedendo? Chiede Jean-Claude Juncker a Giuseppe Conte. L'Europa ora teme l'implosione, teme che sul cruciale fronte italiano l'argine possa non reggere più. È questa inquietudine che percorre la telefonata del presidente della commissione Ue al premier. Un tentativo estremo di spingere a una conciliazione con il presidente francese Emmanuel Macron che va a vuoto.

 

MACRON E CONTE

Ma anche una mossa strategica per cercare di neutralizzare l'influenza e il potere sul governo italiano del ministro dell' Interno Matteo Salvini, la vera minaccia che disturba i sonni di placida quiete europea di Juncker e della cancelliera tedesca Angela Merkel.

Quando il presidente della commissione Ue chiama, lo scontro è già a un passo dall'irreversibilità. Alle accuse di Macron, il premier ha ribattuto prima con un comunicato, poi facendo filtrare la minaccia di disertare il vertice bilaterale fissato per domani a Parigi.

 

«Siete consapevoli di quello che fate?» è lo stupore trasmesso da Juncker, cosciente di dover equilibrare le parole per non infastidire l'italiano. Ed è la stessa preoccupazione che a Conte consegna il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, secondo varie ricostruzioni, avrebbe sostenuto la linea del premier invitandolo però alla prudenza: «È chiaro che Macron si deve scusare, ma evitiamo di scavare troppo il fossato con la Francia».

 

EMMANUEL MACRON GIUSEPPE CONTE

Come Bruxelles, il Quirinale non vuole che gli scossoni in Italia diventino terremoti per l'Europa, ben sapendo che i timori sono diretti verso l'uomo che dirige il Viminale. A breve dovrebbe anche muoversi una delegazione del commissario per gli Affari migratori per fare il punto, a Roma, con i vertici del ministero Interno dopo la crisi dell' Aquarius.

 

LA STRATEGIA DI BRUXELLES

Juncker nel suo ruolo di mediatore telefona anche al premier maltese Joseph Muscat e fa chiamare il ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell. «Preoccupato» per quanto sta accadendo, invita tutti a ritenere «fondamentale il rispetto del diritto internazionale sul mare e delle regole Ue».

 

È una tessitura attenta, quella che Juncker sta conducendo di sponda con Merkel. E infatti, per blandire il premier, rincara la dose di promesse già fatte al G7 del Canada: flessibilità dei conti e sostegno materiale e finanziario sull'immigrazione. Ma il messaggio, implicito, che lascia il lussemburghese a Conte è anche di tenere a bada l'irruenza di Salvini. Il premier non indietreggia e nel ringraziarlo per la telefonata ribadisce: «È una questione di dignità. Devono chiedere scusa».

CONTE JUNCKER

 

Nel frattempo il leghista è già un passo oltre nella comunicazione dell' irritazione e al Senato strappa di nuovo la scena confermando il racconto dietro le quinte: «O Macron chiede scusa o Conte non andrà».

 

Un atteggiamento di sfida che per i francesi sconfina nella provocazione. Ma anche un modo per accentrare l'attenzione su di sé, nel tentativo di riaffermare la propria egemonia che da Palazzo Chigi notano preoccupati. I canali diplomatici si attivano, e dalla Farnesina consigliano toni più prudenti. Ma Conte insiste, e ordina al ministro dell' Economia Giovanni Tria di annullare l' incontro di ieri con l' omologo francese Bruno Le Maire.

 

MACRON GIUSEPPE CONTE

Il premier aspetta un gesto dalla Francia. Che non arriva. Perché anche Macron non indietreggia, e in mezzo a qualche carezza all' Italia, condanna «chi vuole portarci verso strade più buie». È intuibile che sta parlando di Salvini, per cercare di concentrare su di lui le critiche. Ma a Conte non basta, anche perché sulla Francia il leghista chiede compattezza. In piena crisi diplomatica, in serata, Conte riceve l' ambasciatore americano a Roma, Lewis Eisenberg, e torna a congratularsi per l' accordo di Trump sul nucleare nordcoreano.

 

Il premier continua a coltivare la sponda americana, la Francia e Macron possono aspettare: «Non ci sono le condizioni, così non mi muovo da Roma». Lo staff parla di «rinvio», ma il bilaterale, se le scuse non arrivano, di fatto è annullato.

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?